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MourinhoGetty Images

Mourinho sa già dove allenerà in futuro: "Ho rifiutato due volte, la terza accetterò"

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Quattro mesi circa dopo il suo esonero da parte della Roma, José Mourinho non ha ancora una panchina dove sedersi. E dire che le proposte non gli sono mai mancate, anche ai tempi in cui era l'allenatore giallorosso.

Quella del Portogallo, ad esempio. La Nazionale portoghese ci aveva provato anni fa e ci ha riprovato negli scorsi mesi, ma in entrambe le occasioni non è riuscita nell'intento di fare di Mourinho il nuovo commissario tecnico.

Di questo, ma anche della difficoltà nel raggiungere due finali europee consecutive con la Roma, ha parlato Mourinho in una chiacchierata con EA Sports Korea.

  • IL TRAGUARDO PIÙ DIFFICILE DA RAGGIUNGERE

    "Le due finali europee con la Roma. Ma anche l'Europa League vinta col Manchester United lo è stata. Sono due club che, quando sono arrivato, navigavano in una situazione molto difficile. Ma non avevo paura. Io non penso a proteggermi.

    Altri allenatori sono più intelligenti di me, scelgono il lavoro giusto, il club giusto, con le giuste condizioni per avere successo. A volte non è semplice: ci si aspetta da me che io vinca anche se il mio club non è il più forte di tutti. Ma accetto la sfida".

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  • IL NO AL PORTOGALLO

    "Ho già avuto due opportunità di allenare il Portogallo. Ma non era il momento giusto per me. L'ultima volta sono stato emotivo a non accettare, perché ho deciso di restare a Roma e credo di avere fatto un errore: oggi il Portogallo ha una grandissima squadra, una delle tre migliori squadre in Europa e una delle migliori cinque nel mondo.

    Ma era molto legato alla Roma, ai tifosi, e non volevo prendere una decisione del genere. Il Portogallo si è fatto avanti due volte e credo che un giorno si faranno avanti una terza volta: e a quel punto accetterò. La speranza è che quella generazione sarà forte come lo è quella attuale".

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  • "VIENI, IL POSTO È TUO"

    Mourinho aveva già svelato qualche settimana fa il doppio approdo mancato sulla panchina della Nazionale portoghese:

    "Ho avuto per due volte le porte della Nazionale portoghese aperte: tipo 'vieni, il posto è tuo'. La prima quando ero al Real Madrid e l'obiettivo era quello di diventare CT del Portogallo da 'part time'. Il presidente, Florentino Perez, mi disse: 'José, non è possibile'. E fu facile accettare questa decisione.

    "La seconda volta... se mi pento di aver rifiutato? Dopo pochi mesi sono stato esonerato dalla Roma. Ma non mi pento perché ero in pace con la ragione per cui non ho accettato".

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