Atalanta-Napolipoteva essere la sua partita, la gara dell’ex. Ma per la gioia della famiglia Percassi, di Gasperini e di tutto il popolo bergamasco Josip Ilicic ha preferito continuare ad affiancare le strisce nere al fondo azzurro.
Maggio 2019, i giorni del sogno che diventa realtà, di una storica e indimenticabile qualificazione Champions conquistata al fotofinish, in cui Bergamo sorrideva fiera e spensierata. Eppure qualche pensiero, qualche legittima riflessione era ricorrente per lo sloveno, uno dei grandi protagonisti di quella epica cavalcata. Restare e vivere anche il capitolo successivo della favola con la Dea o cercare nuovi stimoli, nuove avventure, nuove vette, in quella che poteva essere, per lui che a 31 anni aveva un contratto in scadenza nel 2020, l’ultima grande tappa della sua carriera?
Ad attenderlo il Napoli di De Laurentiis, pronto a soddisfare le richieste di Carlo e Davide Ancelotti, assolutamente decisi e convinti nel chiedere al presidente di investire sul geniale Josip. Due milioni e mezzo di ingaggio, un ruolo da titolare e da protagonista nel 4-4-2 che aveva in mente Carletto, la tentazione di giocare finalmente per una delle big della Serie A, dopo gli anni trascorsi tra Palermo, Fiorentina e Atalanta, senza rinunciare alla vetrina della Champions conquistata sul campo. Il sì, seppur difficile da dire per il legame creatosi con Bergamo e la Dea, sembrava inevitabile.
Una scelta che Ilicic, in una recente intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’, ha confermato senza nascondersi.
“Lo scorso anno ero molto vicino all'addio. Volevo fare un passo più avanti, giocare per lo scudetto. Lo dissi anche alla società. Ho detto alla dirigenza dell'Atalanta che non ho più venti anni: o posso vincere qui, o vado altrove. Sulle mie tracce c'era il Napoli e non solo”.
De Laurentiis arriva a mettere sul piatto 15 milioni e il cartellino di uno tra Verdi e Inglese: valutazione complessiva superiore ai 25 milioni di euro, sulla carta una buona operazione economica anche per l’Atalanta, considerando la carta d’identità di Ilicic e il contratto in scadenza nel 2020. Ma proprio quando tutti i pezzi del puzzle sembrano poter trovare la loro giusta collocazione arriva la chiamata che cambia il destino di Ilicic, dell’Atalanta ma anche e soprattutto di Ancelotti e del suo Napoli.
“Il primo a chiamarmi per trattenermi fu Gasperini – il racconto dello sloveno - Io non so cosa sarebbe successo se fossi andato via, se da un'altra parte avrei segnato, che ne so, trenta goal. Però so che quando sono rimasto ho detto subito: 'Sono felice dove sono'.”
Niente da fare, Ilicic resta a Bergamo, il Napoli chiude il suo mercato senza soddisfare le richieste di Ancelotti, che sognava di inserire nel suo scacchiere almeno uno tra lo sloveno e James Rodriguez, e l’Atalanta si gode le magie del suo campione, assoluto trascinatore della squadra di Gasperini in Champions League.
Ma cosa sarebbe successo se Ilicic fosse andato al Napoli? Poteva cambiare il destino di Ancelotti – sul cui esonero ha pesato anche quel goal firmato da Josip nella controversa gara d’andata tra le due squadre – così come il cammino degli azzurri in Coppa Italia. E che dire dell’Atalanta, trascinata ai quarti di Champions League dalle prodezze dello sloveno. Una cosa è certa: per Ilicic e la Dea nessun rimpianto...




