Quattro anni fa il trionfo storico: Leicester è diverso da tutto

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Claudio Ranieri Leicester
Goal
Era il 2 maggio del 2016 quando il Leicester festeggiava l'incredibile conquista della Premier League: quante "storie" in quella storia...

Leicester è stato diverso da tutto. Non ho raccontato finali di Mondiali o di Champions, ma le strane coincidenze del destino han fatto si che quell’anno, da febbraio a maggio, facessi praticamente il pendolare Milano-Birmingham (l’aeroporto per poi raggiungere Leicester).

E sento dentro una soddisfazione pazzesca ogni volta che ripenso a quel che ho vissuto.

Perché è stato diverso da tutto? Perché li non erano abituati. Non erano abituati i calciatori, che continuavano a vivere la loro normalità da giocatori di paese e non da superstar.

Non era abituato il popolo, i cittadini, che vivevano tutto con la genuina eccitazione che si ha per una novità. C’era poca plastica, era tutta vita che scorreva.

Improvvisamente si è creata questa bolla di energia dentro la quale tutti si sentivano in festa. Volevano surfarla questa sensazione e ci son riusciti.

Leicester

Se vai a raccontare una partita del Chelsea o dell’Inter, trovi poche storie nel villaggio, nella gente. La normalità porta meno eccitazione. Li era pieno di storie. E c’era questa non vergogna nell’esibirsi in festa. Vi racconto quel che vi racconterei se fossimo a cena insieme, riguardo ad alcune cose che mi son capitate. 4 anni dopo il titolo, 4 aneddoti.

  • L’EUCARESTIA TATTICA

Avevo conosciuto il Cardinale Dave, della Cattedrale principale di Leicester e chiaramente tifosissimo. La sera del titolo gli mando un messaggio: “Domani mi diresti qualcosa sulle Foxes nella predica, ti riprendo e poi facciamo un collegamento in TV?”. Risposta: “Sure, you’re welcome Emanuele”.

Leicester

Il giorno dopo vado in Chiesa, Dave fa quel che aveva promesso e... sbam! Sms del cameraman che era con me: “Scusami ma c’e stato un problema tecnico e non ho registrato nulla”. Prima rosico. Non posso dire parolacce perché son in Chiesa. Cosa mi invento?! Vado a prendere l’Eucarestia e gli dico: “Dave, non siam riusciti a registrare, puoi ripetermi qualcosa durante gli avvisi?”. E lui: “I’ll do my best”. Tre anni da chierichetto e la conoscenza della Liturgia mi han aiutato. Il mitico Cardinale Dean ha fatto il resto.

  • PRESSIONE, CHI?

Una sera di metà marzo vado a cena con il preparatore atletico del Leicester, Andrea Azzalin. E gli chiedo: ma tutti questi ragazzi, che non han mai lottato per il titolo, tipo Vardy, Mahrez, Kanté, non sentiranno la pressione, il braccino? E lui: è il contrario. Son leggeri, quasi incoscienti. Non sono abituati. Non ci pensano. È meglio.

Aveva ragione.

  • MY FRIEND ORLANDO

Sono fuori dal campo di allenamento del Leicester ad aspettare l’uscita dei calciatori. La situazione rende le proporzioni dell’impresa. Il campo d’allenamento si trova in fondo ad una via con le classiche villettine a schiera inglesi. Nemmeno ti accorgi che in fondo c’e un campo da calcio. Una via banalissima con in fondo, nascosto, l’ombelico del mondo calcistico. I vicini di casa del Leicester hanno il giardino pieno di palloni che arrivano da Vardy e company. Insomma.

Sto aspettando e conosco questo bimbo di nome Orlando, lì insieme a suo papà. Gli faccio una veloce intervista, mi canta due cori, ci scambiamo il contatto Facebook. Dopo due settimane mi scrive (il padre!): Emanuele, ho una storia per te! Voleva portare suo figlio a vedere la partita del titolo, Leicester-Everton, ma i biglietti erano abbondantemente finiti. Lo scrive su Facebook e un tifoso dell’Everton gliene spedisce due.

Nei primi giorni di questa pandemia il padre di Orlando mi ha scritto per sapere come sto. Ci sentiamo regolarmente da allora.

Leicester City are crowned Premier League champions

  • KANTÉ E LA SUA MINI

Forse questa storia è nota. Ma Kanté andava al campo con una Mini e fino a due anni fa non aveva cambiato macchina. Non gli interessava quel genere di cose. Ranieri mi disse in un’intervista: tutti gli vogliono bene.

Corre talmente tanto che m’immagino prima o poi di vederlo che crossa e va lui stesso a colpire il pallone. Kanté è quel Leicester: una Mini colorata, che con cuore e incoscienza arriva in capo al Mondo.

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