Caso Benatia-RAI, il difensore della Juventus annuncia: "E' in corso un'indagine"

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Benatia prende posizione su Facebook dopo l'insulto razzista durante l'intervista con la 'RAI'. Che si difende: "Escludiamo sia un nostro dipendente".

Continua a far discutere il caso Benatia-RAI, con il difensore della Juventus che durante la sua intervista post derby alla televisione pubblica si è sentito pesantemente insultare in cuffia con la frase: "Marocchino di m***a". Ora il giocatore bianconero, con una nota sulla sua pagina Facebook, ha voluto prendere ufficialmente posizione sull'accaduto.

"A seguito degli sconvenienti avvenimenti che hanno avuto luogo durante la mia intervista con il canale 'Rai Sport' dopo la partita disputata con il Torino, - ha scritto Benatia sul social network - ci tengo a confermare le parole che ho sentito nell’auricolare. Sappiate che altre due persone hanno sentito le stesse cose che ho sentito io. Il male che è stato commesso è tragico, ma la cosa più grave è non riconoscere i propri errori". 

"Un’indagine è in corso! - ha rivelato il difensore della Juventus, duramente colpito per quanto accaduto - Voglio ringraziare il mio club, la Juventus, per il suo sostegno e i miei fans che mi hanno lasciato tanti messaggi. L’Italia è un Paese che ho nel cuore da anni, ma purtroppo come potete constatare esiste una minoranza intollerante. Sono marocchino ed estremamente fiero di esserlo!".

E la 'RAI'? La TV pubblica ha provveduto a rendere nota la sua posizione attraverso una nota ufficiale, nella quale esclude che a pronunciare l'insulto razziale sia stato un proprio dipendente e rivela di aver avviato delle verifiche interne: "La RAI - si legge - è sinceramente dispiaciuta per il deplorevole episodio di razzismo che ha coinvolto il calciatore della Juventus Benatia durante la trasmissione Calcio Champagne e che per fortuna non è stato accessibile ai telespettatori non essendo andato in onda".  

"RAI - prosegue il comunicato - ha messo in moto tutte le verifiche del caso per individuare il responsabile dell’accaduto e al momento gli approfondimenti tecnici istruiti portano a escludere che a pronunciare le inaccettabili frasi possa essere stato un dipendente dell’azienda. La ricerca andrà comunque avanti ma vista la gravità dell'accaduto Rai porge intanto la sua piena e totale solidarietà al calciatore e alla società per cui è tesserato".

Questa, invece, la secca riposta della Juventus, tramite un comunicato ufficiale: "Alcune dichiarazioni informali e sui social network tendono infatti ad addebitare tale “interferenza" al servizio di produzione fornito da Juventus a Raisport presso lo Juventus Stadium.

Tale circostanza è fattualmente incredibile e tecnicamente inverosimile, poiché la linea audio (n-1) parte direttamente dalla sede Rai di Milano e arriva sugli auricolari. La produzione in loco, infatti, non interloquisce con l’ospite. Juventus confida che le verifiche in atto da parte di Raisport proseguano senza indulgere in alibi che tendono a minimizzare quanto accaduto o a distorcere i fatti".
 

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