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Gilardino Milan GenoaGetty/GOAL

Milan-Genoa è la gara di Gilardino: sfida contro il passato rossonero

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Una salvezza conquistata in netto anticipo rispetto alle previsioni iniziali, quanto basta per certificare l'ottimo lavoro svolto in un anno e mezzo: i meriti di Alberto Gilardino sulla panchina del Genoa sono sotto gli occhi di tutti.

Il tecnico nativo di Biella ha da poco raggiunto un accordo che gli permetterà di proseguire la sua avventura in rossoblù: la prima chance utile per festeggiarlo nel migliore dei modi è la sfida che oggi alle ore 18 lo contrapporrà al 'suo' ex Milan.

Un incrocio dai mille ricordi per Gilardino, che in rossonero rimase per tre stagioni vincendo una Champions League, una Supercoppa europea e un Mondiale per Club.

  • STRAPPATO AL PARMA

    Il Gilardino che nell'estate 2005 approda al Milan è uno dei giovani attaccanti più in voga nel panorama calcistico nostrano: 51 goal nelle precedenti due stagioni con la maglia del Parma che spingono Silvio Berlusconi a compiere un sacrificio economico per metterlo a disposizione di Carlo Ancelotti.

    Nelle casse del Parma finiscono 25 milioni di euro e Gilardino diviene il protagonista di una battuta che Adriano Galliani, ancora scottato dalla delusione per la finale di Champions persa rocambolescamente contro il Liverpool, fa con la stampa.

    "Mollare tutto? Ci avrei pensato da domani: a questo punto però è inutile perché abbiamo Gilardino".

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  • PRIMA STAGIONE SENZA TROFEI

    Nonostante i goal totali nel primo campionato disputato da Gilardino in rossonero siano 17 in 34 apparizioni, la prima gioia personale si lascia desiderare fino al 18 settembre 2005: il classe 1982 si sblocca alla terza giornata sul campo della Sampdoria, servito da un assist di Shevchenko.

    Una rete resa inutile dalla successiva rimonta blucerchiata, firmata da Bonazzoli e Tonetto.

    Gilardino e il Milan restano a bocca asciutta in termini di trofei: una mancanza colmata alla grande un anno dopo.

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  • CAMPIONE D'EUROPA E DEL MONDO

    Dopo aver fatto la storia a Germania 2006 laureandosi campione del mondo con l'Italia di Lippi, per Gilardino è tempo di soddisfare la sete di successi anche con la maglia del Milan: nel giro di pochi mesi, in rossonero diventa campione d'Europa grazie alla Champions League vinta ai danni del Liverpool e scala il tetto del mondo, col Mondiale per Club strappato al Boca Juniors.

    La zampata più prestigiosa nella cavalcata in Europa del 'Diavolo' è quella che consente ai ragazzi di Ancelotti di suggellare il dominio sul Manchester United nel ritorno della semifinale: di Gilardino la rete del definitivo 3-0, lanciato in porta da Ambrosini.

    Nella finale di Atene parte dalla panchina, una delusione che lo porta a valutare con attenzione il prosieguo dell'avventura milanista: che durerà un'altra stagione, l'ultima prima dell'addio.

  • L'ESPLOSIONE DI PATO E L'ADDIO

    La stagione 2007/08 è l'ultima di Gilardino a Milano, condizionata da un impiego più deficitario rispetto al passato: l'esplosione del giovanissimo Pato finisce per relegare l'ex Parma nelle retrovie della gerarchia ancelottiana.

    Alla fine i goal messi a segno saranno nove, gli ultimi prima del trasferimento alla Fiorentina e del ricordo rispettoso di un'esperienza che avrebbe potuto riservargli più soddisfazioni a livello personale.

    "Quel Milan era un gruppo di campioni in cui anno dopo anno entravano i migliori giovani in circolazione, nessuna scommessa rischiosa. Ancelotti era eccezionale".

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