Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Gatti JuventusGetty Images

La piccola Juventus degli ultimi tre mesi: 14 punti in 14 partite, in trasferta non vince mai

Pubblicità

A piccoli passi, un metro dopo l'altro. La Juventus sta raggiungendo l'obiettivo che si era prefissata all'inizio della stagione: tornare a giocare la Champions League dopo un anno di assenza totale dalle coppe europee. Perfetto, all'apparenza.

Solo che i bianconeri stanno arrivando al traguardo con la lingua penzoloni. O meglio: è da febbraio, ovvero da quando il sogno di lottare fino in fondo con l'Inter per lo Scudetto ha lentamente cominciato a sgretolarsi, che la Juve non fa più la Juve.

I numeri sono lì a dimostrarlo. Specialmente quelli in trasferta. Anche se l'ultima di queste trasferte, quella pareggiata a Roma domenica sera, non può che essere accolta in maniera positiva per come s'era messa la partita.

  • Rugani Juventus FrosinoneGetty

    DUE VITTORIE IN PIÙ DI TRE MESI

    Il punto di svolta è stato il famigerato posticipo di Lecce. Quello in cui la Juventus si imponeva per 3-0 al Via del Mare e, complice la precedente assenza dal campionato dell'Inter, appena tornata dagli impegni in Supercoppa Italiana, conquistava matematicamente la testa della classifica. Doppietta di un ritrovato Vlahovic, sigillo finale di Bremer: una festa.

    Era il 27 gennaio: più di tre mesi fa. Da quel momento in più, la Juventus si è sfaldata. E ha racimolato appena due vittorie: una contro il Frosinone, soffertissima e ottenuta in pieno recupero, e l'altra contro la Fiorentina, ancora una volta di misura. Un rendimento che ha costretto la squadra di Massimiliano Allegri non solo a perdere le distanze dall'Inter, ma anche a scivolare al terzo posto.

  • Pubblicità
  • 14 PUNTI IN 14 PARTITE

    Non solo: nelle ultime 14 giornate, ovvero dall'1-1 contro l'Empoli che ha rappresentato il primo step della discesa, la Juventus è riuscita a mettere assieme 14 punti. Ovvero uno a partita. Come se le avesse pareggiate tutte. E non è un caso che, in effetti, Chiesa e compagni arrivino da quattro pareggi di fila (non accadeva dal 2012, l'anno dello Scudetto da imbattuta con Antonio Conte in panchina).

    Nello stesso periodo, per dire, l'Inter ha conquistato 35 punti e il Milan, altra squadra in piena crisi, 25. Il crollo, alla fine, si spiega così.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Cagliari JuventusGetty Images

    IL MAL DI TRASFERTA

    E poi c'è la questione trasferte. Un mezzo tabù, ormai. Non che all'Allianz Stadium le cose stiano girando al meglio, tutt'altro, ma almeno lì il Frosinone e la Fiorentina sono state superate, anche se con fatica.

    Lontano dalla propria tana va addirittura peggio. Lecce ha rappresentato l'ultimo successo esterno di una squadra che, ormai, è a secco da sette partite. Il ruolino di marcia? Disastroso: quattro pareggi (contro il Verona, poi nel derby, a Cagliari e a Roma) e tre sconfitte (Inter, Napoli, Lazio).

    Come rivela Opta, un simile digiuno di risultati fuori casa non coinvolgeva la Juventus addirittura da quasi un trentennio: tra il settembre 1998 e il gennaio 1999, la stagione staffetta Marcello Lippi-Carlo Ancelotti, i bianconeri bucarono sette partite di fila.

  • MA LA CHAMPIONS È A UN PASSO

    In tutto questo si torna al ragionamento dell'inizio: la Juventus è e resta a un passo dal ritorno in Champions League dopo una stagione d'assenza. Ovvero l'obiettivo massimo stagionale, ripetuto fino alla noia da Allegri anche quando la squadra pareva poter competere con l'Inter per il primo posto.

    La missione potrebbe essere centrata già nel prossimo weekend, all'Allianz Stadium contro la Salernitana già retrocessa. Anche se difficilmente basterà per calmare gli animi di un tifo sempre più in ebollizione.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0