Prima la Juventus, poi il Manchester City. Ora, il Bayern Monaco. E pensare che, a momenti, rischiava di non qualificarsi nemmeno agli ottavi. Il Lione è la grande sorpresa della Champions League, è in semifinale con due scalpi eccellenti, di Cristiano Ronaldo e di Guardiola. Grazie a Rudi Garcia, alle sue idee e alla quadratura data alla squadra. Che fa perno su tre centrocampisti giovani: 22, 23 e 20 anni. Che stanno conoscendo il grande calcio e i grandi palcoscenici. Ma che non sembrano soffrire. E hanno messo la qualità al potere.
HOUSSEM AOUAR, IL GIOIELLO DI CASA OL
Su di lui, ormai, si sa tutto. La sua fantasia, i suoi strappi ad aprire le difese, la sua straordinaria qualità. Aouar è il diamante del Lione. Classe 1998, cresciuto in casa, seguito da tutti i top club l'Europa, compresa la Juventus, con un cartellino del prezzo di 70 milioni (in aumento, forse). L'uomo copertina che più degli altri incarna lo spirito giovane del Lione, il gruppo di talento arrivato fino alla semifinale di Champions League con gli scalpi di Juventus e Manchester City in tasca. Giocando da interno di centrocampo, a volte da trequartista, occasionalmente anche più vicino agli attaccanti. Dovunque gioca, comunque, rende. E ha concluso la sfida al City con la fascia di capitano al braccio.
Getty ImagesBRUNO GUIMARAES, L'ULTIMO ARRIVATO
Il classe 1997 brasiliano è stato una sorta di fulmine a ciel sereno. Nel ruolo di regista, l'OL aveva investito su Thiago Mendes dal Lille, per oltre 20 milioni. Poi però l'occasione di andare dal Paranaense in Brasile, lasciare altri 20 milioni sul tavolo per il nazionale Under 23 brasiliano e aspettarlo anche qualche settimana, causa qualificazione olimpica (centrata). Il paradosso: con l'OL Guimaraes ha giocato soltanto 8 partite, ma è inserito nella squadra come se ci giocasse da anni. L'equilibratore del centrocampo, l'uomo che scherma davanti alla difesa e mette ordine quando ha la palla tra i piedi. Il più difensivo dei tre per caratteristiche, ma essenziale anche in fase offensiva. Una sorpresa, che si è tolto anche la soddisfazione di battere il suo idolo Ilkay Gündogan, che guardava sempre in tv. Gioca col 39, il numero del taxi di suo papà a Rio de Janeiro. Juninho, il direttore sportivo del Lione, ha dovuto chiedere una deroga alla Ligue 1 per accontentarlo. Porta bene.
MAXENCE CAQUERET, IL "PIANO B" DI SUCCESSO
Nonostante sia nel giro della prima squadra da novembre, il classe 2000 è la novità del post lockdown. Fino a marzo, a completare il trio era Lucas Tousart, che da gennaio era però già promesso sposo dell'Hertha Berlino e a luglio ha deciso di andarci. Il giustiziere della Juventus ha lasciato posto al giovane ventenne, uno che in Francia conoscono bene: è stato protagonista in tutte le nazionali giovanili. Oggi indossa la maglia numero 10 dell'Under 20. Ed era solo questione di tempo prima che trovasse spazio tra i 'grandi' del Lione, dove gioca da quando aveva 11 anni. Si è preso il suo posto e lo ha legittimato: contro il Manchester City è stato decisivo per il secondo e il terzo goal, originati entrambi dalla sua pressione. Lui che si esprime meglio con la palla tra i piedi, è stato decisivo nella riconquista. Un talento già pronto, dopo essere stato un prodigio da piccolo nelle giovanili. Tousart è già dimenticato.




