Conte, fatto il massimo: la sua Italia ha sfiorato la perfezione

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Antonio Conte Giorgio Chiellini Italy European Championship 17062016
Getty Images
Antonio Conte saluta l'avventura in azzurro da condottiero vero: sarà difficile fare meglio con un patrimonio tecnico così basso. Adesso palla a Ventura.

Intendiamoci: la perfezione nel calcio non esiste. Ma l'Italia selezionata da Antonio Conte , indubbiamente, l'ha sfiorata. Pochezza tecnica sopperita da organizzazione di gioco e carattere, ingredienti che hanno contraddistinto l'ascesa del tecnico salentino. Ecco perché l'eliminazione contro la Germania fa malissimo. Una splendida cavalcata non sfociata nel sogno, ma d'altronde i rigori possono rivelarsi dannatamente crudeli.

L'allenatore pugliese saluta la sua avventura in azzurro con un voto positivo. Il patrimonio tecnico è stato gestito oculatamente, adesso spetterà a Giampiero Ventura lanciare qualche giovane che possa risollevare, a suon di tecnica, il movimento nostrano. Da sottolineare la grande intelligenza mostrata da Conte, poche parole e tanto lavoro, il biglietto da visita ideale per potersi presentare da leader a Londra.

Nel pre-Europeo in pochi avrebbero potuto pronosticare un cammino simile dell'Italia, completamente a suo agio contro le big del momento. Di Conte c'è stato tanto, condottiero e uomo vero, pronto ad esaltarsi nelle condizioni più difficili. Il resto è opera di un gruppo ligio alle regole, trascinato dalla mentalità vincente degli juventini.

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Da domani, dunque, il Belpaese è chiamato a guardare con ottimismo cosa accadrà in futuro. Conte lascia un gruppo intenso e con ampi margini di miglioramento, a patto però che lo stesso Sistema Calcio Italia decida di supportare il lavoro del prossimo commissario tecnico.

Con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte. Ma, appunto, con Marchisio e Verratti disponibili, e magari Candreva non out dopo le prime apparizioni, il tutto si sarebbe potuto rivelare ancor più positivo. Perché con Conte in panchina, infatti, l'impossibile non esiste.

Il biennio alla guida degli Azzurri ha forgiato ulteriormente le qualità di un allenatore che non può fare il selezionatore. E se l'insofferenza nei mesi scorsi è arrivata alle stelle, Euro 2016 ha sorriso – eccome – al pedigree europeo di un profilo pronto a rilanciare il Chelsea .

Per Conte si conclude una storia travagliata ed emozionante. “Non è un addio ma un arrivederci”. E forse è giusto che sia proprio così...

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