Il sexgate di Terry e Bridge: il dramma nazionale che colpì l’Inghilterra

Terry Bridge Chelsea Manchester CityGetty
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Le vicende extracalcistiche hanno sempre coinvolto il rettangolo di gioco, andando a increspare rapporti e a creare materiale da gossip in grado di rimbalzare dai quotidiani sportivi fino ai rotocalchi. Se in Italia ricordiamo con più interesse e protagonismo la dicotomia

Icardi-Maxi Lopez, con la moglie del secondo, Wanda Nara, che tradì il marito in favore dell’amico, in Inghilterra i tifosi non possono di certo lamentarsi in quanto a storie coinvolgenti: nel 2010, infatti, la Premier League si ritrovò a essere scossa dal litigio che coinvolse John Terry e Wayne Bridge, all’epoca compagni di squadra al Chelsea. Un uragano, che a distanza di tanti anni ha saputo riservare sorprese e novità.

Gennaio 2010, John Terry, fino a pochi mesi fa assistente di Dean Smith all’Aston Villa, è ancora una bandiera del Chelsea, squadra della quale è anche capitano. Con quella fascia al braccio, nel 2007, è stato il primo ad alzare la FA Cup nel nuovo Wembley, nonché il primo giocatore inglese a segnare un gol con la maglia della nazionale in quello stesso impianto, contro il Brasile.

Nel suo palmares personale ci sono tre Premier League, quattro Coppe d’Inghilterra, due Coppe di Lega e tre Community Shield. La Champions League e i restanti due campionati arriveranno soltanto negli anni successivi, come l’Europa League. In questo momento di puro idillio con la tifoseria dei Blues e gran parte del popolo inglese, dai tabloid anglosassoni rimbalza la notizia: Terry intrattiene una relazione extraconiugale con Vanessa Perroncel, non solo amica di sua moglie, ma anche fidanzata di Wayne Bridge.

Terry Bridge England 2007Getty

Classe ’80, stessa età di Terry, Bridge ha militato nel Chelsea dal 2003 al 2006, per poi tornare dopo un anno di prestito al Fulham e restare a Londra fino al 2009: poi la cessione al Manchester City, proprio un anno prima dello scandalo che lo colpisce. Carriera meno altisonante di John Terry, ma le sue presenze in nazionale, che si interrompono nel novembre del 2009, sono garantite, così come la sua titolarità nel primo biennio vissuto in maglia Blues.

Quando l’uragano investe la sua famiglia lui si ritrova a Manchester, ma l’Inghilterra insorge compatta, non preoccupandosi di quale città possa essere adesso la dimora dell’uno o dell’altro: compatta, la tifoseria chiede a gran voce che la fascia di capitano sia del Chelsea che dai Tre Leoni venga rimossa dall’avambraccio di Terry.

Se per i drappelli di Londra a fare da scudo ci può pensare Carlo Ancelotti, che prova a tenere separata la questione privata da quella sportiva, per l’Inghilterra c’è poco da fare: Fabio Capello accontenta la tifoseria e degrada Terry, che il 3 marzo del 2010, nell’amichevole con l’Egitto, scende in campo senza fascia. Rimarrà in queste condizioni per un anno, fino al 26 marzo 2011, quando a Cardiff, contro il Galles, verrà riabilitato.

Intanto Wayne Bridge a Manchester gioca sotto l’egida di Roberto Mancini, che chiude il trittico degli italiani giudici terzi di questa vicenda: il 25 febbraio 2010, a poche settimane dalla calunnia che da venticello è diventata uragano, il difensore prova a mantenere l’aplomb inglese, che appartiene anche al suo tecnico, e spinge la stampa a compiere retromarcia.

Bridge Terry Germany 2006 EnglandGetty

Al Mondiale del 2010 manca poco, l’Inghilterra deve concentrarsi sul campo e Bridge non vuole compromettere l’integrità dello spogliatoio, che è già minato da questa vicenda. Lui alla competizione internazionale non ci andrà, mentre Terry accompagna la selezione di Capello fino agli Ottavi, quando a Bloemfontein l’Inghilterra viene sconfitta per 4-1 dalla Germania e saluta anzitempo la competizione.

Nel frattempo, però, l’imbarazzo raggiunge livelli altissimi: Terry veniva dal premio di “padre dell’anno” ricevuto nel novembre del 2009 e pur di tenere tutto nascosto alla moglie, Toni Poole, aveva ottenuto una sorta di grazia da parte dell’Alta Corte, fino a quando il giudice Tugendhat non decide di comunicare, a tutti, che l’unica grande preoccupazione di Terry era quella di perdere gli sponsor a causa di quanto compiuto.

Nasce un vero e proprio sexgate, che ha nel 28 febbraio 2010 uno degli atti più spiacevoli, che in Italia abbiamo visto replicato da Icardi e Maxi Lopez nel 2016, sei anni dopo. I bookmakers si scatenato, come prassi dell’Inghilterra, e quotano la mancata stretta di mano tra Bridge e Terry all’incontro tra Manchester City e Chelsea, ma anche l’eventualità che l’uno avrebbe fatto un intervento duro sull’altro, tanto da prendersi un’espulsione.

Alla fine ad avere la meglio è chi scommette sulla mancata stretta di mano: l’oramai ex capitano del Chelsea porge la destra, ma Bridge passa oltre, stringe la mano al bambino mascotte che si trova in corrispondenza di Hilario si preoccupa di chi arriva dopo. Alla fine, il City strapazza il Chelsea davanti agli occhi attenti di Capello, che incassa anche il ritiro di Bridge dalla nazionale.

Terry Bridge Chelsea Manchester City 2010Getty

La vicenda, in ogni caso, cade in pasto alla stampa e ai tifosi, già scottati da quanto accaduto pochi mesi prima a Tiger Woods: il golfista afroamericano si era ritrovato coinvolto in uno scandalo sessuale di portata ben più grande, annoverando ai suoi rapporti extraconiugali più di cento donne.

Inevitabilmente, l’infedeltà degli sportivi era finita sotto gli occhi di tutti e quanto fatto da Terry non poteva passare inosservato. Carlos Tevez, che affianca il compagno Bridge al City, tuona: “Se fai una cosa del genere in Argentina, sei un uomo morto”.

Intanto, pochi giorni dopo, il sexy scandalo aumenta: la modella francese, si scopre, non avrebbe avuto solo Terry come amante, tant’è che il Sun finisce per definirla “la ragazza del Chelsea”. Adrian Mutu e Eidur Gudjohnsen, più un terzo giocatore che resta anonimo, vengono iscritti alla tabella dei traditori.

Tevez Terry Chelsea Manchester City 2010Getty

Se la notizia rende la Perroncel a tutti gli effetti una super-WAG, quindi una donna in cerca di storie d’amore con sportivi o comunque personaggi famosi, e Wayne Bridge solo un malcapitato, di certo fa aumentare l’imbarazzo intorno a John Terry, soltanto uno dei tanti amanti della modella.

Toni Poole chiede, neanche a dirlo, il divorzio e due anni più tardi, nel 2012, il sociologo Neil Ewen arriva a definire la vicenda come un “dramma nazionale”. Da parte di Terry, però, nemmeno una parola.

Nel frattempo, anche la moglie sembra esserci passata sopra: dopo una fuga a Dubai, per smaltire la rabbia, i due hanno poi deciso di non divorziare più: vivono ancora insieme, oggi, nel Surrey, dove tra l’altro vive anche la Perroncel, con Jaydon, il figlio avuto da Wayne Bridge, che ha voltato pagina insieme alla sua nuova moglie. Di parlare con John Terry, però, a distanza di dodici anni, non c’è nessuna intenzione.