Ziegler e l'avventura lampo alla Juventus: un'estate surreale

Reto Ziegler Juventus
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Lo svizzero nel maggio del 2011 approdava alla Juve a parametro zero: tre mesi dopo, senza mai debuttare, veniva ceduto al Fenerbahçe.

Non tutti gli acquisti producono benefici. Alcune volte ci si azzecca a pieni voti, altre si sfocia nel flop. A distanza di anni, però, resta curiosa la storia di Reto Ziegler: approdato alla Juventus, da parametro zero, nell'estate del 2011. Ceduto, nella stessa finestra, al Fenerbahçe. Una bocciatura netta. Una scelta, dura e cruda, presa da Antonio Conte.

L'ex tecnico bianconero, appena insediatosi al timone della Signora, nel ritiro di Bardonecchia - esclusivamente a base di 4-2-4 - capisce subito come sulla sinistra l'interprete non soddisfi le sue richieste. Movimenti non perfetti in fase difensiva e, soprattutto, qualche problema qua e là nel recupero del possesso.

Ecco perché, immediatamente, nella vecchia sede di corso Galileo Ferraris iniziano a ponderare un divorzio lampo. Vuoi per tutelarsi da un quadriennale appena siglato, vuoi per limitare i danni.

In occasione della sfida della Svizzera con la Bulgaria, valevole per le qualificazioni all'europeo 2012, Ziegler rilascia un'intervista all'emittente 'RSI' in cui analizza una situazione surreale.

"Ho parlato col mister e mi ha fatto capire dall'inizio che non conta su di me perché ha altre idee. Quando ho firmato per la Juve c'era ancora Del Neri e insieme a Marotta, che mi conosceva ai tempi della Sampdoria, mi ha voluto in bianconero. Io sono andato alla Juve per giocare e non per guardare gli altri, poi ho parlato con altre squadre che mi volevano prima che andassi alla Juve ma avevano già trovato un altro terzino. A questo punto ho deciso di rimanere e dare il massimo, ho sempre dato tutto e sono convinto che posso convincere Conte".

Parole che, immediatamente, sviluppano un finale già scritto. In estrema sintesi, un errore grossolano. Nonostante un corteggiamento lungo e datato, nonché fondamentale per battere la concorrenza nostrana ed estera.

D'altro canto, in blucerchiato, Ziegler ha vissuto il picco massimo di rendimento: 5 anni e mezzo intensi, confluiti in 155 partite e 5 goal, a un passo dal sogno Champions costruito proprio alla corte di Del Neri, che avrebbe voluto allenarlo anche alla Juve.

Ma l'esonero del tecnico di Aquileia, inevitabilmente, ha condizionato i piani dell'elvetico. Che, in un primo momento, sarebbe dovuto diventare il padrone della fascia sinistra della Juve sotto lo sguardo attento del suo allenatore sotto la Lanterna. E che, improvvisamente, s'è ritrovato a essere valutato da Conte, uno che crede molto al primo impatto. Appunto. 

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A testimonianza di un matrimonio nato sotto la peggior stella possibile, a fronte di 600 mila euro per il prestito, la Signora decide di sfruttare la pista turca. Una destinazione scovata nella fretta, ma sposata con convinzione da tutti.

Ziegler non ha mai avuto modo di dimostrare il suo valore all'ombra della Mole. Dopo il Fenerbahçe, la Lokomotiv Mosca. Per poi tornare nuovamente a Istanbul. Sempre gestito da Madama, alle prese con un contratto non semplice da piazzare. Dopodiché il ritorno in Italia, al Sassuolo, ma senza lasciare il segno.

Il prosieguo di carriera parla di un ritorno in patria, prima due anni e mezzo al Sion, poi appena 3 mesi al Lucerna. Fino a qualche settimana fa ha giocato in MLS, all'FC Dallas, prima di rimanere svincolato. Una carriera più che dignitosa, ma che nel passaggio a Torino avrebbe dovuto proporre il definitivo salto di qualità. Mai avvenuto.

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