“Farelli, chi era costui?”. Chissà se tra qualche decina di anni - crisi climatica permettendo - ci sarà un Don Abbondio romanista che scrollando qualche pagina di almanacco digitale esclamerà questa frase alla vista di questo nome sotto la voce portiere della Roma nella stagione 2020/2021.
E in effetti Simone Farelli, nato a Roma il 19 febbraio 1983, ha tutte le caratteristiche del perfetto sconosciuto. Eppure i giallorossi hanno deciso di tesserarlo nell’estate del 2020 e regalare al mondo del calcio una pagina incredibile da raccontare.
Pur essendo nato a Roma, la carriera del portiere inizia all’ombra di una lupa che però non è quella capitolina bensì quella che impreziosisce lo stemma del Siena.
Dopo una breve parentesi con la maglia dell’Astrea - squadra dilettantistica della capitale appartenente alla Polizia Penitenziaria e con un breve excursus in Serie D - Farelli riceve la chiamata dei I bianconeri, che ingaggiano tra le fila del proprio vivaio il giovane estremo difensore.
Sono anni roventi a Siena, che nei primi anni del duemila riesce ad ottenere la prima storica promozione in Serie A a cento anni di distanza (99 per la precisione) dalla sua fondazione.
Farelli si avvicina in questo modo al mondo dei professionisti diventando il terzo portiere dei bianconeri dal 2001 al 2003, senza mai riuscire ad esordire ufficialmente in nessuna competizione.
Dopo diversi anni passati tra Serie C1 e C2 con Nocerina, Vittoria e Ancona, alla fine del primo decennio del nuovo millennio, Farelli torna al Siena, nel frattempo retrocesso nuovamente dopo sette stagioni consecutive in massima serie.
E nella sua seconda esperienza nella città del Palio conosce il nuovo preparatore dei portieri dei bianconeri, Marco Savorani, che si rivelerà decisivo in futuro per il suo approdo alla Roma esattamente dieci anni più tardi. Pazientate ancora un attimo e capirete perché.
In bianconero la concorrenza è però molto agguerrita. Per Farelli appare molto difficile riuscire a scalzare Ferdinando Coppola dal ruolo di titolare e le cose andranno proprio in questa direzione.
Il portiere chiude la sua stagione con sole due presenze ma togliendosi la soddisfazione di ottenere nuovamente una promozione in Serie A con il Siena di Antonio Conte.
Le cose non cambiano con l’avvicendamento in panchina tra l’allenatore salentino e Giuseppe Sonnino, anche se sotto la guida tecnica di quest’ultimo a per Farelli arriva la soddisfazione dell’esordio in Serie A.
Certo, deve aspettare fino all’ultima giornata, ma il 13 maggio 2012 nella sfida del San Paolo contro il Napoli persa dal Siena 2-1 il portiere romano gioca la sua prima e unica partita in serie A della sua carriera.
La stagione 2012-2013, molto difficile per il Siena che non riesce a confermare quanto di buono fatto vedere nel campionato precedente anche a causa di alcune cessioni tra cui quella di Mattia Destro e retrocede in Serie B arrivando al diciannovesimo posto. In quell’annata Farelli disputa solo due partite, entrambe in Coppa Italia.
Piccola curiosità. Già nel 2013 il portiere avrebbe potuto aiutare la Roma, seppur a distanza. Dopo aver difeso la porta bianconera contro il Torino ai sedicesimi, Farelli viene confermato in porta anche nella sfida degli ottavi contro la Lazio.
La gara si mette bene per il Siena, che la sblocca dopo nove minuti della ripresa con un autogol di Cana. I toscani riescono a mantenere il vantaggio fino al 95esimo minuto, quando vengono raggiunti dal pareggio del francese Michael Ciani a una manciata di secondi dal fischio finale.
I biancocelesti passeranno poi il turno vincendo ai calci di rigore e termineranno quell’edizione della Coppa Italia battendo in finale proprio la Roma. Curioso no?
Dopo l'esperienza con il Latina in Serie B, a trentatre anni Farelli decide dunque di accettare il ruolo di terzo portiere per il resto della sua esperienza da professionista e la prima squadra da dove comincia questo nuovo percorso è il Trapani.
Sono solo quattro le apparizioni totali del portiere con la maglia granata dei siciliani, che al termine del campionato 2016-2017 retrocedono in Serie C. Eppure l’esperienza alle pendici dell’Erice segna un punto cruciale della carriera di Farelli, che il 30 dicembre 2016 gioca la sua ultima partita in assoluto da professionista.
Nel 2020 si ritrova senza contratto e per lui sembra profilarsi l’ora del ritiro dal calcio giocato per dedicarsi a qualcos’altro. E invece.
Invece accade che se ricordate bene qualche riga più su si parlava del momento della svolta che sarebbe arrivato in futuro per il portiere romano al rientro al Siena con l’incontro con Savorani. Il momento arriva nell’estate del 2020.
Capita infatti che la Roma proprio nell’ultimo giorno di mercato cede a poche ore dalla deadline lo svedese Robin Olsen all’Everton, ritrovandosi così con il giovanissimo Pietro Boer della Primavera come unico rimpiazzo alle spalle di Pau Lopez e Antonio Mirante.
Con pochissimi istanti rimasti prima della chiusura delle trattative fino alla sessione invernale, i giallorossi virano sull’esperto Farelli, consigliati dal proprio preparatore dei portieri. Chi è? Marco Savorani.
A quasi trentotto anni e nove stagioni dopo la sua unica apparizione in Serie A, Farelli torna nella rosa di una squadra della massima serie. Una favola incredibile, premio ad una carriera che dimostra che almeno nel calcio ogni tanto seppur emetta cigolii sinistri l’ascensore sociale sembra ancora funzionare.
Alla Roma come era logico aspettarsi, Farelli non giocherà neanche una partita, ma si toglie la soddisfazione di compiere l’intero riscaldamento in una delle gare più importanti della storia europea del club giallorosso.
Con Pau Lopez fuori per infortunio, a giocare da titolare nella semifinale di ritorno di Europa League contro il Manchester United tocca a Mirante. Insieme a lui vengono convocati anche Farelli e Boer, che si scaldano insieme al titolare negli istanti immediatamente precedenti al fischio d’inizio.
Solo in seguito si scoprirà che il 38enne non era stato inserito in lista Uefa dalla Roma e quindi non sarebbe in ogni caso potuto essere schierato.
Terminata l’ultima stagione da professionista nella piazza più importante della sua carriera con diciannove presenze in panchina, il 30 giugno 2021 abbandona definitivamente il calcio giocato lasciandoci in eredità una sua storia che non poteva essere limitata a qualche asettico numero scritto in un almanacco.
Ma la Roma è ancora nel destino di Farelli, che oggi lo ha chiamato a tempo determinato come preparatore dei portieri per sostituire Nuno Santos, collaboratore di Mourinho risultato positivo al Covid.


