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Gonzalo HiguainGetty

I goal, le gioie e le critiche fanno parte del passato: la nuova vita di Higuain lontana dal calcio

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È il 5 dicembre del 2023 e al DRV PNK Stadium, ovvero l’impianto che ospita le partite dell’Inter Miami di Lionel Messi, va in scena una gara del tutto particolare: el Partido de leyendas de Conmebol’'.

A rendere l’evento organizzato dal massimo organo calcistico sudamericano un qualcosa di speciale è la presenza in campo di tanti ex campioni che hanno contribuito a scrivere la storia recente dell’intero calcio mondiale.

In campo dunque si ritrovano, solo per citarne alcuni, stelle del passato del calibro di Javier Zanetti, Kun Augero, Valderrama, Gonzalo Higuain, Dida, Zamorano, Lucio e Dida. Tutti insieme sullo stesso prato verde proprio come accadeva non molti anni fa sui più importanti palcoscenici calcistici del pianeta.

Alla fine ad imporsi la squadra Tango (composta per lo più da giocatori argentini) che batte quella Samba (nella quale c’è una buona rappresentanza di brasiliani) per 2-1.

Mattatore assoluto del match è Gonzalo Higuain che, con una doppietta (su rigore), prima pareggia la rete iniziale di Ronaldinho e poi consegna ai suoi la vittoria.

Sono ovviamente goal che non passeranno alla storia (al pari della vittoria in una partita di esibizione) ma che portano in molti a pensare che il ‘Pipita’, a 36 anni, magari avrebbe ancora qualcosa nei campionati sudamericani o in quella MLS che ha lasciato nel 2022.

Avrebbe… perché in realtà Higuain, a differenza di molti suoi colleghi, una volta appesi gli scarpini al chiodo ha deciso di mettersi il calcio alle spalle.

  • Gonzalo HiguainGetty

    “OGGI HO ALTRE PRIORITA’”

    Quello che si è visto a Miami è un Higuain ovviamente lontano dalla condizione migliore. Il tocco è sempre lo stesso, ovvero quello di uno degli attaccanti più forti della sua generazione, ma il fisico e la velocità non sono quelli di un tempo.

    Fondamentalmente è giusto che sia così, perché il ‘Pipita’ è stato di parola. Nel ritirarsi dal calcio giocato aveva spiegato che il suo desiderio era quello di dedicarsi ad un nuovo capitolo della sua vita lanciando il più lontano possibile da sé quelle che sono le tensioni che lo sport ad alti livelli impone.

    Ora che non è più calciatore, Higuain si sta godendo realmente il calcio. Il calcio inteso come gioco, come un passatempo, come un qualcosa da seguire… oppure no.

    Non ha fatto nulla per prolungare la sua carriera più del dovuto, non ha inseguito scrivanie o panchine, ha semplicemente voltato pagina e gli va benissimo così.

    “Il calcio non mi manca - ha spiegato a ‘DirecTV’ dopo l’esibizione di Miami - È un buon segno. Mi sono preparato alla vita post-calcio e una volta presa la decisione di ritirarmi le pie priorità sono diventate altre. È ora di godermi la carriera che ho avuto, vederla da un altro lato. Si cresce come persona, come essere umano, come marito e come padre. Crescere è la cosa più importante”.

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  • “IL CALCIO E’ TOSSICO”

    Gonzalo Higuain ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato il 3 ottobre 2022. Lo ha fatto un paio di settimane prima di giocare la sua ultima partita ufficiale e fin dal primo momento ha messo in chiaro una cosa: si sarebbe dedicato ad una nuova vita nella quale il pallone avrebbe avuto un ruolo totalmente marginale.

    Una cosa per certi versi sorprendente, soprattutto se si pensa che in carriera ha segnato qualcosa come 335 goal in 710 partite giocate con club del calibro di River Plate, Real Madrid, Napoli, Juventus, Milan, Chelsea ed Inter Miami, ai quali poi aggiungere altri 32 in 75 presenze con la Nazionale argentina.

    Numeri da bomber vero accompagnati da record (tra gli altri quello di 36 reti siglato in un singolo campionato di Serie A) e trionfi (tra i quali tre campionati spagnoli, tre Scudetti e tre Coppe Italia).

    Statistiche e palmares che raccontano la carriera di un grande giocatore, ma non il ‘dietro le quinte’.

    “Quando ero bambino - ha raccontato nel 2022 a GOAL pochi giorni dopo l’annuncio del suo imminente ritiro - Speravo che crescendo e diventando un calciatore professionista avrei provato le stesse cose, ossia quelle molto simili alla passione e all'amore che avevo da bambino nel giocare a calcio. Poi ti accorgi che non è la stessa cosa. L'amore per lo sport non è lo stesso per tanti motivi: soldi, direttori sportivi e contratti… La tua vita cambia completamente, quindi ho dovuto conviverci. Ho vissuto tante esperienze: alcune grandiose, altre meno.

    Il messaggio che vorrei trasmettere a tutti i ragazzi a cui piace giocare a calcio è che devono essere mentalmente forti, perché altrimenti non saranno in grado di arrivare in alto”.

    È stato anche giocando negli Stati Uniti, lontano dallo stress che il calcio europeo impone, che Higuain ha capito che c’è vita dopo il calcio. Un mondo intero che non ruota intorno al pallone e che offre tante possibilità diverse.

    “Mi piacerebbe esplorare il mondo della cucina, magari suonare la chitarra o imparare l'inglese, ma non ho alcuna intenzione di restare nel calcio, almeno a breve termine - ha svelato ancora a GOAL -È un mondo che ogni giorno diventa sempre più tossico e non mi ci vedo più dentro.

    Voglio allontanarmi dallo sport. Sì, lo guarderò, ma so cosa ho vissuto. Penso sia solo un mondo a cui non appartengo tanto quanto pensavo di appartenere inizialmente. Dopo il calcio voglio aprire la mia mente e godermi la mia famiglia e la mia vita".

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  • Neuer Higuain 2014Getty

    “LA GENTE E’ STATA INGIUSTA CON LUI”

    Gonzalo Higuain verrà ovviamente ricordato come uno degli attaccanti più forti della sua generazione. Un bomber letale che ha gonfiato le reti di ogni angolo del mondo e che è riuscito ad imporsi ai livelli più alti fin da quando era giovanissimo.

    I video dei suoi goal, dei suoi gesti tecnici e delle sue esultanze, nel corso del tempo contribuiranno a rendere più sfocate le tante critiche che pure ha ricevuto.

    Sì, perché per molti il ‘Pipita’ è ancora oggi soprattutto l’attaccante dei goal falliti con la sua Nazionale nella finale dei Mondiali del 2014 (contro la Germania) e in quelle della Copa America del 2015 e del 2016 (entrambe contro il Cile).

    “Nemo propheta in patria” verrebbe da dire, ma Higuain non è stato solo criticato, gli è stato riservato un trattamento molto peggiore.

    A ricordarlo, a pochi giorni dal suo ritiro, è stato colui che da molti è ritenuto il più grande di sempre: Lionel Messi.

    “È stato terribile - ha spiegato allora a ‘Direct TV Sports’ - Terribile perché la sua è stata una carriera spettacolare. Ha giocato nelle migliori squadre del mondo, ha fatto sempre bene, ha segnato tanto ed ha vinto. Ha segnato anche in Copa America e mai Mondiali e molti dei nostri successi sono passati da lui. Se avesse vinto la Copa America, oggi la gente avrebbe un’altra concezione di lui. Quel momento è stato duro per tutti, siamo arrivati in finale. La gente è stata ingiusta con lui, è stato maltrattato da parte del mondo della stampa e la cosa ha contagiato in tanti”.

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  • HIGUAIN OGGI

    Higuain, quindi, oggi si gode dunque una vita molto diversa da quella vissuta fino a poco più di un anno fa.

    L’esaltazione della folla, le luci dei riflettori, i goal segnati anche in Italia con Napoli, Juventus e Milan appartengono ad un altro capitolo e sembrano cose lontanissime nel tempo.

    E’ stato un grande attaccante, uno sportivo osannato a livello globale ma, come da lui stesso svelato a ‘Tyc Sports’, tutto questo ha avuto un prezzo da pagare.

    “Ho vissuto per quindici anni in modo innaturale. La gente pensa che la nostra sia una vita facile, ma non è così. Il calciatore vive condizionato dai risultati e spesso deve chinare la sua testa di fronte agli insulti e alla mancanza di rispetto. Siamo tutti umani”.

    È anche per questo, forse, che ha deciso di mettere il pallone 'in soffitta'.

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