Juventus col 3-4-2-1: Mandzukic convince nel suo 'vecchio' ruolo

Commenti()
Getty Images
Dopo Torino e Olympiacos, il centravanti croato trova un altro contributo nel suo ruolo originario: una rete e tanto lavoro sporco nel 3-4-2-1.

Stupire per ripartire. No, non si tratta di uno slogan pubblicitario, bensì del credo calcistico secondo Max Allegri. Imprevedibile e camaleontico. L'allenatore livornese, forte di una ricca serie di opzioni a disposizione, vanta una creatività fuori dal comune.

La Juventus fa del 4-2-3-1 il suo assetto base, ma ultimamente esplora nuovi mondi settandosi sul 4-3-2-1, non disdegnando neanche la vecchia e cara difesa a tre proposta, ad esempio, con Barcellona e Crotone.

E sebbene il tecnico toscano non ami parlare di numeri, la Signora predilige cambiare pelle. Soprattutto quando inizia a diventare prevedibile. Ecco, quindi, un ricco turnover ad accompagnare le scelte di Max contro il Crotone. Dentro le cosiddette seconde linee, che poi sarebbero titolari ovunque.

In una gara finita per nulla agevolmente nell'orticello bianconero, spicca il debutto di Benedikt Howedes e la posizione di Mario Mandzukic, in versione attaccante centrale. Domanda scontata: quale sarebbe, valutando il curriculum del croato, la novità? Esattamente. Non esiste. Perché sebbene il calcio, specialmente quello moderno, abbia acquisito una velocità supersonica, il passato non si cancella.

La Juventus, versando 19 milioni nelle casse dell'Atletico Madrid, nell'estate del 2015 ha voluto affidare al numero 17 l'eredità di Carlos Tavez, venduto nella stessa sessione al Boca Juniors. Quindi, dall'alto di un percorso da protagonista tra Wolfsburg, Bayern Monaco e Colchoneros, l'ariete di Slavonski Brod è approdato sotto la Mole per fare la punta centrale.

E l'ha interpreta, alla prima stagione in bianconero, con buoni risultati: 13 reti in 36 presenze. Dopodiché, per effettuare un ulteriore salto di qualità, l'ad Beppe Marotta ha deciso di sconvolgere gli standard del mercato nostrano acquistando – per 90 milioni – Gonzalo Higuain dal Napoli. Qui, fondamentalmente, nasce una storia nella storia.

Come accaduto nelle sfide contro Torino e Olympiacos, Allegri in Juventus-Crotone colloca Higuain in panchina, affidando a Mandzukic il peso dell'attacco. Bingo: stacco di testa e rete che crea i presupposti per i tre punti. Dietro di lui, nel 3-4-2-1 di giornata, Dybala e Douglas Costa. Situazione di gioco in fase di sviluppo presso le stanze segrete di Vinovo, ideata per dare ulteriore qualità ad un reparto ancora alla ricerca della massima espressione.

Chiaro, non che quello con i calabresi sia stato un test probante, ma ancora una volta Madama ha capito di avere un organico folto e di qualità. Necessario, per non arrivare cotti al termine dell'annata, gestire le forze dell'intera rosa.

Il titolare, ovviamente, è il Pipita. Ma Mandzukic rappresenta un'alternativa di estremo lusso: contro il Napoli, ad esempio, sarà nuovamente il croato a guidare l'attacco in virtù dell'infortunio di Higuain. Parallelamente, concentrando gli sforzi sulle fasce alte, la sensazione è che Allegri stia lavorando con il suo staff per far diventare Douglas Costa un autentico titolare.

D'altro canto, conti alla mano, il brasiliano raffigura l'investimento più consistente dell'ultima finestra bianconera e, come confermato nei giorni scorsi dai vertici del Bayern Monaco, nelle prossime puntate – sfruttando il riscatto già impostato a 40 milioni – il prestito diverrà acquisizione a titolo definitivo; per una spesa totale pari a 46 milioni.

Mandzukic, insomma, pare destinato a tornare in pianta stabile nel suo ruolo originario. Allegri, come dicevamo, spesso e volentieri propone schieramenti mutevoli. Ma più indizi fanno una prova. E spostare definitivamente SuperMario, valorizzando il benessere corale, potrebbe rivelarsi la decisione delle decisioni.

Chiudi