Siamo questi: Italia commovente, con un cuore grande così

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Italy celebrating vs Spain Euro 2016
Getty Images
Contro un avversario storicamente indigesto, Antonio Conte ha confezionato una perfetta lezione tattica al cospetto di Del Bosque.

Nella sfida di Saint-Denis, con grande fierezza, lo abbiamo urlato al mondo: siamo questi. Un'Italia a immagine e somiglianza di Antonio Conte, squadra a tratti commovente. E non è un caso che ad aprirla sia stato Giorgio Chiellini, piedi rudi ma tanto cuore, lo stesso che ha portato gli Azzurri – contro i favori del pronostico – ad accedere ai quarti di finale in quel di Euro 2016.

Una selezione così bella e coesa, dalle nostre parti, non si vedeva da tempo. E questo, comunque andrà a finire, per il c.t. azzurro è già un successo totale. Non c'è mai stata partita. La Spagna non è riuscita a reggere il confronto; questione, probabilmente, anche di motivazioni, ma tecnicamente l'Italia – quadrata nella sua totalità – nelle due fasi ha rasentato la perfezione. Insomma, la mano del fenomeno in panchina si vede. Eccome.

In un contesto organizzato – come quello degli Azzurri – tutti riescono a rendere al massimo delle proprie possibilità. Non può più sorprendere l'apporto di Emanuele Giaccherini, soldatino dai piedi fatati, pupillo di Conte ai tempi della Juventus. Così come non può più sorprendere la coralità. Tutti sanno cosa fare e, soprattutto, i ragionamenti scattano in funzione del gruppo.

Conte che dà una lezione di tattica al sommo Del Bosque. Succede. E fa godere. Non sempre le compagini tecniche riescono ad avere la meglio e, proprio su questo concetto, verterà il prosieguo del cammino dell'Italia.

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Lecito, allo stato attuale delle cose, chiedersi dove possano arrivare Buffon e compagni. La risposta è evidente: non lo sanno nemmeno loro. Il prossimo step contro la Germania, sulla carta a dir poco proibitivo, farà capire quanto realmente l'Italia possa ambire alla vittoria finale; perché ora – dopo un girone positivo e aver spedito a casa una delle favorite, il Belpaese può e deve sognare.

Nel pallone calciato in tribuna da Conte al 75' nel match contro la Spagna, dopo un errore banale in disimpegno dei suoi, c'è tutta l'essenza di questa spedizione; rabbia calcistica associata a tanto carattere. D'altronde, nei giorni scorsi il c.t. azzurro è stato chiaro: “Non voglio tornare a casa”.

L'impresa è stata centrata. Ma non è stato fatto ancora nulla. L'Italia, vantando ampi margini di miglioramento, adesso fa paura. E la Germania, si sa, storicamente preferirebbe affrontare tutt'altro avversario.

A Parigi il successo è stato totale. Italia contro David De Gea. Poco da segnalare dalle parti delle Furie Rosse; Alvaro Morata – l'uomo più atteso – praticamente impalpabile e rimpiazzato da Lucas Vazquez. Ma noi siamo questi. E siamo molto forti.

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