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Serie A

Il nuovo Genoa di Mandorlini: difesa a 4, Laxalt terzino, Rigoni torna centrocampista

13:47 CET 23/02/17
Simeone Genoa Palermo Serie A
Dopo aver ereditato la panca di Juric, Mandorlini plasma il nuovo Genoa che scenderà in campo contro il Bologna: svolta tattica e cambi di ruolo.

Juric è ormai il passato in casa Genoa, dopo la striscia di risultati 'horror' che ha indotto il presidente Preziosi ad esonerare il croato e mettere sotto contratto Andrea Mandorlini, appena liberatosi dal vincolo col Verona.

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In questi pochi giorni in cui ha diretto gli allenamenti, il nuovo tecnico rossoblù ha già impresso una decisa svolta tattica alla squadra rispetto allo storico 3-4-3 degli anni di Gasperini, poi proseguito da Juric.

Il modulo prescelto sarà il 4-3-3, con la prima conseguenza che gli esterni di centrocampo del vecchi sistema - i vari Edenilson, Laxalt e Lazovic - saranno impiegati o da terzini o da ali del tridente.

Ed infatti già nella prossima gara contro il Bologna, Laxalt sarà il terzino sinistro titolare, con Izzo riciclato sull'altro lato (in settimana, vista l'assenza dell'azzurro impegnato con Ventura, Mandorlini ha provato Edenilson da terzino destro). Al centro della difesa resta intoccabile Burdisso, con Munoz e Orban a giocarsi l'altra maglia, in attesa del rientro dell'infortunato Gentiletti.

Un'altra novità significativa sarà il ritorno stabile a centrocampo di Luca Rigoni, impegnato spesso da Juric alto a destra nel tridente: l'ex Chievo e Palermo, mezzala dal goal facile, comporrà la linea di 3 assieme a Cataldi e Hiljemark (o Cofie), in attesa del ritorno dell'infortunato Veloso, che dovrebbe spedire in panchina l'ex laziale.

Le alternative da interni di centrocampo sono Ninkovic e Morosini, entrambi provati in quel ruolo in settimana, mentre Ntcham è stato schierato centrale in mediana. In attacco il perno sarà sempre il 'Cholito' Simeone, con Lazovic e Palladino al momento davanti a Pandev e Taarabt nelle gerarchie come esterni alti.

Nella sua prima conferenza, Mandorlini non ha escluso peraltro di schierare assieme due punte centrali come Simeone e Pinilla, il che tuttavia significherebbe mettere un campo un 4-4-2 o un 3-5-2, ipotesi al momento non supportate dai primi test condotti a Pegli.