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D'Aversa LecceGetty Images

Testata di D’Aversa ad Henry, la condanna del Lecce: “Gesto contrario ai valori dello sport”

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Ha fatto e sta facendo molto discutere quanto accaduto al termine di Lecce-Verona, match valido per il 28° turno di Serie A.

Gli animi si sono scaldati dopo il triplice fischio finale e la cosa è sfociata serie di contatti fisici tra i giocatori delle due squadre e non solo.

Con il passare dei minuti infatti, nel post gara è emerso che un ruolo attivo nella vicenda l’ha avuto anche il tecnico della compagine salentina Roberto D’Aversa.

Le immagini della sua testata a Thomas Henry non solo hanno immediatamente fatto il giro della rete, ma hanno anche dato vita ad uno sciame di polemiche.

  • IL COMUNICATO DEL LECCE

    Il Lecce, attraverso un comunicato pubblicato sul proprio sito ufficiale, ha voluto stigmatizzare il comportamento del suo allenatore.

    “L’U.S. Lecce, con riferimento all’episodio che ha visto coinvolto l’allenatore D’Aversa ed il giocatore del Verona Henry, pur valutando la situazione di nervosismo generale nel finale di gara, condanna fermamente il gesto del proprio allenatore in quanto contrario ai principi ed ai valori dello sport”.

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  • COSA ERA ACCADUTO

    In un primo tempo si era pensato che a far scoppiare il caos a fine partita fosse stato un contatto tra Thomas Henry ed il difensore del Lecce Prograncic.

    In realtà poi è emerso che a far degenerare la situazione era stato proprio il tecnico D’Aversa che si è avvicinato all’attaccante del Verona e l’ha colpito con una testata che è stata vista anche dal direttore di gara.

    Henry nel lasciare il campo trattenuto dai compagni di squadra e dagli uomini della sua panchina, ha poi indicato il suo volto facendo capire di aver ricevuto un colpo.

    Sia l’attaccante che lo stesso D’Aversa sono stati poi espulsi dall’arbitro Chiffi.

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  • LE PAROLE DI D’AVERSA

    Roberto D’Aversa, dopo l’accaduto, parlando ai microfoni di ‘Sky’ ha dato la sua versione dei fatti.

    “Ci sono state delle provocazioni, la mia volontà era quella di fare in modo che i miei ragazzi non prendessero espulsioni e siamo arrivati a contatto io ed Henry. La mia intenzione era quella di dividere. Lui ha continuato nel provocare, ma poi è finita lì. Io non sono entrato in campo per dare una testata al giocatore ma per evitare squalifiche perché siamo attesi da altre partite importanti. Nell’immagine finale ci sono solo io, ma prima c’erano Gendrey e Pograncic vicino a lui. Non c’era nulla di premeditato, il gesto è brutto e me ne scuso ma l’intenzione era quella di allontanare i giocatori. Gli ultimi minuti di gara sono stati una provocazione continua, ma non volevo fare danni”.

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