Nainggolan sincero: "Scudetto all'Inter? Un po' rosicherei"

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Nainggolan si racconta a 'La Repubblica' e rivela anche: "Avevo pensato di chiudere la carriera a Roma, lì ero sereno e tranquillo".

Radja Nainggolan sta facendo fatica ad imporsi con continuità in questa stagione a Cagliari, complici le noie muscolari che sta dovendo affrontare. Il centrocampista belga ha parlato oggi ai microfoni di 'Repubblica', parlando di Inter, Roma e Cagliari.

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Si comincia proprio dall'Inter. Prima l'ammissione su un eventuale Scudetto nerazzurro, poi una frecciatina ad Antonio Conte.

"Non sarebbe un dispiacere se l'Inter dovesse vincere lo Scudetto. Ma un po’ rosicherei, secondo me in quella squadra ci potevo stare. La società però su di me aveva preso una decisione. Conte? Alla società aveva chiesto dei giocatori. E se vuoi ottenere qualcosa devi anche dare. E' strano trattare due anni fa un giocatore dicendo che non ne puoi fare a meno e due anni dopo non calcolarlo più, non mi pare logico".

Poi Nainggolan fa una confessione sui tempi a Roma, ed è una confessione d'amore.

"Se pensavo di diventare una bandiera della Roma? Difficile dopo Totti e De Rossi. Ma se mi chiedete se avevo pensato di chiudere la carriera a Roma dico tranquillamente di sì. Lì ero felice, davo l'anima, avevo tutto quello che volevo. E' stata una grande delusione andar via. Non ho mai pensato allo Scudetto: non ho vinto niente ma non mi interessa, non cambierei nulla della mia carriera. Meglio stare dove mi apprezzano e mi vogliono bene".

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Infine, parentesi sul ritorno al Cagliari e sulle motivazioni che lo hanno portato in Sardegna di nuovo.

"Qui sono diventato uomo, e giocatore di calcio. E' come tornare a casa. Cagliari è piccola, passeggio in centro, mangio una cosa fuori, vado dove mi porta il giorno. E ho trovato un club che vuole diventare più grande a livello internazionale, prima ci lavoravano poche persone, ora il Cagliari dà lavoro a tanta gente: vogliono migliorarsi, c'è lo stadio, un settore giovanile forte".

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