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Portugal v Scotland - UEFA Nations League 2024/25 League A Group A1Getty Images Sport

McTominay segna in Nazionale e chiede spazio: come può cambiare il Napoli col suo innesto

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Una rete contro la Polonia, un'altra contro il Portogallo. Entrambe inutili ai fini del risultato, entrambe utilissime per ribadire che tipo di giocatore sia Scott McTominay: uno che difficilmente, una volta lasciato il Manchester United, si accontenterà a lungo di essere una seconda scelta. Neppure a Napoli.

A 48 ore circa dalla partita contro il Cagliari, non è ancora del tutto chiaro se Antonio Conte darà spazio dal primo minuto al nuovo innesto del proprio centrocampo. Se le indicazioni degli scorsi giorni parlavano di una titolarità immediata, ora quel che filtra è una probabile conferma dell'undici che prima della sosta ha faticosamente avuto la meglio sul Parma. Solo con Lukaku al posto di Raspadori. E dunque senza McTominay, che lo scorso 31 agosto era azzurro solo da poche ore.

Conte, in ogni caso, prenderà una decisione definitiva soltanto a ridosso della partita. Un discorso che vale per altri giocatori del Napoli e di altre squadre, considerato come le fatiche delle nazionali rappresentino una variabile non da sottovalutare. McTominay sì o McTominay no? Gilmour titolare o Gilmour in panchina? Perché sì, all'elenco si è da poco aggiunto anche l'ex Brighton, cercato e voluto per settimane.

In attesa di capire chi giocherà a Cagliari, e se davvero Conte opterà per copincollare (quasi) in blocco gli stessi elementi visti contro il Parma, è interessante pensare a come diventerà il Napoli una volta che McTominay (o Gilmour) avrà preso confidenza con il nuovo ambiente lavorativo. E, di conseguenza, come il tecnico potrà modellare il 3-4-3 utilizzato nelle prime giornate.

  • L'OPZIONE 3-5-2

    Lo scenario più scontato sembra essere rappresentato dal passaggio al 3-5-2. Altro modulo che Conte conosce a menadito, avendolo più e più volte sperimentato e utilizzato nel corso della propria carriera in panchina. McTominay, in questo caso, andrebbe a far compagnia ad Anguissa e Lobotka, l'attuale coppia centrale del centrocampo partenopeo. Il tutto in un ruolo fluido, magari: un po' mezzala, un po' trequartista. Di certo con caratteristiche più d'inserimento dei due colleghi.

    Certo, se uno entra un altro deve uscire. A far spazio all'ex United sarebbe uno dei giocatori offensivi. Non può essere Romelu Lukaku, il giocatore designato da Conte per prendersi le aree avversarie e possibilmente sfondare l'argine della doppia cifra. E non può essere nemmeno Khvicha Kvaratskhelia, semplicemente il calciatore più talentuoso e qualitativo della rosa del Napoli. Ovvio, palese, scontato.

    Non rimane che il terzo elemento del tridente: Matteo Politano. Che già sta vedendo il proprio posto finestrino minacciato da un altro degli ultimi arrivati, ovvero David Neres, autore di un paio di assist nelle sue prime due comparse in Serie A. Con l'inserimento di McTominay, e con la conferma del 3-5-2, non giocherebbe né uno né l'altro.

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  • MA IL RUOLO DI KVARATSKHELIA...

    Ma c'è un ma in tutta questa storia. E riguarda il ruolo di Kvaratskhelia. Il georgiano è arrivato in Italia da esterno offensivo, ha vinto uno Scudetto da esterno offensivo, si è consacrato come una sensazionale scoperta da esterno offensivo. La sua zolla di campo è quella, anche se la seconda punta l'ha già fatta durante la scorsa annata. E anche Conte lo sa bene.

    "Khvicha è forte nell'uno contro uno se sta sulla fascia – diceva il tecnico durante la presentazione di fine giugno a stampa e tifosi – ma forte anche quando viene dentro perché comunque è anche un fantasista e crea delle situazioni non solo a livello di goal ma anche di assist. Penso che se Kvara lo tieni sistematicamente dentro al campo ne perde un po' in libertà. Dobbiamo assecondare le sue caratteristiche: faremo questo sia con lui che con i giocatori che abbiamo".

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  • CONTE CAMBIA MODULO?

    Ecco perché non è da scartare neppure lo scenario di un cambio modulo, ora che la rosa del Napoli è completa e libera dalle angosce del mercato. Era una delle questioni cardine che accompagnavano i giorni del matrimonio con Conte, del resto: come si sposerà la nota predilezione dell'ex allenatore di Juventus e Inter per la difesa a tre con il 4-3-3 che ha portato la squadra sul tetto d'Italia, pur già “sporcato” in un 2023/2024 sportivamente drammatico?

    In un'intervista di febbraio al Daily Telegraph, in un periodo in cui non aveva squadra e aspettava l'occasione giusta, Conte ha rivelato al proprio intervistatore il desiderio di sperimentare qualcosa di nuovo. Ovvero, appunto, un modulo con quattro difensori. Già utilizzato all'inizio della carriera, ad esempio nello spettacolare Bari campione in Serie B e nelle prime settimane alla Juventus, e poi accantonato quasi completamente fino ad oggi.

    Un 4-3-3, o un 4-2-3-1, permetterebbe a McTominay di affiancare Anguissa e Lobotka come mezzala, oppure di giocare qualche metro avanti rispetto ai due, come trequartista atipico tra le linee. Il sacrificato in questo caso sarebbe Mazzocchi: Di Lorenzo andrebbe a fare il terzino puro, uno tra Politano e Neres verrebbe mantenuto in squadra, Kvaratskhelia rimarrebbe a sinistra.

  • MCTOMINAY CON LOBOTKA

    Esiste infine un'ultima alternativa a disposizione di Conte: McTominay titolare, ma al posto di uno dei due centrocampisti. Ovvero di Lobotka o di Anguissa. Con indice puntato verso quest'ultimo, se è vero che lo slovacco è un chiaro intoccabile di un Napoli che non ha calciatori con le sue caratteristiche e la sua qualità.

    Anguissa, uno degli elementi maggiormente nel mirino del tifo nell'ultima annata, è però in crescita: male a Verona, ma come tutta la squadra, quindi meglio contro il Bologna e addirittura decisivo contro il Parma. A far posto a McTominay nel caso l'ex giocatore del Manchester United strappi un posto da titolare nelle prossime settimane, insomma, non sarà lui. Non stabilmente, almeno.

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