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Juan Jesus NapoliGetty / Instagram

Acerbi assolto, la reazione di Juan Jesus: il forte messaggio nella nuova immagine del profilo

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Nessun provvedimento e nessuna squalifica. Si è chiuso così il caso che dallo scorso 17 marzo, serata nella quale si è giocata a San Siro Inter-Napoli, ha avuto per protagonisti Francesco Acerbi e Juan Jesus.

Come è ormai noto, il difensore del Napoli aveva reso noto di aver subito un insulto di stampo razzista dal collega nerazzurro, ma dopo lunghe giornate di attesa ed un surplus di indagini, il Giudice Sportivo ha deciso di non adottare sanzioni poiché“Non si raggiunge nella fattispecie il livello minimo di ragionevole certezza circa il contenuto sicuramente discriminatorio dell’offesa recata”.

Niente squalifica dunque per mancanza di prove e la reazione di Juan Jesus non si è fatta di certo attendere.

  • Juan Jesus InstagramInstagram

    IL PUGNO CHIUSO

    Una reazione silenziosa quella del difensore del Napoli, ma che a suo modo fa molto rumore.

    Juan Jesus infatti si è limitato a cambiare l’immagine del suo profilo Instagram e lo ha fatto inserendone un’altra dal grandissimo potere simbolico.

    Nella nuova immagine del profilo ufficiale del centrale brasiliano campeggi ora il pugno chiuso rivolto verso l’altro che simboleggia la lotta al razzismo.

    Una foto tanto forte quanto significativa che non può non riportare la mente al movimento Black Power.

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  • NESSUN POST E NESSUNA STORIA

    Juan Jesus ha deciso di non commentare la sentenza con un post o con una ‘storia’.

    Nessuna parola e nessuna frase particolare, si è dunque ‘limitato’ a cambiare l’immagine del suo profilo.

    Un gesto il suo che in un certo senso vale più di mille parole.

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  • TOMMIE SMITH E JOHN CARLOS

    Il pugno chiuso sollevato al cielo non può non riportare alla mente uno dei momenti più importanti della storia dello sport e della lotta al razzismo.

    Ai Giochi Olimpici di Città del Messico del 1968, dopo la vittoria nei 200 metri, Tommie Smith durante la premiazione decise di compiere questo gesto che richiamava proprio il Black Power, movimento che si batteva per l’emancipazione degli afroamericani.

    Lo stesso fece anche il terzo classificato John Carlos che, proprio come Smith, al momento dell’inno si voltò verso la bandiera americana sollevando il suo pugno al cielo.

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