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Massimiliano Allegri Monza Juventus 2021Getty

Il Del Piero pensiero: "Ronaldo voleva andare via, Allegri non fa i miracoli"

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Un punto nelle prime tre giornate di campionato, proprio come nella stagione 2015/16: allora la Juventus trovò la forza di compiere una clamorosa rimonta Scudetto, anche se quella era una squadra diversa rispetto a quella attuale, reduce da una finale di Champions League persa contro il Barcellona e con maggiori certezze al suo interno.

Una situazione resa ancor più drammatica dall'addio di Cristiano Ronaldo negli ultimi giorni del calciomercato estivo: i malumori del portoghese si sono concretizzati col ritorno al Manchester United, dove la doppietta all'esordio sembra avergli ridato quel sorriso perso a Torino.

Intervistato da 'La Gazzetta dello Sport', Alessandro Del Piero ha analizzato il rapporto tra CR7 e la Juventus, ormai deteriorato e dall'epilogo scontato. Nessun attacco alla società e alla scelta di prendere Moise Kean come sostituto.

"Non credo che si debba parlare di impreparazione, ma di fare i conti con la realtà: evidentemente CR7 non voleva restare, altrettanto evidentemente non pagare un ingaggio così pesante poteva fare comodo. Se la domanda è riferita a come è stato sostituito, dico che bisogna misurarsi con le risorse economiche. Continuo a pensare che l’attacco della Juventus possa essere molto competitivo".

Secondo l'ex capitano, la rosa della Juventus non è stata all'altezza della superstar Ronaldo: una differenza che si è vista soprattutto in Europa.

"Ronaldo è un fuoriclasse e andava preso. Il problema, piuttosto, è stato la mancata crescita della squadra intorno alla superstar. Spesso abbiamo giudicato la prova di Cristiano quasi disgiunta da quella della Juventus ed è sintomatico di qualcosa che non ha funzionato. I risultati in campo europeo non sono stati all’altezza, ma se pensiamo che il City non ha ancora vinto una Champions, si comprende quanto non sempre gli investimenti siano sinonimo di vittorie".

Fiducia ad Allegri, atteso da una importante mole di lavoro per riportare la Juventus nelle posizioni che più le competono.

"A me piace Allegri, credo abbia le idee chiare, non può fare miracoli perché è lui stesso il primo a sapere che il problema della Juve non poteva essere ricondotto solo alla guida tecnica. Il lavoro da fare è grande, nello spogliatoio e in campo".

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