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Serie A

Lichtsteiner saluta la Juventus: una storia straordinaria

07:10 CEST 08/05/18
Stephan Lichtsteiner Juventus
Il terzino svizzero, dopo sette stagioni trascorse in bianconero, lascia un ricordo indelebile: ad attenderlo c'è il Borussia Dortmund.

Delle sette stagioni di Stephan Lichtsteiner con la Juventus rimarrà molto. A partire dal goal realizzato allo Stadium contro il Parma, il primo in gara ufficiale, a battezzare così il fortino bianconero. Palla magica di Andrea Pirlo, inserimento vincente del terzino svizzero.

Era l'11 settembre 2011. Ora, parecchie primavere dopo, dietro l'angolo c'è un addio doloroso ma fisiologico. Al termine della vittoria con il Bologna, il 34enne di Adligenswill ha comunicato la volontà di effettuare una nuova esperienza professionale. Questione, principalmente, di motivazioni.

I saluti si concretizzeranno a parametro zero, sullo sfondo la possibilità di difendere i colori del Borussia Dortmund. I tedeschi hanno iniziato a dialogare con l'entourage del calciatore elvetico e, presto, le chiacchiere potrebbero tramutarsi in fatti. A tal proposito dal fronte neroverde trapela grande ottimismo.

Lichtsteiner, specialmente nell'era contiana, s'è rivelato un giocatore chiave. Approdato alla Juventus dalla Lazio nell'estate del 2011 per 10 milioni, Stephan è diventato un profilo di caratura internazionale: gamba, determinazione e mentalità. Ingredienti che hanno portato la Vecchia Signora a blindare ripetutamente la porta a tripla mandata, rifiutando offerte piuttosto importanti.

Dal canto suo, forte di un feeling particolare con l'ambiente, l'ex giocatore biancoceleste ha sempre espresso parole al miele nei confronti del club torinese, diventando a tutti un punto di riferimento per i tifosi. Diligente nel 3-5-2, perfettamente a suo agio nel pacchetto arretrato formato da quattro interpreti.

Ecco perché, tra una concorrenza più o meno significativa, lo svizzero è (quasi) sempre riuscito a spuntarla. Il tutto, base primaria del discorso, migliorando costantemente. Insomma, una fantastica storia d'amore giunta ai saluti. Nel mezzo, per non farsi mancare nulla, gli inevitabili alti e bassi. A partire dalle esclusioni dalla lista Champions League.

Allegri, infatti, ha tenuto Lichtsteniner fuori per due anni di fila, salvo poi inserirlo in occasione della fase a eliminazione diretta. E il diretto interessato, dall'alto di una professionalità maniacale, ha sempre palesato tutto il suo peso specifico. Vedi, per rimanere alla stretta attualità, i contributi offerti tra Londra e Madrid.

Come dimenticare, poi, il grande spavento patito in Juventus-Frosinone nel 2015; un malessere – nell'intervallo – dovuto ad un'aritmia cardiaca benigna. Come dimenticare, poi, il rientro in grande stile con tanto di rete, e che rete, rifilata al Borussia Monchengladbach. A comporre il quadro, inoltre, anche un mezzo ammiccamento (mai confermato) con l'Inter. Ma il futuro, proprio spiegato da Lichtsteiner, sarà fuori dall'Italia: “Non posso dire niente su quale sarà la mia prossima squadra, anche perché non ho ancora firmato nulla. Ma i tifosi sanno che non farò scelte sbagliate”.

Ancora tre partite e, dopodiché, inizierà un nuovo percorso. Detto questo, l'esperto terzino svizzero può pensare di chiudere facendo la voce grossa: campionato e Coppa Italia. Trofei che se dovessero finire al J Museum, impreziosirebbero ulteriormente un'unione certamente felice. Nella leggenda, con sei scudetti (e mezzo) in bacheca, per Lichtsteiner ci sarà sempre posto. Ed è già malinconia.