Milik ancora ko, De Nicola: "Intervento più complicato, ma il ginocchio sarà migliore"

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Il responsabile dello staff medico del Napoli, Alfonso De Nicola, ha parlato dell'infortunio occorso a Milik: "Ci ha sorpreso, tornerà a gennaio".

Tutto si può dire tranne che quella di Arkadiusz Milik sia stata sin qui un’esperienza fortunata al Napoli. Il bomber polacco, dopo essere stato costretto a trascorrere buona parte della sua prima stagione ai box a causa di un infortunio al ginocchio sinistro, lo scorso 23 settembre, in occasione della sfida di campionato con la SPAL, ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.

Un nuovo grave problema che costringerà Sarri a dover rinunciare per alcuni mesi alla primissima alternativa a Dries Mertens e che costringerà il 23enne attaccante a dover affrontare un’ennesimo periodo di recupero.

Il responsabile dello staff medico del Napoli, Alfonso De Nicola, parlando a Piùenne, ha spiegato: “Milik ci ha sorpreso di nuovo, il suo ginocchio ha già un’estensione totale ed una flessione quasi totale nonostante siano passati pochi giorni dall’intervento. Ha detto che sta meglio rispetto all’altra volta, si trova ad affrontare una situazione che ha già vissuto”.

Milik è stato sottoposto ad intervento chirurgico il giorno seguente all’infortunio: “Quella dell’anno scorso era stata una lesione isolata, in questo caso l’operazione è stata più complessa, ma questo non vuol dire necessariamente che è peggio. Questo intervento più complicato potrebbe rendere il ginocchio migliore rispetto a quanto non possa fare un’operazione meno complessa”.

Milik si è rotto per due volte il crociato in un anno: “Se un soggetto incappa nella stessa lesione ci deve essere una causa, anche se si tratta di infortuni a gambe diverse. La scienza non ci permette però di capire quali siano le reali cause, stiamo cercando di fare uno studio sul DNA per la predisposizione alla rottura dei legamenti, si tratta però di un qualcosa molto difficile”.

Il Napoli potrebbe riavere a disposizione il suo attaccante a gennaio: “Credo di si, ma serviranno tre o quattro settimane per dirlo quasi con certezza”.

 

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