Cassano si propone: "Bologna, Parma, Torino, Sassuolo: andrei a zero"

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Antonio Cassano si allena aspettando una nuova occasione in Serie A: "Peso 82 chili, record assoluto. Non vado dove si parte per non retrocedere".

Antonio Cassano continua ad allenarsi in attesa di una nuova occasione che lo rilanci dopo 2 anni di inattività. L'attaccante barese, intervistato da 'Il Corriere dello Sport', sembra avere le idee chiare sul suo futuro.

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"Mi alleno per rientrare. - ha affermato - Ho ricevuto tante offerte, squadre di A e di B, per ora non mi hanno convinto. Non vado dove si parte per non retrocedere, dove non c’è un progetto".

Da sempre senza peli sulla lingua, Cassano fa anche i nomi dei club che potrebbero fare al suo caso: "Bologna, Parma, Torino, Sassuolo: lì andrei a zero, - ha assicurato - non voglio soldi, se ne riparla alla fine. Voglio la Serie A, il Bari l'ho nel cuore ma non ho troppo tempo a disposizione".

"È la mia scommessa: se a giugno la squadra sarà soddisfatta, contratto di altri due anni, - ha aggiunto ancora il barese - altrimenti me ne torno a casa e mi metto a studiare da Diesse. Se a settembre, ottobre sono ancora così, mi iscrivo al corso di Coverciano, voglio restare nel calcio".

Quanto ai dubbi sulla sua forma fisica, Cassano gli spazza via senza esitazioni: "Adesso sono 82 chili, - ha rivelato - record assoluto. Neppure a vent’anni ero sceso a 82. Di solito arrivavo in ritiro a 85, 86 e giocavo a 83,84. Salvo una volta in cui superai quota mille".

"Mi serve solo l’occasione giusta. - ha sostenuto - In fondo sarebbe l’ultima, quella che non si può bruciare". 

Non manca infine un aneddoto inedito risalente agli Europei del 2004. "Dopo la prima partita con la Danimarca era programmato l’allenamento per quelli che non avevano giocato. - ha raccontato l'attaccante - C’era lo scarico, io il giorno prima avevo fatto venti minuti. A un certo punto mi scese la catena e me ne andai urlando verso Trapattoni che m’ero rotto non dico cosa, perché io mi sentivo titolare".

"Buffon mi inseguì fino allo spogliatoio dandomi ripetutamente del deficiente. - ricorda Cassano - Fortuna che il Pupo era squalificato, giocai la partita successiva e feci anche bene. Avevo ventidue anni, grandissima c****a".

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