David Nyathi and Brian LaudrupGallo Images

Brian Laudrup, in goal ai Mondiali di calcio... e di Futsal!

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Nel suo palmarès figurano, fra gli altri titoli, uno Scudetto, una Champions League e gli Europei del 1992 con la Nazionale danese. Brian Laudrup, fratello minore di Michael, è stato uno dei campioni più eclettici degli ultimi decenni. In pochi sanno infatti che ad inizio carriera, quando giocava in patria nel Brondby, si divideva fra il Calcio a 11 e il Futsal.

Grazie alle caratteristiche peculiari che possedeva innate, come le qualità tecniche superiori alla media, la grande velocità e la bravura nel dribbling stretto, era in grado di eccellere in rendimento in entrambe le discipline. Non è un caso che l'ex giocatore di Fiorentina e Milan faccia parte della cerchia molto ristretta di coloro che nella loro carriera hanno segnato almeno un goal sia nella fase finale dei Mondiali di calcio, sia in quelli di Futsal

È il 1989, Brian è alla quarta stagione da calciatore professionista con la formazione gialloblù e si divide fra le due discipline. È così convocato dalla Danimarca per la prima FIFA Futsal World Cup, che si è giocata in Olanda dal 5 al 15 gennaio di quell'anno

La Nazionale danese di Calcio a 5 è inserita nel Gruppo A assieme all'Olanda, al Paraguay e all'Algeria. L'esordio è sfortunato e vede la squadra di Laudrup soccombere 4-2 nei confronti dei padroni di casa. Va meglio nel secondo confronto, in programma ad Amsterdam il 7 gennaio. 

La partita sarà storica perché proprio Laudrup sigla il definitivo 2-2 con il Paraguay. Per il futuro rossonero va ancora meglio nella terza partita, giocata l'8 gennaio sempre nella capitale olandese. La Danimarca travolge 8-4 l'Algeria, e Brian realizza addirittura una tripletta per i suoi. La vittoria non basta però per il passaggio del turno, che premia Olanda e Paraguay.

Dopo l'importante parentesi nel Futsal, però, Brian capisce che la sua strada è nel calcio a 11. Nell'estate del 1989 c'è la prima svolta della sua carriera con l'approdo in Bundesliga con l'Uerdingen. Con la squadra tedesca segna 6 reti in 34 presenze, preludio al successivo approdo al Bayern Monaco, di cui diventa una delle stelle. Conquista la Supercoppa di Germania nel 1990, si mette in grande evidenza e nel 1992 è fra i protagonisti dell'impresa della Danimarca agli Europei in Svezia.

Brian LaudrupGetty Images

Su di lui scommette il presidente della Fiorentina Cecchi Gori, che sborsa 8 miliardi di Lire ai tedeschi. In Serie A trova ampio spazio, sia sotto la gestione di Radice, sia con quella di Agroppi. Nonostante la retrocessione in Serie B con i toscani, nel 1992/93 gioca con regolarità in Serie A e totalizza 31 presenze e 5 reti con la maglia viola. Nell'estate 1994 passa al Milan di Capello per un miliardo e 300 milioni di Lire, ma deve contendersi la maglia da titolare con i tanti stranieri in rosa: Boban, Desailly (che arriva a novembre), Papin, Raducioiu, Savicevic e Van Basten, il quale però, per i noti problemi alla caviglia, non giocherà mai.

Totalizza 9 presenze e un goal in campionato, e ha la sua giornata di gloria nella sfida di Marassi contro la Sampdoria il 31 ottobre 1993. In quella gara Laudrup parte titolare accanto a Marco Simone e trova il suo unico goal stagionale in Serie A che vale il provvisorio 2-0 ospite a Marassi, poi rimontato nella ripresa. Con il Milan vince lo Scudetto e la Champions League (6 presenze e un goal nella goleada per 6-0 contro il Copenaghen).

Per giocare con più regolarità saluta a malincuore l'Italia nell'estate 1994, passando ai Glasgow Rangers in Scozia, squadra con cui gioca per 4 stagioni e di cui diventa un idolo. Al suo palmarès aggiunge 3 titoli scozzesi, una Coppa di Scozia e una Coppa di Lega scozzese, totalizzando in tutto 50 reti in 169 presenze. Nella sua esperienza con i Rangers incrocia sul campo anche un giovanissimo Gennaro Gattuso, che se lo ricorda molto bene.

"Era un grande dribblomane, sciava come una farfalla, in Scozia non gli toglievano mai la palla, li faceva impazzire tutti i difensori avversari, era un piacere vederlo giocare".

Brian LaudrupGetty Images

In Nazionale arrivano per lui altre soddisfazioni: la Danimarca non si qualifica ai Mondiali di USA 1994, ma nel 1995 vince la seconda edizione della Confederations Cup battendo in finale per 2-0 l'Argentina di Batistuta, Zanetti, Ayala, Ortega e Rambert. In quell'occasione i due fratelli Laudrup giocano per la prima volta in coppia in attacco in un grande competizione internazionale (Michael aveva rinunciato agli Europei del 1992) e danno un saggio della loro classe.

Brian segna un goal nella gara con l'Arabia Saudita, Michael indirizza la finalissima contro l'Albiceleste. I fratelli Laudrup partecipano insieme anche agli Europei del 1996 e ai Mondiali di Francia 1998. In Inghilterra nel 1996 il cammino dei danesi si ferma al Primo turno, benché Brian realizzi 3 goal (uno al Portogallo e una doppietta alla Turchia).

Entusiasmante è invece il percorso della Nazionale danese a Francia '98. La squadra, guidata dallo svedese Bo Johansson, ottiene il suo miglior risultato ai Mondiali, arrivando ai quarti di finale e venendo eliminata con onore dal Brasile di Ronaldo.

Brian Laudrup Brazil 1998Getty

Brian dà un apporto fondamentale alla squadra e il 24 giugno 1998 entra nella storia. Segna il provvisorio 1-2 nel poker alla Nigeria agli ottavi e diventa uno dei tre unici calciatori ad essere andati a segno sia nei Mondiali di Futsal, sia nei Mondiali di Calcio a 11. Come lui solo lo statunitense Bruce Murray e l'algerino Lakhdar Belloumi. Il primo va in goal ai Mondiali di Futsal del 1989, in cui gli americani ottengono un brillante 3° posto finale, e ai Mondiali di Italia '90 nella sconfitta per 2-1 contro l'Austria. Il 'Mago del Maghreb', invece, Pallone d'Oro africano del 1981, dopo aver castigato la Germania Ovest nella storica vittoria di Spagna '82, segna una rete nei Mondiali di Futsal del 1989 proprio nel k.o. per 8-4 contro la Danimarca di Brian Laudrup.

Quest'ultimo, oltre alla rete alla Nigeria, a Francia '98 realizza anche un altro goal: il momentaneo 2-2 contro il Brasile, vanificato dalla doppietta di Rivaldo che manda a casa gli scandinavi ai quarti. Quella è anche l'ultima gara di Brian Laudrup in Nazionale. L'eclettico danese vestirà anche le maglie di Chelsea, Copenaghen e Ajax. Dopo un'unica stagione con i Lancieri nel 1999/00 da 38 presenze e 15 goal, in cui affiancherà per l'unica volta suo fratello Michael in una squadra di club, si ritira precocemente dal calcio giocato all'età di 31 anni

Nel 2010 intraprende la battaglia personale contro un brutto tumore linfatico. Sei anni dopo annuncia di avercela fatta. In fondo non poteva finire diversamente: andando via in dribbling anche alla malattia, come ha sempre fatto sul campo. Da calcio o da calcio a 5, poco importa.

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