Nell'agosto del 2012 il Milan preleva dal Caen un giovanissimo ragazzo francese di appena 17 anni, capace di stupire tutti in Ligue 1. Un talento da affinare, un carattere da modellare: l'avventura italiana di M'Baye Niang sarà ricordata più per le bravate che per le giocate in campo. Poi la svolta con il ritorno in Francia, dove sembra aver trovato la propria dimensione giocando con la maglia del Rennes.
Dopo l'ultimo Scudetto del 2011 il Milan è chiamato a rifondare una squadra che aveva perso due colonne come Thiago Silva e Ibrahimovic: la dirigenza rossonera pesca nel campionato francese un ragazzino dall'enorme potenziale, considerato in patria tra i più promettenti talenti del calcio transalpino, bruciando la concorrenza di mezza Europa.
Al Diavolo Niang si presenta con il biglietto da visita del perfetto 'bad boy': tante, troppe le bravate in una società che da sempre fa della disciplina uno dei propri cardini. Il primo episodio, divenuto ormai celebre, poco dopo il suo acquisto nel settembre 2012, quandoancora diciassettenne e dunque senza patente viene fermato dalla Polizia alla guida di un'auto: "Sono Bakaye Traorè, ho dimenticato la patente", le parole del ragazzo, che ovviamente viene immediatamente smascherato.
Primi segnali di una carriera decisamente travagliata. Fino alla definitiva rottura del 2016, sotto la guida di Mihajlovic nella seconda parentesi rossonera, quando pubblica sul proprio profilo 'Instagram' un video nel quale si tuffa dal tetto di casa in una piscina, altro episodio che manda su tutte le furie società e tifosi.
Getty ImagesUn'avventura che sarebbe potuta probabilmente cambiare se quel 12 marzo del 2013 al Camp Nou, nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro il Barcellona, Niang non avesse sprecato un ghiotto contropiede colpendo il palo dopo il 2-0 a San Siro.
Durante il prestito al Genoa arrivarono le cose migliori nel nostro campionato: poco felici invece i prestiti al Watford e al Torino, prima del provvidenziale ritorno in patria nell'agosto del 2018, quando il Rennes decide di scommettere su di lui.
L'impatto con il club bretone si rivela ancora difficile con un solo goal in undici presenze, ma lentamente e con pazienza le prestazioni iniziano a migliorare mese dopo mese, partita dopo partita, fino a strappare il riscatto di 15 milioni.
Al termine della prima stagione con il club francese colleziona 14 reti e 7 assist in 44 presenze, ma il vero salto di qualità viene registrato nel secondo anno al Rennes. Nella stagione 2019/20, chiusa in anticipo a causa dell'emergenza sanitaria, arriva un importante bottino di 15 reti in 36 partite e un ruolo da protagonista al centro dell'attacco rossonero.
Una nuova stabilità, una maturità calcistica e professionale che gli hanno permesso di trovare quella continuità mai avuta prima in carriera: da esterno d'attacco a centravanti puro, mister Julien Stephan lo porta al centro del reparto offensivo per sfruttare la sua fisicità e la capacità di far male in profondità con la sua progressione.
Una nuova vita e un nuovo inizio per Niang, che svelerà poi a 'Canal Football Club' la persona che più di ogni altra gli ha dato fiducia:
"Ringrazio il Presidente del Rennes che mi ha dato fiducia. È severo ma sa essere come un papà, ti fa capire le cose. Così è più facile dare il meglio e io ho cercato di dare il massimo affinché lui fosse felice. Qui sono tornato a essere felice e ho riscoperto la gioia di giocare a calcio".
GettyOra però il classe '94 guarda ancora avanti e punta dritto a un nuovo salto in una realtà più blasonata, ma un eventuale trasferimento può aspettare. L'ex Milan allontana ogni voce di mercato per il mercato di gennaio.
"Con un bel progetto sportivo potrei anche abbassarmi lo stipendio. Il Marsiglia è un club che ha storia, una tifoseria calda. Per ora resterò qui fino a fine stagione. Cercherò di farmi trovare pronto per aiutare la squadra. Alla fine faremo il punto. Sono concentrato sul Rennes, sto bene qui e mi diverto in campo".
A 26 anni Niang ha una carriera ancora tutta da scrivere: il definitivo rilancio sembra finalmente arrivato in patria, ma l'ex Milan continua a puntare in alto. Un futuro ancora da scrivere, ma il 'bad boy' di Milano sembra ormai soltanto uno sbiadito ricordo.




