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German Denis Napoli Reggina

Il 'Tanque' sullo Stretto: Denis ha sposato la Reggina

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Caliente, sanguigno, 'garra' e balistica, senza mollare mai. German Denis ha scelto Reggio Calabria e la Reggina , in Serie C , per riportarla nel calcio che conta dopo stagioni tristi. A 38 anni suonati, lui che ha giocato anche in A ed Europa League, il primo passo l'ha compiuto: amaranto in cadetteria dopo 6 stagioni .

Una piazza calda per un 'caldo', binomio più azzeccato e accattivante non può esserci: decisione sorprendente e fatta di valori, come quelli messi sul campo dal 'Tanque' (soprannome eloquente).

A Napoli lo ricordano ancora con affetto: "ad avercelo un centravanti così" , questo il leitmotiv a Fuorigrotta e dintorni. Per un non titolare che sudava la maglia e segnava goal pesanti, solo tanta stima. Cristallizzata, intatta.

Ma a portarlo prima di tutti in Italia è il Cesena , nel 2002. I romagnoli giocano in C, lo scovano in patria e gli danno una chance. Scommessa fallita (appena 3 reti), perchè il 'Carro Armato' torna in Argentina e ci resta 5 anni.

Dopo gavetta nelle categorie minori esplode all'Independiente, stuzzica l'allora dg azzurro Pierpaolo Marino e fa capolino all'ombra del Vesuvio. Un uomo del Sud al Sud, proprio come sta avvenendo a Reggio: ed è subito feeling. Come mai? Forse questo Marino può aiutare.

"Riscontro una cosa: i calciatori sudamericani hanno maggior voglia di venire a Napoli rispetto ai colleghi italiani o addirittura campani, perché vedono il club come un punto d’arrivo ".

Campionato, Intertoto, Europa League: Denis e i partenopei si vogliono bene, gli vogliono bene i compagni (gruppo unito, asado col 'Pocho' Lavezzi), i tifosi flirtano coi suoi non troppi goal: 15, spesso decisivi (il 2-2 al Milan a tempo scaduto fa venire giù il 'San Paolo'). Due anni belli, ma German vuole giocare di più. Così sposa l' Udinese .

Col senno di poi forse meglio restare dove si era: in Friuli delude (solo 4 centri), ma si apre inconsapevolmente la strada per Bergamo. Lo rivuole Marino, stregato da quel biondo sbarazzino. Dal 2011 al 2016 all' Atalanta , non siamo al Sud, però di calore lì se ne emana a bizzeffe.

Denis TonelliGazzetta

Tre stagioni su cinque in doppia cifra: il tempo di entrare nei marcatori top della Dea, piacere all'Inter e rompere il naso a Tonelli negli spogliatoi dopo un match con l'Empoli . Minacce e reazione (rissa ricostruita a fumetto dalla 'Gazzetta'), con chiarimento e pace fatta al ritorno. Un episodio che Marino - una sorta di padre calcistico - commentò così.

"German ha sbagliato e non voglio giustificare nulla, ma è stato provocato con minacce di morte. E poi, se vogliamo sdrammatizzare, ha solo obbedito a Papa Francesco . Vorrei ricordare che il Pontefice disse: 'Se il dottor Gasparri, mio amico, offendesse mia madre, gli darei un cazzotto'".

Denis torna a casa. Di nuovo Independiente, Lanus, infine in Perù all'Universitario. Ma casa è anche l'Italia. E allora ad agosto 'sì' alla Reggina, a cui rifilò una tripletta nel 2008 col Napoli: la vita è strana.

"Tutti mi ricordate i tre goal segnati contro la Reggina, adesso dico che tanti altri spero di farli con questa maglia per portare la società e la città dove meritano".

In Serie C a 38 primavere, chi non ci crede non firma un biennale. Lui è così, uno istintivo, uno a cui vincere facile non piace: al 'Granillo' hanno fame di calcio, il progetto è di quelli seri. A inizio 2019 l'imprenditore Luca Gallo mette le mani sul club per farlo rinascere, con acquisti, proclami e ambizioni concrete.

Denis figlio raccattapalle

Concrete come il colpo Denis, reggino d'adozione in pochi mesi e accompagnato dall'immancabile presenza del figlio raccattapalle Mathias  a bordo campo. Tradizione che esiste fin dai tempi atalantini.

"Perché ho accettato? La storia di Reggio Calabria dice tutto: merita ben altri palcoscenici, dobbiamo riportarla dove le compete. Quando inizi a conoscere la città non puoi non innamorartene, soprattutto vedendo la gente. I tifosi sono coinvolgenti".

"Ritiro? Ho ancora tantissimo entusiasmo e mi diverto, se continuo così smetterò tra un bel po’...".

Buenos Aires-Reggio, distanze azzerate dalla passione scoppiata tra il 'Tanque' e il popolo amaranto. Giusto il tempo di trovare la forma giusta e arrivano i goal, a grappoli: doppia cifra in 6 mesi, che tradotta in numeri fa 12 in 24 partite. Uno ogni due, un incubo per chi se lo trova contro. Poi il Coronavirus, che stoppa il calcio ma non cancella lo score dell'argentino.

Guarna, Rubin, Bellomo, Mastour, Reginaldo, super Corazza: metteteci pure Denis ed ecco spiegato il trionfo nel Girone C con champagne aperto a bocce ferme. Sul tappo la firma del 'Tanque'.

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