"M. L'orgia del potere": storia di Jorge Mendes, il padrone del calcio globale

Commenti()
Getty Images
Il sociologo Pippo Russo tratteggia nel suo saggio "M. L'orgia del potere" la storia di Jorge Mendes, il superagente che ha cambiato il ruolo degli intermediari nel calcio.

Più passa il tempo, più la sensazione lascia il passo alla presa d’atto: il calcio europeo è avviato inesorabilmente verso la Superlega , visto il divario ormai incolmabile tra i club d’elite e quella buona borghesia che anche in Champions League sa benissimo di dover recitare, più o meno a lungo, il ruolo della comparsa. Una fase di radicale trasformazione del calcio che porta con sè tutta una serie di effetti, tutt’altro che collaterali. Su uno di questi – la finanziarizzazione estrema del calcio globale – Pippo Russo ha da molti anni concentrato i suoi studi e le sue analisi.

Dopo aver lanciato il primo sasso nel 2014 con “ Gol di rapina ”, il sociologo siciliano – ma fiorentino d’adozione – ha continuato a scandagliare il mare magno dell’economia parallela del calcio globale. Il risultato è “M. L’orgia del potere. Controstoria di Jorge Mendes, il padrone del calcio globale” , un poderoso saggio (oltre 300 pagine) dedicato esclusivamente alla figura di Jorge Mendes, il superagente portoghese noto anche alla casalinga di Voghera come il braccio destro di Cristiano Ronaldo. Ma la consulenza a CR7 è solo la puntina dell’iceberg...

Jorge Mendes è il personaggio simbolo della finanziarizzazione del calcio, della presa di potere degli intermediari – racconta a Goal Pippo Russo - In “Gol di rapina” già raccontavo il fenomeno che ho denominato “l’economia parallela del calcio globale”, che porta fuori dal calcio i soldi ricavati nel calcio . Con Jorge Mendes è il concetto di intermediario che cambia: se prima prestava un servizio alle due parti (club e giocatori) motori del processo, ora lui e i superagenti come lui sono essi stessi il motore del processo, la massima evoluzione di questa figura. Si parla di “superagenti” in quanto soggetti che non si muovono all’interno di ambiti circoscritti, ma li oltrepassano tutti. Così l’agente di calciatori  diventa anche agente di allenatori, piazza gli agenti di sua fiducia, diventa consulente di mercato degli stessi club e all’interno delle trattative è coinvolto in più parti ”.

Il titolo stesso rimanda a una sensazione di avidità senza misura... “ M. L’orgia del potere”, è un omaggio al film di Costa-Gavras “ Z. L'orgia del potere ”, e dà l’idea dell’avidità come la definirebbe Gordon Gekko in “Wall street”. Siamo davanti a un potere straordinario nel mondo del calcio, nella relazione con i poteri finanziari forti dapprima in Portogallo e quindi all’estero. Mendes è stato in grado di tessere rapporti stretti con la finanza internazionale, ad esempio con Peter Lim, suo solidissimo alleato e aiutato da Mendes al tempo della sua scalata al Valencia . Si disse che Mendes fosse socio di Lim nei fondi Quality Football Ireland, ma successivamente i suoi avvocati hanno specificato come si tratti solo di un ruolo di consulenza ”.

Il culmine, JM lo ha raggiunto aiutando i cinesi di Fosun a entrare nel calcio inglese, nel Wolverhampton . La sua Gestifute aveva raggiunto un accordo di partnership con Fosun, suggellata da un evento in Cina alla presenza di Florentino Perez e del presidente del Benfica . Fosun è un conglomerato molto potente in Cina, che però negli ultimi anni ha investito tantissimo in Portogallo, comprando svariati asset nel settore della sanità, delle assicurazioni, delle banche. Mendes dialoga con interlocutori a un livello finanziario altissimo. Un altro grande elemento – aggiunge Russo - è quello della propaganda: mediaticamente, JM è un intoccabile, è quasi impossibile sentirne parlare male, a maggior ragione in Portogallo. Che abbia un’innata abilità nel tessere questi legami è oggettivo, sarebbe disonesto non riconoscergli un certo fascino e queste grandi doti senza le quali non sarebbe arrivato là dove si trova, pur sostenendo apertamente che Mendes e personaggi come lui siano il male del calcio ”.

L'articolo prosegue qui sotto

Una domanda che a questo punto arriva quasi naturale è: come mai il Portogallo, Paese periferico dal punto di vista finanziario e tutto sommato anche dal punto di vista calcistico, è  diventato il centro della finanziarizzazione del calcio globale? “ La spiegazione è meno difficile di quanto si creda. Il Portogallo è un piccolo Paese con una struttura di potere economico e politico estremamente conservatrice, trovi sempre gli stessi nomi negli stessi ambiti. Soprattutto è un Paese dove il calcio è un elemento aggregativo e culturale fortissimo, legato alle tre grandi squadre di club. Benfica , Sporting CP , Porto , sono un po’ come tre Chiese... la finanza portoghese a partire dagli anni 2000 ha capito che poteva investire nel mondo del calcio senza incontrare alcun tipo di resistenza nè in Portogallo – dove sono totalmente acquiescenti – nè all’estero, dove la FIFA con il caso Tevez - Mascherano si rivelò totalmente impreparata, norme scritte malissimo. I fondi in Portogallo nascono nel 2002, quattro anni prima! A differenza di quanto capitava in Sudamerica, dove erano per così dire “alla buona”, in Portogallo i fondi sono stati strutturati grazie alla finanza pura, il resto lo ha fatto il bassissimo livello di controllo e l’altissimo livello di connivenza ”.

Basato esclusivamente su fonti pubbliche, presenti sul web e minuziosamente citate in un certosino lavoro di taglia e cuci, “ M-l’orgia del potere ” fa capire come gli attori principali della finanziarizzazione estrema del calcio globale godano di un netto vantaggio nei confronti di chi dovrebbe invece fissare delle regole chiare e nette. “ Sono pessimista rispetto alla possibilità di risolvere il problema, gli attori della finanza globale sanno sempre come trovare la via d’uscita per continuare a sfruttare l’economia del calcio per fini esterni – chiosa Pippo Russo - L’ultimo escamotage è stato quello dell’acquisto di club praticamente fittizi, come l’uruguayano Deportivo Maldonado , ove far transitare i calciatori. Così le terze parti diventano direttamente parti in causa. Piuttosto, penso che a beneficio degli appassionati di calcio, la cui passione continua a essere truffata e rapinata, bisognerebbe arrivare a una totale trasparenza sui contratti di compravendita e rinnovo dei calciatori. Non risolveremmo il problema, ma sarebbe un’operazione verità che creerebbe più consapevolezza nei tifosi e nei clienti dello spettacolo-calcio ”.

Pippo Russo, "M. L'orgia del potere. Controstoria di Jorge Mendes, il padrone del calcio globale", Clichy, 2016, 320 p., 18 €

Chiudi