Zidane contro la Juventus: da idolo a incubo bianconero

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FRANCK FIFE
Osannato nel suo trascorso nel capoluogo piemontese, il transalpino da tecnico è diventato uno dei più grossi incubi del popolo bianconero.

Da idolo a incubo. Zinedine Zidane è stato uno dei più fulgidi punti di riferimento del popolo della Juventus. Tra le fila della Vecchia Signora dal 1996 al 2001, il francese – sfoggiando un bagaglio qualitativo più unico che raro – è entrato nel mito del calcio mondiale. Un totem che ha fatto avvicinare diverse generazioni al calcio. Un interprete sopraffino della tecnica. A Torino, dall'alto di un'immensa classe, l'uomo di Marsiglia ha vinto due campionati, una Supercoppa Italiana, una Coppa Intertoto e una Coppa Intercontinentale.

Bottino importante che, specialmente fuori dai confini nostrani, avrebbe potuto impreziosirsi ulteriormente. Ecco, quindi, il Real Madrid. Avventura in cui – da calciatore – Zidane ha trionfato in Champions League nel 2001-2002, realizzando una rete da antologia in finale contro il Bayer Leverkusen.

Ma se sul manto erboso il profilo è stato dei più maestosi, da tecnico le cose vanno persino meglio. Già due sussulti nell'Europa che conta, stesso discorso per quanto concerne la Coppa del mondo per club. Il tutto, che non guasta, portando a casa una Liga e una Supercoppa di Spagna. Risultati incredibili e, forse, inaspettati. Quando Florentino Perez ha affidato l'incarico al suo storico pupillo, non avrebbe mai potuto immaginare un percorso simile. Che, invece, è diventato realtà. Da vice di Carlo Ancelotti a capo della prima squadra, spedendo nel dimenticatoio la breve parentesi nera targata Rafa Benitez.

Una scelta, quella adottata dal numero uno del club merengue, rivelatasi dannatamente lungimirante. Ecco perché, nonostante le cose in questa Liga non stiano procedendo nel migliore dei modi, la società ha sempre difeso Zizou. Anche quando sembrava concretamente a un passo dall'esonero. Ma ancora una volta, affidandosi al campo europeo, Zidane ha saputo consolidare la sua posizione, rendendo al tempo stesso pericolante quella della Juventus. Le tre fresche reti trovate all'Allianz Stadium hanno portato Madama alla classica impresa disperata. E, se dovesse entrare nuovamente tra le prime quattro, il Real Madrid si candiderebbe automaticamente a fare la voce grossa in quel di Kiev. Insomma, nessuna pancia piena: caccia al tredicesimo lampo dopo aver vinto tre delle ultime quattro edizioni della Champions League.

Zidane affronterà per la prima volta tra le mura amiche la “sua“ Juventus, e il rischio di un altro incontro da brividi nasce pressoché spontaneo. Il confronto tra l’allenatore francese e Max Allegri vota interamente il partito del mister madridista. D'altro canto, brillando per soluzioni tattiche di livello, l'ex numero 21 bianconero ha spazzato via tutte le resistenze e gli scetticismi che lo avevano accompagnato in fase embrionale.

Molti tifosi juventini lo vedrebbero bene – in un futuro non troppo lontano – sotto la Mole. Così come si vocifera che anche il presidente bianconero, Andrea Agnelli, condividerebbe lo stesso desiderio. Di certo, essendo un abile stratega, il Real Madrid non se ne priverà facilmente. Nelle prossime puntate, però, mai dire mai. Parola di Zizou.

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