Manca poco più di una settimana all'inizio dei Mondiali 2026 in USA, Canada e Messico, con 48 squadre pronte a inseguire il sogno della gloria. Le favorite come Spagna, Brasile, Inghilterra, Francia e l'Argentina campione in carica sono già qualificate.
Un basco sembrava il candidato ideale per la panchina del Bayer, ma ora il Liverpool FC si è inserito. In tre anni Andoni Iraola è diventato il tecnico più corteggiato sul mercato. Come ci è riuscito?
Quando, nell'ottobre 2024, Thomas Tuchel è diventato ct dell'Inghilterra, il suo obiettivo era chiaro: vincere i Mondiali 2026. Il torneo è ormai vicino e la rosa dei Tre Leoni conferma la sfida che attende il tecnico tedesco in Nord America.
Giovedì il ct argentino Lionel Scaloni ha convocato Lionel Messi per i Mondiali 2026, pur sapendo che il capitano non è «al meglio». Nessuna sorpresa: era atteso in rosa per difendere il titolo, e pochi credevano che sarebbe arrivato in perfette condizioni fisiche.
L'annata calcistica si è chiusa con il trionfo del PSG sull'Arsenal e il mercato sta per ripartire: chi può cambiare maglia nei prossimi mesi e in vista del 2026/2027.
La classifica dei migliori allenatori della stagione secondo i giornalisti di FootballCo: da Arteta a Luis Enrique, da Fabregas a Emery, è dominio dei tecnici spagnoli.
Nell'era del PSR e delle norme UEFA, il mercato dei parametri zero è più importante che mai: le squadre cercano rinforzi a costo zero. A fine giugno molti big saranno liberi, e nei prossimi giorni si scatenerà la caccia alle loro firme.
In quasi 100 anni di storia, i Mondiali hanno regalato tanti momenti iconici. Ogni quattro anni, miliardi di tifosi seguono un torneo ricco di colpi di scena, delusioni e gioie, più di qualsiasi altro evento sportivo. I Mondiali sono il palcoscenico più prestigioso del calcio: qui nascono leggende, ma anche reputazioni si infrangono e stelle cadono.
Khvicha Kvaratskhelia è stato il miglior giocatore della Champions League e, pur non potendo partecipare ai Mondiali 2026 con la Georgia, dovrebbe essere tra i favoriti per il Pallone d'Oro.
I promossi e i bocciati della stagione appena andata in archivio con la finale di Champions League: da Chivu al Thun, dal Marsiglia a Malen, chi ha deluso e chi ha stupito.
Il Paris Saint-Germain ha trionfato ancora! Un tempo deriso come il più grande “bottler” della Champions, il club ha mostrato coraggio: ha battuto l’Arsenal 4-3 ai rigori dopo l’1-1 a Budapest e sabato ha meritato il titolo europeo. A differenza della goleada sull’Inter dell’anno scorso, il PSG ha dovuto dare il massimo contro i Gunners, che, come previsto, sono stati un osso duro dopo il vantaggio iniziale di Kai Havertz, arrivato grazie a un rimbalzo fortunato.
Il Liverpool ha appena concluso una stagione negativa, nonostante l'eliminazione dalla Champions League: cosa non è andato e quali sono le responsabilità di Slot, accostato al Milan.
La finale di sabato mette di fronte due squadre dagli stili opposti. E a fare la differenza nella finale di Champions League di Budapest saranno anche i tanti duelli individuali.
Chiedete a molti tifosi dell’Arsenal chi sia il miglior centrocampista al mondo e quasi tutti diranno: Declan Rice. Qualcuno chiede persino che l’inglese vinca il Pallone d’Oro, dopo aver portato i Gunners al primo titolo in 22 anni e in finale di Champions League. Il resto del mondo, però, non è così convinto.
Nonostante i cronici problemi di liquidità, il Barcellona sembra improvvisamente in grado di spendere 80 milioni di euro per Anthony Gordon e forse 100 milioni per Julián Álvarez. Come è possibile? Ecco perché.
Nel ritiro della Nazionale statunitense le recenti voci non destano preoccupazione: giocatori, allenatori e dirigenti sono concentrati sulla preparazione ai Mondiali.
In un'intervista esclusiva a GOAL, Kakà ha ricordato la vittoria dei Mondiali a 20 anni, parlando anche della pressione che grava oggi su Vinícius Jr. e Neymar.
Quello che nessuno ha il coraggio di dire sul calcio, il punto di vista scomodo e differente. La nostra Unpopular Opinion della settimana è su Andoni Iraola, che ha deciso di non accettare il Milan.
La stagione calcistica europea sta per concludersi. Sabato a Budapest si gioca l'ultima partita: la finale di Champions League tra Arsenal e Paris Saint-Germain. Entrambe le squadre hanno vinto il campionato nazionale: il PSG vuole difendere il titolo conquistato lo scorso anno, mentre i Gunners cercano la loro prima Coppa dei Campioni.
La classifica dei colpi di mercato dall'impatto più forte nei campionati europei: presente tanta Premier League, ma non manca nemmeno un po' di Serie A.
Da Mikel Arteta e Andoni Iraola a Michael Carrick e Regis Le Bris, sono molti i candidati al titolo di Allenatore dell'anno della Premier League 2025-26.
Bruno Fernandes, Declan Rice ed Erling Haaland erano in lizza per il titolo di Giocatore dell'anno della Premier League secondo GOAL. Chi ha vinto la nostra classifica ? Eccola.
Con la stagione 2025/26 di Premier League in archivio, GOAL presenta la squadra dell’anno: protagonisti Bruno Fernandes, Haaland e le altre stelle del campionato inglese.
Il primo allenatore straniero della nazionale brasiliana a un Mondiale è storicamente uno dei più capaci a sviluppare il talento brasiliano ai massimi livelli.
Un mese fa il Barcellona ha vinto il settimo titolo consecutivo della Liga F. Alexia Putellas ha ricordato i dubbi sulla squadra, emersi prima dell’inizio della stagione. I vincoli finanziari hanno limitato il mercato, impedendo al club di creare la rosa attesa per competere su quattro fronti. Molti dubitavano della loro stagione, soprattutto in Champions League. Sabato, però, le catalane sono tornate in finale e a un passo dal quadruplo: una risposta eloquente.
Ad aprile il Barcellona ha vinto la Liga F per la settima volta di fila. Clara Serrajordi, 18 anni, in campo per tutti i 90 minuti nella finale contro l’Espanyol, non sapeva che il club non fosse sempre stato così dominante. "Nei primi anni non abbiamo vinto il campionato, quindi dobbiamo apprezzare questo risultato", ha spiegato Patri Guijarro. "Glielo stavo dicendo e lei è rimasta sorpresa".
Melchie Dumornay ha sempre avuto qualcosa di speciale. Dopo essersi fatta notare dall’allora allenatrice del Reims, Amandine Miquel, ai Mondiali femminili Under 20 del 2018, la giovane haitiana ha firmato per il club francese compiendo 18 anni. In poche settimane Miquel non aveva più dubbi: "Nei prossimi anni diventerà una delle migliori giocatrici al mondo". Oggi, a distanza di tempo, Miquel ha già avuto ragione.