Serata da ex per Vidal: sfida alla Juve per prendersi l'Inter

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Quattro stagioni indimenticabili con i bianconeri per il guerriero cileno, che cerca ancora il miglior rendimento tra le fila nerazzurre.

Arturo Vidal la Juventus se l'è tatuata sulla pelle. Molto più di un'esperienza professionale, molto più di una squadra. Ma nel calcio, soprattutto all'interno della modernità, il percorso può rivelarsi particolarmente fluido. Da qui, nulla di sorprendente, l'approdo all'Inter.

Perché il cileno, prima di tutto, è un professionista. E con questa chiave di lettura, nell'ultima sessione estiva, ha deciso di sposare il mondo nerazzurro. Sponsor: Antonio Conte. Fosse dipeso dal tecnico salentino, infatti, il mediano sudamericano sarebbe arrivato alla Pinetina quantomeno un anno fa.

Ma solamente a fuoco lento l'ad Beppe Marotta è riuscito a completare un trasferimento che, in passato, aveva già avuto modo di pianificare. Dai 10,5 milioni (più 2 di bonus) versati al Bayer Leverkusen - ai tempi della Signora - passando per il milione simbolico consegnato recentemente al Barcellona.

Il guerriero, ora, ha 33 anni. Un'età che dovrebbe confluire nell'apice della maturità calcistica. Tuttavia, finora, i tifosi interisti non hanno ancora visto il miglior Vidal. Che, però, in Coppa Italia ha avuto il merito di trovare, dal dischetto, la prima rete in nerazzurro. Un passo, dunque, incoraggiante proprio in vista dell'imminente derby d'Italia.

All'ombra della Mole, sfoggiando una continuità di rendimenta pressoché pazzeca, Vidal ha collezionato 171 presenze e 48 goal. Insomma, prolificità degna di un (signor) attaccante.

Da ragazzo di belle speranze a vero e proprio top player, esaltato dai concetti tecnico-tattici di Conte. Il quale, giustappunto, ha premuto ininterrottamente sull'acceleratore affinché il matrimomio potesse essere celebrato anche sotto il Duomo. 

In attesa di scrivere pagine gloriose della storia interista, restano - eccome - le fotografie in bianconero. Basti pensare al palmarès: 4 scudetti, 2 Supercoppe Italiane e 1 Coppa Italia. Con un solo rimpianto, nel 2015, dal nome Champions League. 

La finale di Berlino, persa per 3-1 contro il Barcellona, ha rappresentato per la Juve un punto di svolta in negativo circa il tasso qualitativo del centrocampo.

Madama, pur spostando progettualmente la forza motrice in attacco, non ha saputo sostituire adeguatamente il cileno, venduto al Bayern Monaco. Dopodiché, alti e bassi, con una linea metodista ancora a caccia della svolta. In parole povere, il livello del reparto s'è abbassato progressivamente. 

Spazio all'amarcord, ma non ai sentimenti. Vidal alla Juve ha dato e ricevuto tanto. E, giustappunto, non è un caso che i tifosi bianconeri ricordino il combattente di San Joaquín come uno dei centrocampisti più forti della storia moderna bianconera. Sostenuto, amato, rimpianto. 

Ora, invece, atteso dal mondo meneghino. Con Conte, e non potrebbe essere diversamente, a bramare la svolta. Cercando, magari, una prestazione extra lusso già domani sera. Tra passato e attualità, guardando il futuro: battere la Juve per conquistare l'Inter.

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