Il Napoli si avvicina alla ripresa del campionato con una notizia importante e molte difficoltà da gestire. Il ritorno di Scott McTominay, che ha ottenuto l'idoneità sportiva dopo l'ablazione per un'aritmia benigna, è il segnale più positivo di una settimana complicata. Allegri ha confermato in conferenza stampa che lo scozzese sarà convocato contro il Frosinone, anche se il suo reintegro sarà graduale.
L'emergenza infortuni resta però il tema dominante. Sette giocatori sono fuori: Vergara ha riportato una lesione al soleo che lo terrà ai box per circa un mese e mezzo, Olivera si è fermato in allenamento con l'Uruguay, Favasuli ha lasciato il ritiro dell'Under 21 per un problema muscolare. A questi si aggiungono Alisson Santos, Buongiorno, Anguissa e McTominay stesso, che rientra ma non è ancora al massimo. Allegri si trova con scelte quasi obbligate e valuta un cambio di modulo verso il 3-4-2-1.
In campo, il Napoli ha raccolto una vittoria e un pareggio nelle ultime due di campionato, compreso l'1-1 con la Fiorentina prima della sosta. La squadra occupa il nono posto in Serie A con sette punti in cinque partite, un rendimento al di sotto delle aspettative. Contro il Frosinone, sorpresa del torneo con dieci punti, gli azzurri cercano i tre punti per non perdere ulteriore terreno dalla parte alta della classifica. Lucca è favorito su Hojlund come centravanti, con De Bruyne e Neres a supporto.
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Il Napoli cerca continuità dopo una vittoria e un pareggio ospitando il Frosinone, una delle sorprese del campionato: le scelte di formazione di Allegri e Alvini.
L'attaccante del Frosinone, grande protagonista in questo inizio di stagione, si è fermato con l'Under 21 e gli esami hanno evidenziato un problema al tendine d'Achille.
L'allenatore del Napoli annuncia il ritorno dello scozzese dopo lo stop per la lieve aritmia. Ma nell'anticipo di sabato non lo farà partire dal primo minuto.
L'ex centravanti dell'Udinese, che fino a questo momento ha avuto pochissimo spazio, si tiene pronto per l'anticipo di sabato: sarebbe la sua prima volta dall'inizio.
Gli azzurri ritrovano il proprio leader a centrocampo: potrebbe, però, non giocare contro il Frosinone. Novità importanti anche in chiave rinnovo: le ultime.
Il Napoli è nato il 25 agosto 1926 grazie all'industriale napoletano Giorgio Ascarelli, primo presidente del club partenopeo. Club a sua volta frutto di una modifica statutaria del Football club Internazionale Naples nato nel 1922.
Chi è il presidente del Napoli?
Aurelio De Laurentiis è il presidente e proprietario del Napoli. Imprenditore e produttore cinematografico, ha acquistato il Napoli Soccer nel 2004 in C1, per poi riacquistare la denominazione SSC Napoli nel 2006 dopo la promozione in Serie B.
Come si chiama lo stadio del Napoli?
Il Napoli gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Diego Armando Maradona, rinominato così in seguito alla scomparsa del più grande giocatore azzurro di tutti i tempi. L'impianto era precedentemente noto come Stadio San Paolo.
Qual'è la capienza del Maradona?
Lo Stadio del Napoli, Diego Armando Maradona, può contenere 54.726 persone. L'impianto degli azzurri è uno dei più grandi d'Italia per capienza, dopo San Siro, l'Olimpico e il San Nicola di Bari.
Quanti Scudetti ha vinto il Napoli?
Il Napoli ha vinto tre Scudetti durante la sua storia, di cui il primo solamente nel 1987. Il secondo titolo è arrivato nel 1990 sempre con Maradona come protagonista, mentre nel 2023 si è festeggiato il terzo campionato di Serie A vinto.
Quante coppe europee ha vinto il Napoli?
Il Napoli ha vinto l'Europa League nel 1989, all'epoca chiamata Coppa UEFA. Si tratta dell'unico trofeo europeo e internazionale conquistato dalla squadra partenopea durante la sua storia.
Quanti trofei ha vinto il Napoli?
Oltre ai tre Scudetti e all'Europa League, il Napoli ha in bacheca altri otto titoli, principalmente Coppa Italia: il totale di trofei vinti è dunque di dodici.
Perché il Napoli gioca in azzurro?
Nonostante il Napoli sia azzurro e bianco, il primo colore domina nelle maglie e nei colori sociali. L'azzurro richiama in particolare la tonalità del mare cittadino.
Perché il simbolo del Napoli è un asino?
Inizialmente il simbolo del Napoli era un asino, ma dopo il primo deludente periodo in massima serie, nel 1926, i tifosi cominciarono ad evidenziare come il club fosse malandato come un asino, e in particolare l'asino di Fechella. Questi era un ambulante che girava per la città con un povero, sfruttato, asino sfinito dal lavoro.
Chi ha segnato più goal nella storia del Napoli?
Dries Mertens è il massimo marcatore nella storia del Napoli. Il giocatore belga ha segnato 148 goal in nove stagioni come attaccante tuttofare dei partenopei.
Chi ha giocato più partite con il Napoli?
Marek Hamsik è il giocatore con più partite giocate in maglia Napoli. Il centrocampista slovacco ha fatto parte della squadra partenopea per 12 stagioni, per un totale di 520 gare.
Come è soprannominato il Napoli?
I giocatori del Napoli sono chiamati azzurri per il colore della maglia, ma anche partenopei. In antichità la città era chiamata Parthenope in onore di una delle sirene dell'Odissea di Omero, che secondo la leggenda, dopo il suicidio per l'insensibilità di Ulisse al suo canto, sarebbe arrivata al fiume Sebeto, che un tempo bagnava Napoli.
Quale allenatore ha più panchine con il Napoli?
Bruno Pesaola è l'allenatore con più panchine alla guida del Napoli. Come tecnico degli azzurri ha vinto una Coppa Italia, a fronte di otto stagioni passate in città.
Quante volte il Napoli non ha giocato in Serie A?
Durante la sua storia il Napoli ha quasi sempre giocato in Serie A, ma non sono mancate le stagioni nelle serie inferiori. In particolare i partenopei hanno vissuto 12 annate in Serie B e 2 in Serie C.
Perchè il Napoli è retrocesso in Serie C?
Nel 2004/2005 e nel 2005/2006 il Napoli ha giocato in Serie C. All'epoca in Serie B, la squadra partenopea venne retrocessa dopo il fallimento della società in seguito a una grave crisi finanziaria.