Forse non era esattamente questa la promozione sognata dai tifosi della Reggina, da 6 anni in attesa di tornare tra le realtà più interessanti del calcio italiano: il Consiglio Federale andato in scena lunedì 8 giugno ha ufficializzato la presenza dei calabresi nella Serie B 2020/2021, al culmine di una scalata mai messa in discussione e di un progetto vincente sorto dalle ceneri del fallimento, avvenuto nel 2015.
Sembra passata una vita da allora, da quando il club fu costretto a ripartire dai dilettanti: troppi i 20 milioni di debiti che obbligarono ad una ripartenza dal basso tra lo sconforto generale, scomparso parzialmente con il ritorno in C del 2016 e con l'avvento di Luca Gallo alla presidenza. Impreditore romano, ha fin da subito dato un'impronta positiva all'ambiente: prima annata di transizione, non la seconda, vissuta a ritmi da record nelle zone nobilissime della classifica.
Le prime avvisaglie delle serie intenzioni del patron hanno trovato sfogo durante la sessione estiva del calciomercato 2019: squadra rivoluzionata con innesti importanti come Guarna, nuovo guardiano dei pali, o Reginaldo, arrivato a costo zero dal Monza. Ma il fiore all'occhiello del lavoro del ds Taibi è lui, il 'Tanque' German Denis: idolo dei tifosi di Napoli e Atalanta, il bomber argentino ha deciso di rimettersi in gioco nei bassifondi del professionismo, raccogliendo una sfida che a quasi 39 anni aveva il sapore di scommessa difficile da vincere.
E invece la passione e il talento, l'enorme talento, hanno avuto la meglio: dopo un avvio in sordina tra panchine e un minutaggio scarso, ecco le due doppiette consecutive contro Picerno e Avellino alla fine di ottobre per rompere finalmente il ghiaccio e dare il via ad un percorso in discesa, che ha vissuto il suo apice tra dicembre e gennaio con 6 reti realizzate in 7 apparizioni, decisive per allungare il vantaggio in testa alla classifica e ipotecare il ritorno tra i cadetti, poi certificato a tavolino dalla FIGC in un'atmosfera resa strana dall'emergenza Coronavirus.
Getty ImagesIn Serie B, oltre a Denis, ci sarà anche Hachim Mastour, tesserato ad ottobre da svincolato e legato alla Reggina da un contratto valido fino al 2022: l'ex promessa del Milan finora non ha inciso, colpa di una condizione fisica precaria e dei dubbi di natura tecnica del mister Mimmo Toscano, altro artefice che in riva allo Stretto ha trovato l'habitat perfetto per esprimere al meglio i suoi dettami tattici che altrove, troppo spesso, non si erano rivelati sufficienti per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Ma una nota di merito spetta anche al miglior marcatore della squadra che, a sorpresa, non è Denis: i 12 goal dell'argentino non bastano per togliere la palma di capocannoniere stagionale a Simone Corazza, che guarda tutti dall'alto dei suoi 15 sigilli dei quali 14 in campionato. E' stato lui il punto di riferimento offensivo quando Denis non era al meglio, l'uomo su cui contare per spedire la palla in fondo al sacco nella prima parte della stagione.
Sì, perché da dicembre in poi Corazza non ha più segnato, compiendo un ideale passaggio di testimone con il 'Tanque' che, al contrario, ha riaperto i rubinetti in zona goal mettendo una toppa sulle difficoltà incontrate dal compagno, peraltro assente nelle ultime quattro gare pre-lockdown per risolvere dei problemi fisici che avevano iniziato a rendergli la vita più dura del solito.
GettyPer la Reggina, all'orizzonte, si scorge un futuro roseo che potrebbe essere favorito dalla mancanza di impegni ufficiali da qui ai prossimi mesi: essendo esente dai playoff a cui prenderanno parte, su base volontaria, altre società, ci sarà l'opportunità di concentrarsi pienamente sulla stagione che verrà per cercare subito il colpaccio e riappropriarsi di una categoria che da quelle parti non si vede da ormai 11 anni, assenza lunghissima per gli abitué amaranto che potrebbero regalarsi Jeremy Menez, altro papabile che potrebbe aggiungersi alla lista dei nobili decaduti sbarcati a Reggio Calabria.
La Serie A, anche se non lo dice, è il traguardo che il presidente Gallo sogna di raggiungere: per regalare una gioia al popolo calabrese, come le sue origini che lo hanno forgiato fino a farlo diventare l'uomo di successo che è oggi. Forse è proprio lui il vero top player del club: non Denis, non Reginaldo, ma Luca Gallo, partito dal basso per scalare ogni gerarchia sociale e sportiva. Come la sua Reggina.
