Smettere o continuare? Per Buffon sono i giorni del dubbio

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Annunciato l'addio alla Juventus, Gigi Buffon deve ora decidere se proseguire altrove: occhio al Liverpool e al sogno Champions League.

Gianluigi Buffon è un personaggio tutto fuorché banale. Lo dice la carriera. Lo sottolinea l'ultima conferenza stampa da giocatore della Juventus. Il 40enne di Carrara, dopo 17 stagioni trascorse a difendere i pali della Vecchia Signora, nei prossimi giorni si dedicherà al futuro. Ancora tutto da scrivere. Certezze, per stessa ammissione del diretto interessato, non ce ne sono. C'è la possibilità di intraprendere una carriera dirigenziale, così come non è da escludere che vinca il partito del rettangolo del gioco. Perché, infatti, le offerte non mancano.

C'è chi sostiene che sia il Liverpool il club maggiormente sul pezzo. Altri, invece, si spingono oltre e tirano in ballo Real Madrid e Paris Saint-Germain. Di certo, comunque andrà a finire la storia, SuperGigi resta al centro dell'attenzione. Bingo. Questo voleva il numero uno, questo avrà. Al termine della sfida con il Verona, l'ultima a caratterizzare un percorso leggendario rigorosamente a tinte bianconere, Gigi avrà modo di iniziare a pianificare il domani. Inaspettatamente. Fino a 15 giorni fa, come spiegato dal portiere toscano, l'idea era una sola: appendere i guanti al chiodo. Ora, soprendentemente, il quadro è cambiato. La sensazione, e forse qualcosina in più, è che SuperGigi abbia tra le mani offerte di primo piano. Per intenderci, roba da Champions League. E, proprio per questo motivo, vuole pensarci bene.

Questa fase di riflessione, certamente, non cambierà alcunché a livello di rapporti. Come riportato dalle parole di Andrea Agnelli: “Gigi al momento ha proposte sia fuori dal campo sia per continuare a giocare – spiega il presidente bianconero – ha il mio pieno supporto su qualsiasi decisione prenderà”. L'agente di Buffon, Silvano Martina, segue minuziosamente il fronte; il cellulare squilla ininterrottamente e, anche per questo motivo, la percezione è che il dubbio regni sovrano.

Buffon, qualora dovesse avventurarsi verso una carriera manageriale, in termini di Juventus troverebbe terreno fertile. Prima la classica fase di apprendistato. Poi, eventualmente, un ruolo rilevante. Il precedente, in questo caso, si chiama Pavel Nedved. Dalle prime armi alla vicepresidenza, diventando a tutti gli effetti un uomo di fiducia di Agnelli. Insomma, la formazione non è importante ma è l'unica cosa che conta. Seguendo tale corrente di pensiero, ma uscendo dall'orticello bianconero, tengono banco Club Italia e FIFA. Pensieri, tuttavia, non imminenti.

A mente lucida, all'insegna del pragmatismo, l'attualità formula un unico dubbio: andare avanti oppure no. Se così fosse, sarebbe da escludere l'ipotesi extra Europa. Ogni riferimento al Boca Juniors è puramente voluto. Gli argentini hanno provato a convincere il fuoriclasse toscano, non trovando la strada in discesa. Buenos Aires è lontana e, per tematiche legate alla famiglia, Gigi difficilmente potrebbe tuffarsi in un'avventura stimolante ma complicata.

Occhi puntati, al netto delle smentite di rito, alla Champions League. SuperGigi nel palmarès vanta una Coppa del Mondo, ma non l'Europa che conta. Tre finali perse, un sussulto mai arrivato. Dunque, se calcio giocato sarà, dovrà essere accompagnato da una squadra tra le pretendenti alla prossima “coppa dalle grandi orecchie”. Intanto, non è più tempo di Nazionale: “In Italia-Olanda non ci sarò, le persone vanno onorate quando sono vive e non quando sono morte”. Categorico.

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