La Juventus ha smarrito anche Chiesa: tra i peggiori contro il Sassuolo

Getty Images

La sconfitta interna contro il Sassuolo, arrivata dopo il pareggio su rigore all'ultimo respiro contro l'Inter, di fatto certifica l'addio definitivo della Juventus allo scudetto e rimette in discussione anche l'obiettivo quarto posto. Obiettivo che già nella scorsa stagione i bianconeri avevano centrato solo all'ultima giornata e più per demeriti altrui (leggi harakiri del Napoli) che per meriti propri.

A preoccupare, forse ancora di più dei risultati, è però l'involuzione di alcuni giocatori chiave per il gioco della Juventus come Juan Cuadrado e soprattutto Federico Chiesa. Ovvero forse i due che fino a qualche mese fa rappresentavano le uniche certezze sulle quali costruire un futuro vincente.

Il colombiano, 33 anni compiuti lo scorso maggio, paga probabilmente la mancanza di lucidità dovuta a una condizione fisica non ottimale tanto che Allegri nelle ultime settimane lo ha dosato col contagocce. Segno che la condizione non sia quella dei giorni migliori.

Chiesa invece dopo un discreto avvio è partito dalla panchina sia contro il Milan che contro l'Inter, subentrando entrambe le volte a gara in corso senza incidere.

Ancora peggio è andata mercoledì sera contro il Sassuolo quando, schierato peraltro nel suo ruolo naturale, l'ex viola si è come sempre sacrificato generosamente in fase difensiva ma davanti non si è mai visto o quasi. Forse sfiancato dall'eccessivo lavoro di copertura richiestogli da Allegri o forse confuso dai continui cambi di posizione: esterno destro, esterno sinistro, seconda e addirittura prima punta.

Alla vigilia della gara, dopo aver brandito il bastone, Allegri aveva usato la carota con Chiesa spendendo parole importanti nei suoi confronti in conferenza stampa.

"Secondo me è un giocatore di livello internazionale, ha giocato tante partite e ha un dispendio di un certo tipo. Non è che Chiesa contro l'Inter è andato in panchina per demerito".

I numeri però dicono che nelle prime 9 giornate di campionato Chiesa ha fin qui realizzato solo un goal, contro lo Spezia ormai più di un mese fa, e fornito l'assist a Locatelli nel derby. Al tutto va aggiunta la splendida rete realizzata contro il Chelsea in Champions League. Poi il buio, o quasi, anche a causa di qualche problema fisico che non gli ha permesso di allenarsi con continuità.

La sensazione, insomma, è che quello attuale sia un lontano parente del giocatore ammirato per larghi tratti della scorsa stagione e ai recenti Europei, quando i suoi strappi erano risultati decisivi per trascinare l'Italia fino a Wembley. Un giocatore di cui questa Juventus sente maledettamente la mancanza.