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Vladyslav SupryagaGetty Images

Juventus, attenta a Supryaga: l'erede di Shevchenko che fu ad un passo dal Bologna

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Ripartirà dall’NSK Olimpiyskiy di Kiev l’avventura della Juventus in Europa. La compagine bianconera infatti, si appresta a sfidare, nel suo match di debutto nell’edizione 2020-2021 della Champions League, la Dinamo di Mircea Lucescu.

Quella della compagine ucraina non è stata una stagione partita esattamente nel migliore dei modi, visto che a luglio, quando è stato annunciata la scelta di affidare la panchina proprio al tecnico romeno, si è scatenata una sorta di insurrezione popolare che ha portato a giornate travagliate che avrebbero potuto fin da subito cambiare il volto dell’annata.

I dodici anni vissuti da Lucescu alla guida dei grandi rivali dello Shakhtar rappresentavano un qualcosa di troppo difficile da digerire ed è per questo che pochi giorni dopo l’inizio della sua avventura, l’allenatore ha annunciato le sue dimissioni. In realtà la situazione è poi rapidamente rientrata e l’ex allenatore di Pisa, Brescia, Reggiana ed Inter è tornato al suo posto e da allora per la Dinamo è stato un crescendo di soddisfazioni.

Se per la Juventus il discorso europeo inizia dunque a Kiev, la compagine ucraina ha già dovuto superare due ostacoli per guadagnarsi l’accesso al tabellone principale della massima competizione continentale per club. Prima ha battuto in gara secca nei preliminari l’AZ, poi con una doppia vittoria ha eliminato anche il Gent.

Tre prestazioni convincenti, così come lo era stata quella che in precedenza le aveva consentito di aggiudicarsi la Supercoppa di Ucraina proprio contro lo Shakhtar, che sono servite tra l’altro a confermare ciò che molti addetti ai lavori sapevano già: nella Dinamo gioca un talento dalle potenzialità straordinarie. Vladyslav Supryaga.

Nato il 15 febbraio del 2000, a vent’anni ha già attirato su di sé le attenzioni di diversi club europei. Ha alle spalle un’unica vera stagione da protagonista nella Prem"jer-liha, ma tanto è bastato per guadagnarsi paragoni importanti, compresso quello con il più grande giocatore della storia del calcio ucraino: Andriy Shevchenko.

È  cresciuto nel Dnipro, ma è stato col Dnipro-1 che ha esordito tra i professionisti, nella Druha Liha ad appena 17 anni. Dopo essersi guadagnato i galloni da titolare inamovibile della sua squadra e aver chiuso l’annata con 22 gettoni conditi da 7 goal, è stato prelevato proprio dalla Dinamo che in lui ha individuato l’elemento con il quale andare a completare un reparto che già comprendeva un altro tra i più grandi talenti del calcio dell’est: Viktor Tsygankov.

La prima stagione a Kiev è servita per fare semplice apprendistato, ma è stata nella successiva che è riuscito a mettere in mostra tutte le sue qualità. Tornato in prestito al Dnipro-1, questa volta in Prem"jer-liha, ha stupito tutti con prestazioni da giocatore di livello superiore. A renderlo diverso da molti suoi coetanei, è una caratteristica propria solo dei grandi attaccanti: una freddezza fuori dal comune e certificata dai 14 goal messi a segno in 25 partite.

Tornato alla base, Supryaga oggi è uno dei trascinatori di una squadra che, prima e ancora imbattuta in campionato, propone un calcio che si sposa alla perfezione con le sue qualità. Centravanti dalle eccellenti doti fisiche (182 cm per 72 kg), oltre a vedere la porta come pochi, abbina velocità a potenza. Quando parte negli spazi è quasi imprendibile, visto che tra l’altro già sa difendere palla con la naturalezza di un veterano.

Lucescu gli ha già affidato un ruolo da protagonista nel suo reparto avanzato ed il bomber ventenne ha ripagato la fiducia con due reti in cinque presenze in campionato e soprattutto con una prova maiuscola nella sfida di ritorno con il Gent che è valsa il ritorno nella fase a gironi di Champions dopo cinque anni (un assist e due rigori procurati).

Il classe 2000 ucraino, tra l'altro, rappresenta un vero e proprio rimpianto per due squadre italiane e per la Serie A in generale. In estate infatti, prima l'Atalanta e poi il Bologna sono state vicine ad acquistarlo.

L'Atalanta, prima di prendere Lammers, lo aveva messo nel mirino per rimpolpare il suo reparto offensivo. Il costo di 15 milioni di euro, però, ha scoraggiato la Dea, che aveva già sborsato parecchi soldi per Miranchuk.

Il Bologna invece ci ha provato fino all'ultimo giorno di calciomercato. Come aveva affermato il direttore sportivo Bigon, Supryaga è stato l'unico vero obiettivo della squadra per rinforzare l'attacco: o lui o nessun altro. E così è stato, la Dinamo Kiev ha passato il turno, qualificandosi per la Champions League, e a quel punto è stato troppo difficile l'assalto all'ucraino.

Adesso sarà un problema della Juventus, che in una fase di rodaggio e di non brillantezza, se la dovrà vedere con un attaccante in grande forma, giovane e pronto a fare male a chiunque in Europa. Per tutti in Ucraina è l'erede di Andriy Shevchenko: Vladyslav Supryaga.

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