Neymar a DAZN: “Sto ancora scrivendo la mia storia”

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Neymar si racconta a DAZN: "Mbappè è già un fenomeno, il mio idolo è Robinho. Io sto ancora scrivendo la mia storia nel calcio brasiliano".

Con la maglia del suo PSG non è riuscito a coltivare il sogno Champions, incassando la dolorosa eliminazione per mano del Manchester United: ora Neymar guarda avanti e si racconta ai microfoni di DAZN.

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Il fuoriclasse brasiliano descrive il compagno Mbappè, per molti il più grande talento emergente in circolazione:

"E’ una persona calma, felice, piana di gioia, è sempre pronto a scherzare. Ovviamente è ancora un ‘bambino’ e deve acquisire più esperienza. Secondo me, lui è già adesso un fenomeno, può avere una grande carriera e diventare anche più forte di quello che già è. Non ho dubbi sul fatto che diventerà uno dei nomi più grandi del calcio mondiale".

Uno sguardo al passato per Neymar, cresciuto con le giocate di Robinho negli occhi:

"Il mio idolo calcistico è Robinho. Sono sempre stato un suo fan fin da quando ero un bambino, ho sempre voluto diventare come lui. Il mio eroe nei fumetti è Batman, nella vita reale però è mio padre".

Il campione del PSG svela poi un curioso retroscena sulla sua vita privata, il calcio in tv non lo entusiasma troppo:

"Mi piace molto il basket, adoro seguirlo, guardare le partite… anche giocarci a volte. Seguo quasi tutti i giocatori… Ma in generale mi interessa tutto ciò che ha a che fare con lo sport. E' difficile per me ammetterlo perché è divertente, ma realmente non mi piace troppo guardare il calcio, quindi quando sono a casa preferisco seguire altri sport, soprattutto il basket. Penso che sia un qualcosa che ha a che fare con il fatto che essendo un atleta ammiro gli altri atleti, perchè so quanto difficile sia arrivare in cima e restare in alto per continuare a essere tra i migliori, ecco perchè mi piace seguirli".

La musica ha sempre avuto un ruolo importante nella vita privata di Neymar, che prima di ogni gara non rinuncia al suo rito:

"Prima di una partita? Ascolto un po’ di funk. Devo solo ascoltare un po’ di funk brasiliano, non ho proprio una canzone preferita, dipende da qual è la musica del momento. Ma una canzone del mio amico Tiaguinho ci sarà sempre. Se non fossi un calciatore mi piacerebbe fare il cantante, ovviamente. Sono un pessimo cantante, realmente terrificante, ma quello che conta di più è divertirsi".

La rivista 'Placar' ha eletto Neymar come miglior giocatore brasiliano dell'era post Pelè, ma il diretto interessato non riesce a scegliere un nome in particolare tra le tante leggende del recente passato:

"Chi avrei votato io? Non posso realmente stabilire chi sia il secondo o il primo miglior giocatore dopo Pelé. Per me, siamo tutti importanti, in passato ho detto che ognuno di noi ha fatto la storia, ognuno ha giocato in un modo diverso ed è stato importante in un determinato momento. Ci sono nomi che dureranno per sempre, che resteranno impressi nella storia, ci saranno sempre brasiliani importanti nel calcio. Ronaldo ‘il Fenomeno', Romario, Ronaldinho, Kakà, Zico, Rivaldo, potrei andare avanti all'infinito. Ci sono molti giocatori che sono stati importanti e a loro modo unici, è difficile sceglierne uno. Roberto Carlos, per esempio, non era un attaccante, ma è ancora un giocatore con una storia incredibile. Quindi per me non ha molto senso una classifica dei giocatori dell'era 'post-Pelè'.

Neymar entra di diritto nell'elenco dei giocatori che hanno scritto la storia del calcio brasiliano, ma secondo il classe '92 il percorso è solo a metà:

"Parlando di me stesso, io sto ancora scrivendo la mia storia. Ho solo 27 anni e ancora alcune annate davanti a me. E’ ovvio che fino ad oggi sono stato in grado di raggiungere traguardi importanti, ma non ho intenzione di fermarmi qui. Ho molto rispetto per i giocatori che hanno fatto la storia in passato, tutti i calciatori che sono stati convocati nella nazionale brasiliana, perché rappresentano degli esempi pe me, sono i miei idoli".

Molti traguardi sono stati già raggiunti, altri sono ancora nel mirino di Neymar, che si schiera tra i giocatori più rappresentativi del Brasile:

"Sì penso di poter essere inserito tra loro, potrei essere uno di loro. Modestia a parte, sto scrivendo la mia storia e modellando il futuro che desidero per me stesso. Ho già raggiunto determinati obiettivi ed è questo che potrebbe forse pormi allo stesso livello di quei giocatori. Ma ognuno di questi grandi campioni è importante a modo suo".

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