Il sospetto di Ronaldo: una trama UEFA, dal premio mancato all'espulsione di Valencia

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Il retroscena di 'Repubblica': Ronaldo, dopo l'espulsione in Valencia-Juventus e il premio a Modric, sospetterebbe un complotto ordito dall'UEFA.

Due indizi non fanno una prova ma possono bastare per un terribile sospetto. Secondo 'La Repubblica', che cita fonti vicine al portoghese, questo è quanto starebbe accadendo nella testa di Cristiano Ronaldo dopo l'espulsione subita durante Valencia-Juventus.

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Il pianto di CR7 al momento del cartellino rosso infatti, più che alla disperazione per dover lasciare la sua squadra in dieci, sarebbe dovuto al sospetto che contro di lui si stia muovendo un complotto ordito dall'UEFA.

Complotto che secondo la tesi di Cristiano Ronaldo - riportata da 'Repubblica' - sarebbe iniziato con l'assegnazione del premio come miglior giocatore della scorsa stagione a Luka Modric per continuare proprio con l'espulsione di Valencia.

Cosa ci sia dietro e quale sia eventualmente la motivazione di un tale complotto non è dato sapere, ma Ronaldo sarebbe ormai convinto di essere vittima delle ingiustizie dell'UEFA. Una trama che potrebbe condizionare pesantemente anche l'assegnazione del Pallone d'Oro, soprattutto se la squalifica in Champions dovesse essere superiore ad una sola giornata.

Una paura, quella dell'accerchiamento, che forse nasce dall'infanzia difficile ma per cui alla Juventus sembrano avere già trovato il giusto antidoto.

Tutto il mondo bianconero infatti, fin dal giorno del suo arrivo a Torino, si è stretto intorno a Cristiano Ronaldo quasi come a voler proteggere il campione con i muscoli d'acciaio ma spesso a nervi scoperti.

L'espulsione di Valencia d'altronde è stata la prima in Champions League ma addirittura l'undicesima in carriera per Cristiano Ronaldo, che l'anno scorso fu squalificato 5 turni dopo aver spintonato l'arbitro in Supercoppa di Spagna. 

Ecco perchè forse anche Andrea Agnelli ha deciso di scendere in campo sui social a difesa del suo campione con un tweet di pieno sostegno: "Uno per tutti, tutti per uno". E su chi sia l'uno, ovviamente, dubbi non ce ne sono.

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