Juventus, senti Khedira: "Il calcio di Sarri fa per me"

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Getty Images
Sami Khedira intervistato da Kicker: "Voglio coronare il sogno di vincere la Champions con la Juventus perché amo il club, la squadra e la città".

Dalla valigia in mano alla permanenza. Un'estate strana per Sami Khedira che, a meno clamorosi colpi di scena, rimarrà alla Juventus. Conquistato Maurizio Sarri, il quale nelle tre ultime uscite ha affidato all'esperto centrocampista tedesco una maglia da titolare. La stessa che, probabilmente, otterrà anche a Parma nell'inaugurazione della serie A 2019-20. A testimonianza di come il feeling con l'ambiente bianconero sia dei più totali, l'ex Real Madrid ha analizzato presente e futuro sulle colonne di "Kicker".

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Concentrazione totale rivolta ai nuovi dettami tecnico-tattici, non semplici da assimilare rapidamente:

"Sarri vuole un calcio totalmente diverso da quello di Allegri, per questo abbiamo avuto delle difficoltà e ci vuole del tempo per adattarsi al nuovo sistema. Ma è normale. Gioca un calcio diverso: pressing alto, intensità, passione e intelligenza. Tutte qualità che mi vanno a genio. Io il suo preferito? Avrei dovuto esserlo di tutti coloro che mi hanno fatto giocare: Mourinho, Ancelotti, Allegri, Low e adesso Sarri".

Khedira, si sa, è sinonimo di qualità. Ma gli infortuni, sul suo conto, rappresentano sempre un grosso punto interrogativo.

"Il ginocchio va bene, mi sento completamente in forma e ho fiducia nel mio fisico. L'ultimo anno è stato sfortunato, poco felice, con molti stop, il ginocchio, l'operazione al cuore. Ero entrato in una spirale negativa".

Dopo un'annataccia, dunque, legittimo porsi degli interrogativi. Allontanati, tuttavia, perentoriamente.

"Ho messo tutto in dubbio: ho ancora gli stimoli dentro? Ho ancora le condizioni necessarie per giocare ad alti livelli? Ho risposto con un sì. Se giochi alla Juventus, che vuol dire tentare di vincere ogni anno la Champions League, devi migliorare costantemente. E io voglio sempre stare tra gli undici titolari".

L'operazione al cuore, e non potrebbe essere altrimenti, ha rappresentato il momento più duro per la carriera del numero 6 bianconero.

"Dopo un allenamento ho avuto problemi di vertigini e di vista. Ho avvertito subito il medico. Ma non mi sono sentito in pericolo di vita, l'operazione per l'aritmia ormai è quasi routine. Ci si riprende quasi sempre e, inoltre, siamo totalmente controllati. Sono convinto di poter stare al top dal punto di vista atletico, altrimenti parlereste con un pensionato e non con un calciatore. Posso giocare uno, due o tre anni al massimo".

Tante le voci di mercato che hanno accompagnato, fin qui, il mediano teutonico. Che, dal canto suo, ha le idee chiare. Eccome.

"Con la Juventus è stato tutto chiarito fin dall'inizio del pre campionato: non sarei partito e non volevo partire. Ho sentito che sarei rimasto solo per i soldi, mi ha colpito perché i tifosi ci credono. Io non ho mai giocato per soldi, bensì per vincere titoli".

Da quelle parti, si sa, il grande obiettivo si chiama Champions League, assente dalla bacheca juventina dal 1996.

"Voglio coronare il sogno di vincere la Champions League con la Juventus perché amo il club, la squadra e la città. Non dobbiamo nasconderci, non saremmo credibili: non compri Ronaldo e De Ligt per uscire ai quarti o in semifinale. La società vuole vincere la coppa, anche se sarebbe fatale pensare unicamente a quel trofeo".

Tra cambiamenti in panchina e nuovi acquisti, la lotta per lo scudetto si preannuncia delle più intriganti.

"Sarà una lotta più avvincente rispetto allo scorso campionato. L'Inter si è rinforzata e ha preso un allenatore molto bravo come Antonio Conte. Il Napoli va sempre considerato. Dobbiamo iniziare il campionato concentrati e, da quello, prendere la fiducia necessaria per l'Europa. Sarebbe una bella stagione, per me, se riuscissi a giocare l'80 per cento delle partite e a vincere i tre titoli principali con la Juve".

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