Boban 'croce e delizia' su Conte: "Fa il miglior 3-5-2 della storia, ma non dominerà"

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Boban elogia Conte ma non vede il suo un modulo vincente: "L'unica grande partita in Europa fu Juventus-Real Madrid giocata col 4-3-3".

Alla vigilia della sfida tra Italia e Croazia , Zvonimir Boban ne approfitta per tracciare il suo profilo di Antonio Conte e delineare il quadro del nostro calcio dopo esserne stato protagonista in prima linea.

Riguardo il commissario tecnico azzurro, alla 'Gazzetta dello Sport' Zorro regala elogi ma nel contempo dubbi: "Il suo è il miglior 3-5-2 della storia. Lui è l’unico a non giocare 5-3-2. Solo che soffre rivali con esterni forti e cambio di campo. Le grandi non hanno problemi a farlo. In Europa l’unica grande partita la Juve di Conte l’ha giocata con il Real passando al 4-3-3. Ma da calciatore era dinamico. Gran senso dell’inserimento e del gol. Bruciava tanto, come oggi in panchina. Dava tutto e forse non era così ordinato in campo come lo è oggi da allenatore, anche se capiva tutto. Marcarmi no, non poteva..." .

L'analisi tattica dell'ex fantasista del Milan prosegue: "Con il 3-5-2 non puoi essere dominante o fare tendenza. Non mi piace il ricorso a questo modulo e al rombo. Perché l’occupazione degli spazi è precaria: a grande livello si soffre se difendi troppo basso".

La scelta di Conte nel convocare Balotelli trova concorde Boban: "Questo era il miglior momento: quando è in condizione, si sente superiore. Ora è giù. In fondo in Nazionale non si è comportato male come nei club. Non ama atteggiamenti paterni, ma questa è l’ultima chiamata di un allenatore che lo vuole recuperare. Mario ha dentro la bontà, che però non emerge per le cose insopportabili e assurde che fa" .

Tracciando un parallelo tra il pallone di casa nostra e quello croato, ecco l'idea di Zorro: "Le parti non si sono invertite. Il calcio e la nazionale croata non possono essere importanti né superiori all’Italia. Siamo reduci da un brutto Mondiale, ma non abbiamo fatto drammi: questa generazione può dare di più. Partita apertissima, da tre risultati. Contro l’Italia maestra siamo vogliosi di dimostrare di essere squadra e di valere... Sotto il profilo tattico il calcio italiano ora è decadente, ma rimane punto d’arrivo calcistico grazie alla cultura del vivere e del pensare al pallone, alla passione enorme. Continuate a insegnare al mondo perché i saperi calcistici italiani vivono ormai dappertutto, e in tanti addetti ai lavori. I fischi all'inno straniero? I primitivi ci sono dappertutto.. È una questione di rispetto, che è base di tutto. Tolleranza zero per quelli che odiano" .

Dando uno sguardo al passato, il croato si mostra nostalgico: "C’erano Rivera, Baggio, Maldini, Baresi..... Siete un popolo supertalentuoso. Il fatto è che avete un po’ tradito arte e talento sviluppando, primi al mondo, concetti tattici e di gioco collettivo che sono stati portati all’esasperazione: così, senza lavoro individuale nei vivai, i talenti non sviluppano il loro potenziale negli anni formativi. Si trascura troppo l’uno contro uno in ambedue le fasi. E’ gravissimo, diventa dura produrre nuovi Totti e Del Piero, perciò passano quasi 15 anni da Pirlo a Verratti. Bisogna produrre giocatori, non risultati, almeno nei vivai" .

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"Ripetere il 2006 sembra dura, ma lo sembrava anche nel 2006 - aggiunge - L’Italia è l’Italia, malgrado il drammatico calo di qualità. La sua colpa è stata non investire e programmare quand’era nello splendore calcistico e finanziario, quando ospitava Ronaldo e Zidane: ha pensato di poter dominare sempre, ma non era più l’Nba del calcio. La storia del calcio segue quella politica: improvvisazione, creatività, programmi zero".

Pensiero conciso su Arrigo Sacchi : "È stato il più grande rivoluzionario del calcio mondiale. Forse ripete gli stessi concetti, cosa un po’ monotona, però sono i concetti base di ogni squadra di ogni società" .

Boban è croato ma un po' si sente italiano: "Prima di tutto ho imparato una lingua bellissima, ho conosciuto una cultura che ha insegnato e influenzato tutto il mondo in diverse direzioni. L’Italia mi ha fatto crescere in ogni senso e sono grato. Siete e sarete un Paese fantastico. Ma siete anche ipercritici e perdete autostima. La vostra, come la nostra, classe politica vi ha derubati. Ci hanno rubato il sorriso e l’ottimismo. Uno deve essere forte per non subire questa cosa, e non è facile".

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