L’appuntamento con la storia è stato già fissato, non resta che vedere chi tra PSG e Lipsia riuscirà a presentarsi in perfetto orario. Le due compagini si affronteranno in un match che metterà in palio per entrambe la possibilità di accedere alla loro prima finale di Champions League, ovvero un’occasione troppo ghiotta e da non fallire per continuare a coltivare il sogno di salire sul tetto d’Europa.
Quella parigina è una squadra costruita e pensata per questo tipo di traguardi, leggermente diverso è il discorso relativo a quella tedesca. In casa Red Bull le ambizioni non sono mai mancate e lo dimostra la crescita esponenziale degli ultimi anni ma se, immaginare il PSG in una finale continentale è sempre stato un esercizio piuttosto agevole nelle ultime annate, visti gli investimenti faraonici, più complicato era ipotizzare un Lipsia pronto a competere in così breve tempo con le big d’Europa, considerato il fatto che solo fino a quattro anni fa non aveva mai messo piede su un campo di Bundesliga.
L’edizione 2019-2020 della Champions League, quella che l’emergenza Coronavirus ha contribuito a rendere unica per emozioni e formula, ha già offerto una discreta quantità di scontri tra ‘Davide e Golia’ e la particolarità è stata che spesso, e nel calcio la cosa non è di certo una consuetudine, ad avere la meglio siano stati gli sfavoriti.
Anche il Lipsia reciterà la parte di colui chiamato a battere il ‘gigante’ per entrare nella leggenda, ma lo farà con la certezza del suo gioco, della sua fame e della forza dei suoi giovani che sin qui sono stati straordinari nell’affrontare qualunque avversario senza il minimo timore reverenziale.
Tra essi c’è anche Christopher Nkunku, un ragazzo al quale questa semifinale gli era stata riservata dal destino già da tempo. Centrocampista dalle grandi qualità, capace di agire sia in mediana che più avanti da trequartista o all’occorrenza da attaccante esterno, è cresciuto nel PSG ma, come spesso capitato in passato da altri giovani talenti del suo calibro, è stato costretto a lasciare Parigi per consacrarsi, questo perché all’ombra della Torre Eiffel sarebbe stato fagocitato da quell’infinita voglia di accogliere campioni affermati ai quali una maglia da titolare va assegnata quasi per diritto.
GettyE’ approdato al Paris Saint-Germain quando aveva appena tredici anni e lo ha fatto inseguendo il sogno di diventare un giorno un grande campione. A Parigi ha fatto tutta la trafila nelle giovanili prima di esordire in prima squadra nel dicembre del 2015 in una sfida di Champions League (forse è stato un segno del destino) contro lo Shakhtar, poi le prime presenze in campionato, i primi trofei messi in bacheca ed un minutaggio che andava a crescere insieme alla sensazione che per spiccare realmente il volo sarebbe stato necessario cercare spazio, quello vero, lontano dal club nel quale è cresciuto.
Quello che nel luglio del 2019 è approdato al Lipsia è un Nkunku che molto ha ancora da dimostrare, ma che ha nei piedi tutta la qualità possibile per imporsi. Gli è stata concessa la possibilità di giocare e di crescere senza quelle tensioni e quelle responsabilità tutte calamitate dalla stella di prima grandezza della squadra, Timo Werner, ed ha ripagato la fiducia impreziosendo la sua prima stagione in Bundesliga con 5 goal e soprattutto 15 assist. C’è stato anche molto di suo nel terzo posto finale conquistato in campionato, così come c’è molto di suo in una semifinale di Champions raggiunta dopo aver giocato otto delle nove partite disputate dalla sua squadra.
Lui, che a Parigi ha lasciato un pezzo di cuore, sarà uno degli uomini più attesi di Lipsia-PSG e pazienza se magari il suo vero sogno era quello di giocare una partita di tale importanza con la maglia dei Les Parisiens addosso.
“Sono convinto che avrei potuto impormi, che avrei potuto avere più minuti in campo. Sapevo già da un anno che sarei dovuto partire, ma Tuchel mi disse che contava su di me. Le cose non sono andate come speravo, ma non sento di aver fallito. E’ stato un peccato perchè sentivo di poter avere un ruolo in questa squadra ed ho anche sognato di poter diventare un giorno il capitano del PSG”.
Colui che si sognava con la fascia al braccio al Parco dei Principi, sarà ora chiamato a tentare di spezzare il sogno dei suoi ex compagni. Quello che affronterà il PSG sarà un Nkunku con le stesse qualità, ma anche con diverse condizioni in più.
“Al Lipsia si pensa solo al calcio, si vive il calcio, si respira il calcio. Qui mi sono trovato fin da subito nel posto giusto”.
Parigi è il passato, la Sassonia è il presente ed un futuro tutto da scrivere. Nkunku proverà a trascinare il suo Lipsia e lo farà scendendo in campo forte di un record sorprendente: delle 120 partite giocate da professionista ne ha perse solo 11, cosa questa che fa di lui il giocatore meno battuto del 21° secolo. Si tratta solo di una statistica, ma intanto il PSG è avvertito… .




