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Josip Ilicic AtalantaGetty Images

Atalanta, Ilicic e l'etichetta della discontinuità: "Se lo sono io, gli altri cosa sono?"

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La tripletta contro il Torino deello scorso sabato è soltanto l'ultimo capolavoro di Josip Ilicic in Serie A. L'attaccante dell'Atalanta ha brillato nelle ultime settimane, trascinando la 'Dea' sempre più in alto.

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Le sue prestazioni gli hanno anche permesso di togliersi di dosso l'etichetta di giocatore discontinuo. Ne ha parlato anche alla 'Gazzetta dello Sport', ricordando la differenza di prestazioni tra lui e glii altri a livello di numeri nel suo periodo alla Fiorentina.

"Questa etichetta della discontinuità è venuta fuori a Firenze, dove per tre anni sono stato il miglior marcatore della squadra. E se ero discontinuo io, che sono un trequartista o addirittura un centrocampista, non una punta da venti gol a stagione, gli altri cos’erano? A Firenze avevo preso sette pali in sette partite, se la palla fosse entrata sempre..."

Ilicic ha anche rivelato di voler fare un passo in avanti e provare a lottare per lo Scudetto con un'altra squadra, anche se poi la volontà di Gasperini lo ha tenuto a Bergamo, dove sta disputando una stagione straordinaria.

"Da parte mia, sono stato molto vicino all'addio. Volevo fare un passo più avanti, giocare per lo scudetto. Lo dissi anche alla società. Non c’era solo il Napoli e il primo a chiamarmi per trattenermi fu Gasperini. Io non so cosa sarebbe successo se fossi andato via, se da un’altra parte avrei segnato, che ne so, trenta gol. Sono felice dove sono. Vivrei l’Europa League come un passo indietro. Io voglio giocare sempre la Champions".

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