Dal 'caso Traore' alle auto sfasciate, la tormentata storia di Niang al Milan

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M'Baye Niang e il Milan, storia di una difficile convivenza: episodi discutibili fuori dal campo ed una preoccupante involuzione. E' tempo di addio.

L'avventura di M'Baye Niang al Milan volge al termine: il francese sbarcherà in Premier League alla corte di Mazzarri nel Watford. Una storia travagliata, fatta di alti e bassi per l'attaccante francese, che in questa stagione ha confermato di essere ancora troppo discontinuo per certi palcoscenici. 

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E dire che aveva iniziato l'anno in quarta, dopo le cose buone fatte vedere nella passata stagione sotto la guida di Mihajlovic. Il Milan aveva rallentato l'anno scorso la sua corsa verso l'Europa proprio dopo il derby vinto per 3-0, con Niang protagonista, quando il francese fu messo fuori causa da un brutto infortunio.

Un infortunio alla caviglia causato da un incidente con la sua auto, solo uno dei tanti episodi che hanno caratterizzato in negativo la carriera di Niang in questi anni.

Il francese si era infatti 'presentato' con un biglietto da visita del tutto particolare in casa del Diavolo: nel 2012, pochi mesi dopo il suo arrivo, fu fermato alla guida senza patente, spacciandosi addirittura per l'allora compagno di squadra Traorè, scatenando l'ironia del web e la furia del club.

Fu quindi rigirato in prestito al Montpellier, ma le sue disavventure con i motori continuarono a metterlo in cattiva luce: rischiò il carcere dopo essersi schiantato contro un albero in Francia a bordo della sua Ferrari, per poi negare di essere stato alla guida del mezzo. Se la cavò con 80 mila euro di multa e la perdita della patente. 

La scorsa estate Niang pubblicò un video nel quale veniva ripreso mentre si tuffava in piscina direttamente dal suo balcone. Immagini che provocarono la rabbia di molti tifosi rossoneri sui social, ma Montella spese parole in difesa del giocatore: "Voglio conoscerlo bene, perchè secondo me può fare meglio".

Una scommessa persa per l'ex aeroplanino, che ha dato il via libera per la cessione in questo mercato invernale dopo l'incredibile involuzione fisica e mentale del classe '94: prima qualche infortunio, poi il terribile finale di 2016 tra rigori sbagliati (contro Crotone e Roma) e fischi di San Siro, fino alla perdita della maglia da titolare.

Tanti, troppi fattori di discontinuità che, uniti ad alcuni comportamenti spesso 'esuberanti', hanno convinto la dirigenza a cambiare rotta puntando su altri profili per il reparto offensivo.

 

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