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Karim Adeyemi, il talento che piace al Barcellona pagato... in pizza!

13:00 CET 28/11/19
Karim Adeyemi NxGn
Scartato dal Bayern da giovanissimo, il 17enne del Salisburgo Karim Adeyemi adesso sta attirando l'attenzione dei più grandi club.

Il calcio tedesco sta attraversando una fase di transizione. Da campione del mondo nel 2014 alla clamorosa eliminazione ai gironi in Russia 4 anni dopo, molti di quei protagonisti - per scelta personale o del ct Low - hanno alzato bandiera bianca.

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Nonostante ciò, comunque, l'esplosione di Gnabry, Sanè e Havertz dimostra come ad Euro 2020 la Germania gode ancora di considerazione per poter alzare il trofeo a Wembley la prossima estate. Tuttavia, in patria c'è chi crede che l'ascesa delle nuove stelle non abbia raggiunto ancora il picco più alto.

A soli 17 anni, in serie B austriaca, Karim Adeyemi potrebbe non catturare l'attenzione come uno dei talenti migliori d'Europa. Dopo un'infanzia passata a superare ostacoli per diventare professionista, il giovane sta attirando però l'interesse dei più grandi club.

Le qualità di Adeyemi vennero notate per la prima volta dal Bayern, squadra della sua città natale - Monaco di Baviera - anche se il ragazzo ha saputo farsi apprezzare una volta approdato allo SpVgg Unterhaching. Il cui presidente, Manfred Schwabl, a Goal e SPOX si è così espresso su Adeyemi.

"Calcisticamente parlando, era chiaro che sarebbe diventato un professionista. L'unica cosa che potrebbe avergli rovinato la carriera, sarebbe potuto essere un infortunio o qualche nostro errore".

Sul periodo passato da Adeyemi nel club, quasi tutti hanno qualcosa da raccontare. Schwabl ricorda la prova super nella Merkur Cup 2013, considerata la Champions League degli underv11.

"Lo incontrai in una birreria all'aperto e gli chiesi se voleva mangiare pizza. Gli dissi: 'faremo un accordo, ti pagherò in pizza se stendi Monaco 1860 e Bayern".

Adeyemi impressionò e la stampa locale lo accostò a Mario Balotelli dopo una sua esultanza senza maglia per celebrare uno dei goal rifilati al Bayern.

I bavaresi conoscevano il suo talento, visto che lo avevano scoperto per primi, ha decisero di lasciarlo andare per problemi di ritardo e dubbi sull'affidabilità. Fortunatamente, in Schwabl Adeyemi ha trovato un mentore ideale a Unterhaching.

L'atteggiamento di Adeyemi gli creava problemi a scuola, con Schwabl che doveva spesso parlare con gli insegnanti per il suo comportamento.

"Mi disse che la scuola gli interessava poco, ma che sarebbe diventato un calciatore professionista. Negli sport a scuola dimenticava l'abbigliamento, nelle lezioni di matematica il materiale per la geometria. Piccoli errori".

Schwabl, tuttavia, sentiva di dover prendere provvedimenti e lo escluse da allenamenti e partite finchè non migliorò a scuola. A soli 12 anni, Adeyemi andava in bici da casa dei genitori al campo d'allenamento per sentirsi dire da presidente e allenatore che non poteva partecipare alle sedute. Inoltre gli fu detto che chi lo avrebbe sostituito si sarebbe imposto, scenario questo che accese un fuoco nel ragazzo per dimostrare che poteva migliorare e tornare in pista.

"Fu stimolato, dopo qualche settimana la scuola ci disse che Karim stava diventando uno studente modello sempre gentile e disponibile coi compagni di classe".

Di conseguenza, Adeyemi fu reintegrato in squadra e da quel momento non ha commesso più leggerezze. Promosso in fretta per giocare con gente più grande di lui, con la sua velocità di gambe e piedi saltava stabilmente gli avversari mostrando voglia di vincere. Così Ognen Zaric, che allenò Adeyemi nell'U17 dell'Unterhaching.

"Era una sorta di 'toporagno'... Fu fondamentale avergli dato rapidamente responsabilità in squadra, lavorò ottimamente".

Il momento chiave si verificò quando Adeyemi aveva 15 anni, in una partita contro l'Heindeheim. L'Unterhaching si ritrovò in 10 a metà frazione e sullo 0-0.

"Nello spogliatoio, Karim all'improvviso disse: 'mister stai tranquillo, ci penso io'. Alla fine vincemmo 2-0 con una sua doppietta".

Dopo solo 15 presenze con l'U17 in cui segnò 15 goal, Adeyemi passò nell'U19 e lì scatenò le mire dei club europei. Come dimostrano le parole di Schwabl.

"A gennaio 2018 il Chelsea si interessò e volai a Londra con Karim e suo padre".

Adeyemi fu invitato ad allenarsi per una settimana con l'Under 17 dei Blues, ma il Chelsea non era l'unica interessata di Premier: su di lui, infatti, c'era anche il Liverpool.

La prima offerta che li ha veramente interessati, tuttavia, giunse dal Salisburgo . A differenza della Germania, in Austria è consentito giocare in prima squadra a 16 anni e ciò significò che Adeyemi potè bruciare le tappe in fretta. Sempre Schwabl.

"Per Karim fu come vincere alla lotteria. Sapevamo che fisicamente era pronto, quindi perchè restare nell'U19 in Bundesliga? Quella è una lega per bambini e non ha nulla a che fare col calcio dei 'grandi'".

Nell'estate 2018, fu raggiunto un accordo tra Bayern e Salisburgo per il trasferimento di Adeyemi con l'Unterhaching che ricevette una somma di 3,3 milioni di euro per averlo valorizzato. L'attaccante fu poi ceduto in prestito al Liefering, club affiliato al Salisburgo in seconda serie austriaca, dove Karim è esploso sia partendo da sinistra che da punta centrale.

Il suo record di 13 goal e 9 assist in 32 partite ha fatto subito nascere subito spontanea una domanda: quanto ci vorrà affinchè Adeyemi possa unirsi al Salisburgo con gente come Haaland e Szoboszlai? Schwabl ha le idee chiare.

"Penso che accadrà a gennaio. Ha tutte le carte in regola e successivamente potrebbe essere pronto per la Premier nel giro di un anno e mezzo".

Ma non è certo che Adeyemi possa restare in Austria così a lungo. Il Barcellona ha di recente offerto 15 milioni per portarlo al Camp Nou, mentre il Borussia Dortmund vede in lui un potenziale erede di Sancho qualora quest'ultimo dovesse lasciare i gialloneri. Zaric è entusiasta di Karim.

"E' fatto per arrivare al top, in lui non vedo limiti".

Non a caso, Adeyemi di recente ha ricevuto il premio Fritz Walter come miglior giocatore Under 17 tedesco. Schwabl, oltre alle doti da calciatore, è fiero di aver visto in Adeyemi una crescita a livello umano.

"Tutti i giovani possono saper giocare, ma restare coi piedi per terra è il vero pregio di Karim. Sembra averlo capito, il che mi rende molto orgoglioso".