Danilo si prende la Juventus: crescita esponenziale

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Danilo Juventus 2020-2021
Getty Images
Il brasiliano si trova a meraviglia nell'interpretazione difensiva proposta da Pirlo. Vera e propria sorpresa di inizio stagione.

Alzi la mano chi si sarebbe aspettato un Danilo di questo tenore. Una sorta di 2.0, per il momento, senza sbavature. Rendimento eccellente, con annesso minutaggio da leader, a consolidare i principi calcistici difensivi imposti da Andrea Pirlo.

In fase di costruzione, cosa ormai risaputa, il tecnico bresciano predilige uno schieramento composto da tre interpreti legati al pacchetto arretrato. E il brasiliano, utilizzato fin qui da terminale mancino, si sta rivelando una pedina preziosissima; dall'impostazione alle scalate, passando per una condizione atletica degna di nota emersa candidamente sia nelle marcature sia nelle letture individuali.

Insomma, evoluzione totale. E con ampi margini di miglioramento sullo sfondo, considerando come la Juventus stia ancora cercando la miglior espressione tecnico-tattica. 

Il 29enne di Bicasi, quindi, vive un momento magico. Che, infatti, lo ha portato a diventare un imprescindibile per Madama. Mentre in Nazionale è pura continuità, con la convocazione rimediata in vista degli appuntamenti contro Venezuela e Uruguay

Da non sottovalutare, inoltre, il peso specifico all'interno dello spogliatoio. Una sorta di leader silenzioso, apprezzato nella passata stagione anche da Maurizio Sarri, ascoltato e rispettato dall'intero ambiente. A tal proposito, le parole a caldo dopo la beffa rimediata al 94' all'Olimpico non risultano per nulla banali:

"Partite come queste insegnano che tutti i dettagli vanno curati fino al triplice fischio. Siamo tutti arrabbiati per i due punti persi, il cammino è ancora lungo".

Un post su Instagram chiaro e inequivocabile. Un risultato che, comunque, non macchia la prestazione di Danilo, tra i più lucidi - e ormai non fa più notizia - per atteggiamento e scelte. Alla base della rinascita? Il duro lavoro. Perché l'ex Manchester City è fatto così: non si esalta quando tutto va bene, non si deprime quando tutto va male. Parola d'ordine: equilibrio. 

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E se la prima annata in Italia si è rivelata tutto fuorché semplice, tra (pochi) alti e (tanti) bassi, il prosieguo del cammino sembra proporre tutt'altro passo. Merito del feeling instaurato fin dalle battute embrionali con Pirlo, che ha capito immediatamente di poter far affidamento sul suo 13. 

Sempre titolare, mai sostituito. Incredibile ma vero, anzi, Danilo. Il verdeoro, finora, è stato l'unico a iniziare e finire tutte le partite. Roba da 9 presenze e 810'. 

Ecco, allora, che lo scambio con Joao Cancelo, andato in scena con la sponda azzurra di Manchester, a distanza di un anno inizia ad avere un suo perché. Da pesare e contestualizzare, certamente, ma che allontana decisamente lo spettro del fallimento.

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