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Bremer Paredes Di Maria VlahovicGetty/GOAL

Juventus, è sempre allarme infortuni: squadra decimata a Lecce

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Se non è record, beh, poco ci manca. La Juventus affronterà il Lecce senza ben dieci giocatori; tra lungodegenti, pedine non ancora pronte e defezioni dell'ultim'ora. Un dato incredibile – nell’accezione negativa del termine – che sottolinea ancora una volta come i bianconeri abbiano un grosso problema legato agli infortuni. Che condiziona, e di molto, le battute conclusive del 2022 di una squadra già profondamente in crisi.

Oggi, alle 18, Massimiliano Allegri si potrà inventare decisamente poco per avere la meglio sui salentini. Al Via del Mare, infatti, il tecnico livornese dovrà fare a meno di Pogba, Chiesa, Aké, Kaio Jorge, Locatelli, Di Maria, Vlahovic, Paredes, De Sciglio e Bremer. Insomma, pressoché un’intera truppa. E che truppa…

E se per Locatelli la mancata trasferta è da associare a motivi personali, resta da capire se Vlahovic sarà in grado di dire la sua la prossima settimana contro PSG e Inter. Ad oggi i dubbi non mancano, ma nelle prossime ore se ne saprà di più. Sempre in funzione del derby d’Italia, passando dall’ultimo atto stagionale in Champions, resta assai complicato immaginare il recupero di Di Maria, mentre sembra che Bremer abbia buone chance.

Per Chiesa e Pogba, invece, siamo al doppio punto interrogativo. Proprio come spiegato dallo stesso Allegri pre partenza per Lecce: “Entrambi non sono convocati, impossibile anche per mercoledì e al 99 per cento non ci saranno neanche con l'Inter. Se ci saranno, magari lo faranno col Verona o con la Lazio, ma sarà molto difficile”.

Ecco che, automaticamente, tornano in mente le parole del vicepresidente Pavel Nedved: “Se lasciamo stare gli infortuni, ho visto difficoltà fisiche e una squadra molto macchinosa”. Ragion per cui, dopo la sconfitta di Monza, alla Continassa hanno optato per responsabilizzare Giovanni Andreini, assunto in estate con la qualifica di Head of Performance.

Un profilo, come spiegato dal club bianconero, che ha il compito di supervisionare le diverse aree di performance della società: scienze dello sport, medicina, forza e condizionamento, nutrizione e analisi, al fine di garantire il miglior contributo di tutti i calciatori per affrontare gli sforzi richiesti dal gioco.

Alla Juve, e non potrebbe essere diversamente, si sono accorti di avere un guaio da risolvere. E, pur non optando per delle decisioni drastiche, lo stato maggiore ha provato a rivedere il discorso. Al momento non sembra essere cambiato granché. Anzi, la situazione – numeri alla mano – appare persino peggiorata.

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