Il 2009-2010 dell'Inter, l'anno del Triplete

Inter 2010 Champions League winnersGetty

2009-2010: la stagione dell'Inter. Non è possibile definire in maniera diversa l'annata che ha visto i nerazzurri trionfare dappertutto. È l'anno destinato a passare la storia come quello del "Triplete": nessuno in Italia, nè prima né dopo c'è mai riuscito, almeno fino ad ora.

Si è detto e si è scritto tanto di quel 2010 a tinte nerazzurre, ma dodici anni dopo quell'impresa assume un valore sempre maggiore. E la sensazione è quasi quella di avere sempre qualcosa in più da aggiungere al racconto. Come se quella leggenda si autoalimentasse ancora, nonostante tutti i protagonisti siano adesso sparsi per il Mondo, praticamente tutti impegnati in una nuova carriera.

Tranne lui. Tranne Josè Mourinho. Lui è sempre lì, ancora lì. Sul campo, a fare ciò che l'ha reso leggendario al pari dei suoi ragazzi, forse persino di più. Per lui gli anni non passano, sebbene quel trionfo rimarrà per sempre la sua gemma più preziosa. Quel trionfo ha fatto sì che i tifosi nerazzurri "perdonassero" a proprietà, allenatori e giocatori, alcune delle terribili stagioni che avrebbero fatto seguito all'annata che per tutti è ancora indimenticabile.

Jose Mourinho Inter barcelona 2010 Champions League

Gli sliding doors di quella stagione furono tanti, tantissimi, impossibili da sintetizzare stavolta. E allora ecco un elenco di curiosità che forse non tutti ricordano. O per lo meno non tutte.

  • La stagione 2009-2010 dell'Inter cominciò con una sconfitta: la Supercoppa Italiana infatti, fu vinta dalla Lazio che sconfisse i nerazzurri per 2-1.
  • Il campionato di Serie A si aprì con un deludente pareggio casalingo (1-1) a San Siro contro il Bari: in goal Eto'o su rigore per l'Inter e Kutuzov per i pugliesi.
  • Anche in Champions la prima gara non fu vinta: fu uno 0-0 a San Siro contro il Barcellona di un fischiatissimo Ibrahimovic.
  • Quell'anno, Eto'o e Milito furono acquistati proprio per rimpiazzare Zlatan Ibrahimovic, Hernan Crespo e Julio Cruz, ceduti al termine della stagione: l'attacco fu totalmente rivoluzionato con l'ingaggio di Arnautovic.
  • Anche Luis Figo lasciò l'Inter  - e nel suo caso, il calcio - proprio nell'estate precedente alla stagione del trionfo. Pure Bonucci, Maxwell, e Burdisso andarono via proprio a ridosso della stagione trionfale.
  • A gennaio l'organico fu rafforzato con gli arrivi di McDonald Mariga dal Parma e di Goran Pandev dalla Lazio. Patrick Vieira, invece, in campo ben sedici volte nella prima parte di stagione, fu ceduto al Manchester City. Anche Amantino Mancini e David Suazo lasciarono l'Inter a gennaio.
  • Inter-Palermo del 29 ottobre 2009 (finita 5-3 per i nerazzurri) fu la partita nella quale Eto'o e Balotelli litigarono per un calcio di rigore. Alla fine calciò (e segnò) Eto'o, mentre Balotelli fu portato via da capitan Zanetti
  • L'Inter perse soltanto quattro partite in campionato (tutte in trasferta, contro Sampdoria, Juventus, Catania e Roma).
  • Nella gara persa contro il Catania al 'Massimino', Sulley Muntari fece registrare un piccolo record: entrato in campo al minuto 80, si fece subito ammonire per un fallo al limite dell'area e, pochi secondi dopo, saltando in barriera, colpì il pallone con il braccio rimediando il secondo giallo e il conseguente cartellino rosso. Tutto in circa un minuto.
  • Giampaolo Pazzini, che segnò il goal decisivo in Sampdoria-Inter 1-0, prima sconfitta in campionato dei nerazzurri, si fece poi "perdonare" con la doppietta contro la Roma che di fatto consegnò il titolo ai nerazzurri. A gennaio della stagione successiva il "Pazzo" si trasferirà proprio all'Inter.
  • La gara di ritorno contro la Sampdoria (terminata 0-0) fu quella delle celebri "manette" di Mourinho. La Samp fu una delle tre squadre (insieme a Bari e Roma) a non essere sconfitta dall'Inter nè all'andata nè al ritorno.
  • Il goal Scudetto fu segnato, a Siena, da Milito. Il "Principe" decise anche la finale di Coppa Italia contro la Roma e la leggendaria finale di Champions a Madrid contro il Bayern Monaco con una doppietta. L'ultimo goal, in ogni competizione, porta la sua firma.

Queste sono soltanto alcune delle curiosità che accompagnarono quella stagione storica. La gara di ritorno a "Stamford Bridge" contro il Chelsea agli ottavi di finale di Champions, l'epica semifinale contro il Barcellona, la marcia d'avvicinamento alla finale di Madrid. Ma anche la maglia lanciata per terra da Mario Balotelli, proprio in occasione del match casalingo contro il Barcellona, l'incredibile 4-3 maturato a San Siro contro il Siena e il derby vinto in 9 contro 11, con tanto di rigore sbagliato da Ronaldinho.

Ma la ciliegina sulla torta, rappresentata appunto dall'indimenticabile finale di Madrid, porta con sè l'aneddoto forse più divertente, recentemente svelato da Maicon. Mourinho, un po' a sorpresa, dopo aver conquistato lo Scudetto, annuncia alla squadra che l'arrivo a Madrid è previsto per il mercoledì successivo, vale a dire tre giorni dopo il trionfo di Siena, ben tre giorni prima della finale contro il Bayern Monaco. Alcuni calciatori si stupiscono, Maicon "protesta': "Mister, tre notti in ritiro? Sei pazzo? Cosa faccio tutto quel tempo?".

Mourinho, però, non scende a compromessi nè da spiegazioni, ma risponde da par suo: "Non è un problema, se vuoi resta pure a Milano e non venire", le parole dello "Special One" che gelano i presenti. Chiaramente, pochi secondi dopo, Maicon aveva già fatto dietrofront: "Ok mister, vengo!"

Insomma, una stagione impossibile da dimenticare e che, a distanza di dodici anni, merita di essere celebrata.