Juventus-SPAL, Perin di nuovo titolare: ma rimarrà il secondo

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Getty Images
Il 26enne portiere di Latina, dopo quella contro il Bologna, questa sera otterrà nuovamente una maglia da titolare. Ma le gerarchie restano chiare.

Niente illusioni, le gerarchie sono chiare: “Il titolare è Szczesny, ma contro la SPAL gioca Perin”. La Juventus non si può proprio lamentare, abbondanza come se piovesse in ogni reparto. S'intende, infortuni permettendo. A partire dal parco portieri.

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Alla Continassa, a tal proposito, hanno le idee nitide; in quanto il 28enne estremo difensore polacco raffigura presente e futuro. Dopo un'annata trascorsa a coprire le spalle di Gigi Buffon, “Tek” - così soprannominato da Max Allegri alla vigilia – s'è preso la Signora. Poche incertezze e, soprattutto, un'ottima continuità di rendimento. Picco massimo toccato nel rigore parato a Gonzalo Higuain nella recente trasferta di San Siro.

L'ex giallorosso ha trovato in stagione 15 presenze. Perin, invece, un solo gettone contro il Bologna: datato 26 settembre. Ora, due mesi dopo, un'altra possibilità dall'inizio. Smaltito il piccolo problema al mignolo, il numero 22 della Juventus nella giornata odierna difenderà i pali dei campioni d'Italia in occasione dell'impegno casalingo con la SPAL.

Un'occasione importante che, comunque, non dovrebbe spostare granché nel breve e lungo termine. Perché, come sottolineato da Allegri in conferenza stampa, il numero uno si chiama Wojciech. L'azzurro, dunque, dovrà accontentarsi delle poche occasioni che gli verranno date nel nome del turnover. Un quadro, tuttavia, che non sembra scoraggiare Perin. Il quale, fin dalla presentazione, non s'è mai illuso: “So che parto svantaggiato. Lavorerò, suderò e darò il meglio quando potrò giocare. Il resto sono decisioni che non mi spettano”.

La panchina, però, è dura per tutti. Basti pensare a Norberto Neto che, dopo due stagioni trascorse sotto la Mole, ha preferito fare un passo indietro in funzione del massimo minutaggio. Insomma, il Valencia non si avvicina minimamente alla Juventus. Ma almeno lì non è appuntamento fisso con la panchina. Chissà che un giorno lo stesso ragionamento non sfiori Perin, il quale finora in tal senso non ha fornito segnali. Anzi, tutt'altro.

Massimo feeling con lo spogliatoio, un ottimo rapporto con la tifoseria e, aspetto più significativo, enormi dose di professionalità in allenamento. D'altro canto, versando in estate 12 milioni nelle casse del Genoa, i bianconeri si sono assicurati un profilo di livello assoluto. Uno che, certamente, farebbe il titolare in diverse squadre di vertice.

Perin, dall'alto di una legittima e sacrosanta ambizione, proverà a cambiare il corso degli eventi. La missione, ovviamente, si preannuncia delle più proibitive. Ma guai a dare qualcosa per scontato nel calcio. Una prova convincente con la SPAL, per esempio, sfocerebbe nell'atteggiamento ideale. Il menù, per ora, propone questo. E tocca accontentarsi.

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