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Karim Adeyemi Germany U17 2019Getty Images

Karim Adeyemi, il nuovo Haaland bocciato dal Bayern

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I giovani calciatori, prendono le bocciature in vari modi. Essere scartati dal club dei sogni è dura, soprattutto per chi non ha esperienza: c'è chi molla, chi si 'ricicla' nelle serie minori e chi, invece, reagisce trasformando la delusione in benzina per esplodere altrove.

Per Karim Adeyemi vale la terza strada, con l'attaccante tedesco bocciato dal Bayern pronto a diventare una delle stelle del panorama europeo. Il 18enne, inserito nella Top 50 NxGn dei migliori talenti al mondo, si sta facendo largo con la maglia del Salisburgo e prenota un futuro in stile Haaland.

Arsenal, Barcellona e Liverpool, nonostante abbia debuttato con la squadra marchiata Red Bull solo a febbraio, hanno già messo gli occhi su di lui: Adeyemi la prima parte di stagione l'ha disputata in prestito al Liefering, società satellite del Salisburgo di Serie B austriaca.

Gli inizi col Forstenried sembrano lontani anni luce, là dove il Bayern lo scovò da giovanissimo. E Adeyemi, a Goal, ripercorre quei momenti.

"Accessori e strutture non erano all'avanguardia, giocavamo su terra rossa o campi in gomma, ma a me non importava: contava conoscere i compagni e giocare".

"In inverno prendevamo parte a piccoli tornei indoor, dove erano presenti osservatori del Bayern. Contattarono i miei genitori e mi offrirono un provino: essendo di Monaco ed essendo la mia squadra preferita, fui entusiasta. Il mio idolo è sempre stato Robben, mi piacevano la sua dote nell'uno contro uno e la precisione nel tiro".

Karim Adeyemi Germany 2019Getty Images

"Non ero teso, giocavo senza pensare se sarei stato preso o meno. Gli allenamenti erano molto diversi, più intensi e articolati. A Forstenried eravamo in tanti, al Bayern c'erano gruppi meno numerosi e la qualità delle sedute era maggiore".

Nonostante sul campo avesse impressionato, tra il Bayern e la famiglia di Adeyemi iniziarono a nascere dissidi e il feeling si sgretolò. Tanto da portare i bavaresi a non tesserarlo.

"Al Bayern hanno le idee chiare: se non le rispetti, vieni mandato via. Ogni club ha la propria filosofia, non voglio giudicare: dopotutto, parliamo di una società eccezionale. Il rapporto tra i miei genitori e l'allora direttore sportivo non era più sereno".

"Ovviamente all'inizio è stato triste, ma poi ho continuato a giocare tornando al Forstenried. Osservatori dell'Unterhaching vennero a seguire un torneo, mi videro e vollero mettermi sotto contratto".

Fu lì che Adeyemi conobbe la persona che si rivelò un mentore: Manfred Schwabl .Ex centrocampista di Bayern e Monaco 1860, oggi Schwabl è presidente dell'Unterhaching (squadra che a fine anni '90 calcò il palcoscenico della Bundesliga dopo aver trascorso gran parte dei suoi anni nelle serie minori tedesche).

Schwabl notò come difetti caratteriali stessero condizionando la crescita di Adeyemi nella sfera privata e decise di metterlo in riga, arrivando persino ad escluderlo dagli allenamenti finchè non fosse migliorato a scuola.

"Ero iperattivo e avevo bisogno di una guida, non riuscivo mai a stare fermo. In più non mi piaceva la scuola e questo fece arrabbiare i miei genitori e Schwabl".

"Litigavo spesso, la mia scusa era sempre: 'La colpa è dell'insegnante'. Non riuscivo a stare seduto per ore tra i banchi, ora ho capito che la colpa era la mia".

Dopo aver corretto i suoi difetti, Adeyemi migliorò e attirò l'attenzione dei migliori club europei. Liverpool, Atletico Madrid e Lipsia ne seguirono i progressi, il Chelsea propose a lui e alla famiglia di andare a Londra e trascorrere un periodo al centro sportivo di Cobham. Ad assicurarselo però fu il Salisburgo, acquistandolo a 16 anni per 3 milioni.

"Non importa in quale squadra giochi, il calcio è una vetrina incredibile: se sei forte, le società lo notano".

"Decisi di restare all'Unterhaching perchè lì stavo bene, andare al Chelsea in quel momento sarebbe stato azzardato. Ovvio che l'interesse dei top club fa piacere, ma volevo solo giocare. Squadra e compagni mi hanno sempre aiutato. A scuola mi chiedevano sempre: 'E' vero che club X ti cerca?', non era facile perchè non volevo parlarne".

"Per me e per la mia famiglia era importante che la prossima squadra avesse un progetto su di me: fu il caso del Salisburgo, di cui mi hanno convinto stile di gioco e filosofia".

Karim AdeyemiTwitter/FCLiefering

"Non devo dimostrare niente a nessuno, solo a me stesso. Ero tranquillo e pensavo a giocare. Il mio ingaggio non era un peso, bensì mi rendeva fiero. Su questo veniva suscitato molto clamore, se non usi la testa è pericoloso".

Il primo anno e mezzo di Adeyemi in Austria fu fatto di partite col Liefering e presenze con la Primavera del Salisburgo: le sue prestazioni in Youth League, non lasciarono indifferenti.

Questo, unito alla cessioni di Haaland e Minamino a gennaio, ha regalato ad Adeyemi la possibilità di firmare un nuovo contratto ed essere promosso in prima squadra: l'esordio, è avvenuto davanti a 50mila tifosi contro l'Eintracht in Europa League il mese scorso.

"Ero felice e motivato, in quel momento pensavo solo a correre più che potevo. L'allenatore (Jesse Marsch, ndr) mi disse di dare tutto senza paura. Con tutta quella gente sugli spalti debuttare così non è facile, ma sono riuscito a restare concentrato".

"Voglio giocare tante partite col Salisburgo e mostrare chi sono, per poi misurarmi in un campionato top. Il mio obiettivo è quello di giocare coi migliori al mondo".

Visto quanto fatto finora, Adeyemi ha tutte le carte in regola per riuscirci. Magari entrando proprio in quell'élite.

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