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Allegri Pirlo HDGOAL

L'Atalanta-Juventus di Allegri: Max come Pirlo, può salutare dopo aver vinto la Coppa Italia

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Il contratto di Massimiliano Allegri con la Juventus non si concluderà il 30 giugno, bensì tra più di un anno, nel 2025. L'allenatore bianconero, insomma, non è in scadenza di contratto. Solo che un po' tutti ragionano come se lo fosse, allo stesso modo di quanto sta accadendo al Milan con Stefano Pioli.

Normale: la stagione piena di luci e ombre della Juve imporrà riflessioni profonde. Allegri più no che sì, Thiago Motta sullo sfondo, un cambio radicale di idee e di concetto calcistico. Tutte considerazioni sentite e risentite da mesi, dal momento in cui Chiesa e compagni hanno iniziato il crollo verticale che li ha portati dal (momentaneo) primo posto al quarto.

Intanto, però, c'è una finale di Coppa Italia da giocare. La Juventus è sempre la Juventus, ma guardando al rendimento recente - di risultati, di forma, di fiducia - non può considerarsi favorita contro un'Atalanta che, sì, sta volando ovunque: anche in campionato, anche in Coppa Italia.

  • L'ULTIMO TANGO

    Sarà l'ultima finale di Allegri alla guida della Juventus? Solo il tempo lo dirà. Questione di poche settimane, se non di pochi giorni: dopo la conclusione del campionato, con un pass Champions già assicurato, le notizie da Torino riguarderanno necessariamente il futuro del condottiero toscano. In un senso, oppure nell'altro.

    Chiaro: tutto porta a pensare che, alla fine, sarà separazione. Troppi i colpi incassati da febbraio a oggi, troppo evidente il disamore di una tifoseria - o almeno, di una sua larga fetta - nei confronti di un allenatore che non ha mai rubato l'occhio dal punto di vista del gioco. Un risultatista "salvato" dalle vittorie. Quando queste arrivavano, naturalmente. A molti è andato bene, a molti altri no.

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  • "L'ULTIMA FINALE? FORSE PER TUTTI..."

    E così, a ogni benedetta conferenza stampa Allegri si ritrova costretto a rispondere a domande sul proprio futuro. Senza mai sbottonarsi troppo, come è ovvio che sia. E senza mai dare indicazioni davvero concrete sul destino della panchina bianconera.

    "L'ultima finale? Domani può esserlo per tutti noi - ha detto ad esempio alla vigilia di Atalanta-Juve - Non è detto che la Juve o noi potremo giocare una finale il prossimo anno o tra due. Le finali sono degli eventi: se vinci, sei meravigliosamente più bravo degli avversari, altrimenti devi ingoiare bocconi amari. Partecipare però a partite del genere non è cosa da tutti, se poi saremo bravi e avremo un pizzico di fortuna riusciremo a portarla a casa".

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  • COME PIRLO

    Il paragone scatta immediato: Massimiliano Allegri come Andrea Pirlo, l'ultimo allenatore capace di regalare una Coppa Italia alla Juventus.

    Si torna indietro di tre anni, alla finale del 2021. Si giocava al Mapei Stadium di Reggio Emilia, non a Roma. Ma sempre contro lo stesso avversario: l'Atalanta. In panchina, appunto, Pirlo. Pure lui reduce da una stagione da montagne russe, faticosa, chiusa al quarto posto. A -1 dal secondo del Milan, sì, ma contemporaneamente in zona Champions League solo grazie al "suicidio" del Napoli, fermato in casa dal Verona e da Faraoni.

    Morale della favola: Pirlo, sotto pressione allora come Allegri lo è oggi, è stato esonerato dalla Juventus una decina di giorni dopo il trionfo di Reggio. O meglio: nonostante il trionfo di Reggio. Al suo posto, proprio il conte Max (bis). Corsi e ricorsi storici.

  • L'OMBRA DI THIAGO MOTTA

    Se Allegri se ne andrà con un anno di anticipo, esito che a oggi appare più che probabile, il primo nome sulla lista è altrettanto noto: Thiago Motta, allenatore del Bologna dei miracoli portato in Champions League per la seconda volta nella storia del club (la prima fu nel 1964/65, sessant'anni fa, quando la competizione si chiamava Coppa dei Campioni).

    Ironia della sorte numero uno: il Bologna e la Juventus si sono qualificate alla Champions in contemporanea, ed entrambe grazie alla sconfitta della Roma a Bergamo. Ironia della sorte numero due: le due squadre si sfideranno in campionato lunedì prossimo. Senza obiettivi concreti in palio, se non quello di chiudere il torneo al terzo posto. Ma vedere Motta e Allegri uno contro l'altro farà lo stesso uno strano effetto.

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