C'è bisogno di tutti. C'è bisogno, soprattutto, dei goal di tutti. Assimilati i concetti sarriani, la Juventus lavora in funzione dell'evoluzione. Al di là dei meccanismi, al di là degli schemi. Occorre che la Signora trovi maggiormente la via della rete, non affidandosi unicamente a Cristiano Ronaldo.
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Lavori in corso. Presso il laboratorio della Continassa, Maurizio Sarri anche in tal senso sta provando a trovare i giusti numeri, da sfoggiare quando le partite segneranno in maniera indelebile la stagione bianconera. Occhi puntati sull'equilibrio, al tempo stesso sensa sottovalutare estro e fantasia.
Nella fase embrionale dell'annata, ad esempio, Miralam Pjanic sembrava potesse - in fase realizzativa - proporre tutt'altro contributo. Un avvio veemente caratterizzato da 3 centri in campionato, sfociato in una fase di stanca tutt'ora in voga. Insomma, il bosniaco - che è il centrocampista della Juve ad aver segnato di più in stagione - ha perso sia in lucidità sia in brillantezza, affidandosi spesso e volentieri al compitino.
Dietro di lui, in termini di gioie personali, il vuoto: 0 centri per Sami Khedira e Adrien Rabiot, a quota 1 figurano Blaise Matuidi e Federico Bernardeschi, 2 reti per Aaron Ramsey. A bocca asciutta anche Emre Can, finito nelle battute conclusive del mercato invernale al Borussia Dortmund.
Alla vigilia della trasferta di Verona, interpellato sull'argomento, Sarri ha risposto così:
"Nel momento in cui gli attaccanti segnano molto, è un problema che pesa meno. Non abbiamo segnato molto con i centrocampisti ma tanto con i difensori. Possiamo migliorare questo aspetto in termini di centrocampisti. Stiamo lavorando su due ragazzi che, storicamente, non hanno segnato molto. Ci vuole, quindi, un attimino di pazienza".


